
Inter-Parma 2-0, Considerazioni Sparse
L'Inter si laurea campione d'Italia battendo un Parma volitivo con un gol per tempo.
"21 vittoria, grande baldoria": la frase del celebre film di Luketic del 2008 è fotografia perfetta per la serata dell'Inter, che si laurea campione d'Italia per - appunto - la ventunesima volta nella sua storia, chiudendo il campionato con tre giornate di anticipo. Del resto, l'assonanza tra Chivu e il protagonista del film ambientato a Las Vegas va ben oltre i semplici numeri: l'allenatore rumeno si è presentato ai nastri di partenza di questa stagione come un novellino con sole tredici partite in serie A - in cui ha allenato proprio il Parma - e ha stupito tutti trovando in breve tempo il bandolo della matassa e chiudendo il campionato da dominatore battendo gente con molta più esperienza.
"Eppur si muove". Come Galileo Galilei, fautore di idee eretiche per l'epoca in cui viveva, così Christian Chivu ha potuto guadagnarsi fiducia e credibilità solo al termine di una corsa durata trentacinque partite. A inizio stagione, dopo le prime otto partite, l'Inter registrava infatti già tre sconfitte: solo in un caso negli ultimi cinquant'anni una squadra con un rendimento simile aveva poi vinto il campionato, la Juventus di Allegri, stagione 2015-2016. Senza mai piangersi addosso ma continuando a perseguire la propria visione giorno dopo giorno, l'ex terzino del triplete di Mourinho ha avuto la meglio sugli scettici, sui detrattori e su tutti quelli che ora si sentiranno in diritto di salire su un carro al quale non appartengono davvero.
La notte dell'Inter è colma di tensione e ansia, come si addice a una serata del genere. Dopo gli spettri della passata stagione, chiusa senza titoli dopo essere stati in corsa per ogni trofeo disponibile, vincere diventa un'ossessione, un mostro da sconfiggere, un tarlo nella testa di ogni calciatore e tifoso. Si avverte questa sensazione di paura nel primo tempo dell'Inter, con il Parma - coraggioso e come sempre ben messo in campo da un altro esordiente di grandi prospettive come Carlos Cuesta - che crea diversi grattacapi alla difesa nerazzurra. L'attesa prima dell'esplosione - sebbene all'Inter bastasse un punto per laurearsi campione - dura fino alla fine del primo tempo, quando Thuram mette dentro il gol che rende reali e concreti i sogni nerazzurri.
L'attaccante francese è al tredicesimo gol stagionale, a segno per la quinta partita di fila dopo aver rincorso la rete per mesi e aver subito critiche ingenerose e senza alcun senso per un calciatore che si è ritrovato, in alcune situazioni, a dover portare avanti da solo l'attacco nerazzurro. Lo strapotere interista è tutto nella classifica marcatori: l'unico giocatore davanti a Thuram nella classifica marcatori è il suo capitano, Lautaro Martinez, rientrato in campo nel secondo tempo di stasera e autentico trascinatore dei suoi nei momenti più bui della stagione. Menzione speciale per Zielinski, autore dell'assist per il gol che sblocca il match, e protagonista di una stagione da leader del centrocampo dopo le prestazioni altalenanti del suo primo campionato in nerazzurro.
Il secondo tempo è pura gioia e passerella per gli uomini di Chivu: il Parma, per dirla come direbbe Sorrentino, non si disunisce, ma l'Inter passa la frazione di gioco a palleggiare solo in attesa del fischio finale che faccia partire i festeggiamenti. Nel finale c'è gioia anche per Mkhitaryan, che trova il gol su assist di Lautaro a coronamento di una stagione che non lo ha visto protagonista come altre ma comunque sempre presente quando c'è stato bisogno di lui. Il progetto nerazzurro è destinato a crescere e la Champions deve diventare obiettivo reale e perseguibile; il Parma, dal canto suo, si avvia in maniera soddisfacente al finale di campionato, grazie a una salvezza raggiunta con grande anticipo e le speranze per il futuro in continua ascesa.
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