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Aboutrika
, 4 Maggio 2026

Diez: viaggio nella magia dei numeri 10 - Mohamed Aboutrika


Prima di Salah, prima di Marmoush, il Principe capace di rubare il cuore degli egiziani è stato Aboutrika, simbolo dentro e fuori dal campo.

C'è una domanda che il calcio si pone raramente, forse perché la risposta è scomoda: può un gol essere un atto politico? Può una t-shirt mostrata dopo una rete valere più di un discorso o di una dichiarazione ufficiale? Può un uomo con un pallone ai piedi diventare la voce di un popolo che non ne ha?

La risposta, nella storia del calcio, è sì. Ma accade raramente. Accade solo quando il numero 10 è qualcosa di più di un calciatore. Quando è un uomo che ha capito che il campo su cui gioca è anche uno spazio pubblico. Un luogo dove le cose accadono e si ricordano. Un contesto dove ogni gesto vale mille parole.

Il pensiero islamico classico ha un concetto preciso per questo: ihsan. La perfezione spirituale come forma di presenza totale nel mondo. Non basta fare il bene: bisogna farlo come se ogni azione avesse un testimone invisibile, come se ogni gesto portasse in sé la responsabilità verso qualcosa di più grande di sé stessi. Averroè, il filosofo di Cordova che ha costruito ponti tra il pensiero greco e quello arabo, sosteneva che intelletto e movimento raggiungono la perfezione quando diventano una cosa sola. Quando il pensiero abita l'azione dall'interno.

Il numero 10 che porta questa responsabilità sa di portare un peso. A volte emerge dalla forza di un momento che nessuno aveva previsto. Un istante che divide la vita in un prima e un dopo e trasforma un calciatore in un simbolo. Così lo sport diventa il linguaggio di una coscienza collettiva.

Questo tipo di campione non si misura con i trofei. Si misura con quello che lascia nelle coscienze. Si ricorda per le scelte che ha fatto quando sarebbe stato molto più semplice non scegliere. Quando l'indifferenza è meno rischiosa della coscienza.

Non tutti i numeri 10 alzano trofei. Alcuni sollevano coscienze.

Mohamed Aboutrika è stato tutto questo. Il numero 10 più politico della storia del calcio africano. Il Principe dei Cuori.

È il protagonista dell'ottava puntata di Diez: viaggio nella magia dei numeri 10.

Il Principe dei Cuori

C'è un momento che divide la vita di Mohamed Aboutrika in due. È il 26 gennaio 2008, durante Egitto-Sudan nella Coppa d'Africa. Aboutrika segna, si avvicina alla telecamera, solleva la maglia. Sotto c'è una t-shirt bianca. Poche parole nere, nitide: Solidarietà a Gaza.

È una voce che rompe il silenzio ufficiale in un momento in cui l'esercito egiziano ha appena chiuso ogni varco lungo il confine, nel tentativo di contenere il flusso di palestinesi in fuga. È un messaggio rivolto tanto all'esterno quanto al cuore dell'Egitto. A quel punto a Gaza le strade si riempiono di ritratti del numero 22. E quando l'Egitto batte il Camerun in finale, con il suo gol decisivo ,l'eco della vittoria attraversa il Sinai e si mescola alla gioia di chi si sente rappresentato da un uomo prima ancora che da una squadra.

Ma per capire quel gesto bisogna capire da dove viene quell'uomo.

Nasce il 7 novembre 1978 a Giza, all'ombra delle piramidi, in una famiglia povera dove il pane si divide in porzioni sempre più sottili. Cresce nelle strade polverose, con un pallone logoro tra i piedi e una testa già piena di domande che il calcio da solo non avrebbe potuto rispondere. Così, anni dopo, si laurea in filosofia. Per Aboutrika calcio e pensiero sono sempre stati la stessa cosa, espressa attraverso strumenti diversi.

Il numero che sceglie di indossare, il 22, non è casuale. È un'illuminazione ricevuta a La Mecca, camminando in silenzio tra i corridoi della Moschea al-Haram. Il 22 è inciso su una delle sue porte. In quel momento sente che quel numero è suo.

Sul campo era qualcosa di inclassificabile. Drogba lo definisce la più sottovalutata leggenda africana. Xavi dice che è il più forte giocatore arabo visto giocare dal vivo. Gabriele Marcotti, sul Times, scrive che è il più grande calciatore di tutti i tempi a non aver mai calcato i campi d'Europa o del Sudamerica. Si muoveva con l'anticipo di chi legge il futuro qualche battito prima degli altri. C'erano tracce di Totti, Zidane e Riquelme nel suo modo di stare in campo. Non una tecnica fine a sé stessa ma classe al servizio della squadra.

Per Carlo Pizzigoni, l'ospite di questa puntata, Aboutrika è stato "Qualcosa che andava oltre il calciatore.. è stato Salah prima di Salah. Un giocatore davvero unico e ammirevole sotto tanti punti di vista anche per le sue battaglie contro il potere egiziano e contro la dittatura."

I greci avevano una formula per questo: kalòs kai agathòs: bello e buono. Non esiste bellezza senza bontà morale, né bontà senza manifestazione estetica. Sono la stessa cosa, viste da angolazioni diverse.

Con l'Al-Ahly, Aboutrika vince ventiquattro titoli. Con la nazionale due Coppe d'Africa. Ma il vero titolo è quello che il giornalista Hassan Mistikawi ha sintetizzato in una frase: Aboutrika ha vinto il premio più alto che una persona possa ottenere. L'amore del popolo.

Poi arriva il 1 febbraio 2012. Port Said. Una partita tra Al-Masry e Al-Ahly si trasforma in una carneficina. Settantadue tifosi dell'Al-Ahly muoiono. Le uscite dello stadio vengono chiuse. La polizia resta a guardare. Aboutrika, negli spogliatoi, stringe tra le braccia un ragazzo di quattordici anni, Ahmed. Le sue ultime parole: Capitano, sono felice di averti incontrato.

Quel momento lo cambia per sempre. Il giorno dopo parla da leader “spirituale” di una nazione. Va a ogni funerale, abbraccia ogni famiglia, apre casa sua a chi ha perso tutto. I giornali scrivono: ha più influenza del presidente.

E quando sostiene il candidato Morsi alle elezioni del 2012, supera il confine invisibile che separa l'eroe popolare dal personaggio scomodo. Morsi vince, poi viene arrestato. La Fratellanza Musulmana dichiarata terrorista. Aboutrika finisce nella black list. Beni congelati, accuse di terrorismo, esilio in Qatar. Esce dalla lista solo nel maggio 2024.

Come Sherazade che salvò la sua vita raccontando storie per mille e una notte, Aboutrika ha salvato la sua anima giocando a calcio.

La storia del Principe dei Cuori è l'ottava puntata di Diez: viaggio nella magia dei numeri 10

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  • Classe 1989, è autore di “Diez: l’Atlante dei numeri 10” e fondatore del progetto Garra & Fantasia. Speaker per EcoSportivamente, racconta lo sport come atto culturale prima ancora che agonistico.
    Dottore in Ingegneria gestionale con la fissa per la sostenibilità, fin da bambino sognava di vivere e raccontare storie di sport.

    È istruttore CONI–FIGC e Match Analyst: nel fine settimana lo trovate in qualche campo della Ciociaria, tra taccuini, pioggia e polvere.

    Ama il vino rosso, le rovesciate di Van Basten, i dribbling di Garrincha, la Pisada di Riquelme, la potenza dei tiri di Gigi Riva. Sogna un lungo viaggio in Sud America. “Sono le orme a fare il cammino. E il cammino è la ricompensa".

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