
Bologna-Roma 0-2, Considerazioni Sparse
Il solito Malen ed El Aynaoui trascinano la Roma sul campo di un Bologna sempre più spento.
Nella settimana del burrascoso addio di Ranieri che avrebbe potuto scombussolare l'ambiente romanista nella sua interezza, la Roma ha necessità assoluta di compattarsi attorno al proprio allenatore per vincere al Dall'Ara e non perdere terreno sul quarto posto; il Bologna, dal canto suo, deve riscattare le ultime scialbe prestazioni per non rischiare di perdere ulteriori posizioni in classifica, considerate anche le dichiarazioni di Italiano della scorsa settimana in cui l'allenatore felsineo aveva indicato le prime otto della classifica come obiettivo. Confermati Orsolini e Castro nel tridente rossoblù, mentre sulla panchina giallorossa si rivede Dybala, notizia di grande rilievo per il mese che manca al termine del campionato.
L'inizio di partita non è nemmeno più una notizia: Donyell Malen porta in vantaggio la Roma dopo sei minuti. L'ennesima masterclass del giocatore olandese, che segna su assist di El Aynaoui dopo recupero palla in zona offensiva rimane sorprendente nella sua coerenza: un impatto che non può che far sognare i tifosi giallorossi per quello che sarà il futuro, oltre a quello che il presente è già. La capacità di far reparto da solo, di non sbagliare praticamente mai la prima occasione del match, di essere presente in ogni zona del fronte d'attacco: tutte cose già viste nei suoi primi mesi a Roma, vero, ma come se volesse regalare sempre qualcosa di nuovo da ammirare, sul finire del primo tempo ricambia il favore al compagno di squadra marocchino con un incredibile assist di esterno solo da mettere in rete.
Bologna: non pervenuto. La squadra di Italiano non manca tanto nella voglia di lottare - tutta incarnata nel corpo di Santiago Castro - quanto nella concentrazione: il primo gol subìto arriva su pressing della Roma ma i tempi di reazione della difesa sono molto rallentati, sulla seconda rete la dormita di Heggem e compagni è al limite dell'imbarazzante; anche in fase offensiva, c'è poca concretezza e ancor meno energia. È come se ad un certo punto della stagione, dopo le eliminazioni nelle varie coppe e con una classifica difficile da rimettere in sesto, l'interruttore nelle menti dei calciatori felsinei si fosse spento senza più riaccendersi.
I fischi del Dall'Ara a fine primo tempo, però, appaiono un po' ingenerosi, poiché la stagione del Bologna non si può considerare negativa sebbene le aspettative potessero essere più alte: quarti di finale di Coppa Italia, quarti di finale di Europa League, finale di Supercoppa, lotta per le posizioni di vertice aperta per buona parte della stagione. È vero che qualcosa sembra essersi rotto nello spirito combattivo degli uomini di Italiano, lo è altrettanto che i tifosi sono umorali e non andare in Europa - destino che pare ormai segnato per il Bologna - può essere frustrante dopo anni di sogni, ma da qui a giudicare negativo il cammino di Orsolini e compagni finora ne passa molto di acqua sotto i ponti, o i colli in questo caso.
La Roma, con questa vittoria, vede molto da vicino il quarto posto (e anche il terzo): la sfida tra Juventus e Milan capita nella domenica giusta e, comunque andrà, sarà motivo di speranza per gli uomini di Gasperini. L'allenatore giallorosso sta per arrivare alla conclusione della sua prima stagione nella capitale che ovviamente, per portata e pressioni, non è Bergamo: ha trovato il suo numero nove dopo una ricerca durata un intero girone di andata ed è riuscito, a giudicare dalle reazioni della piazza e della dirigenza agli avvenimenti degli ultimi giorni, a farsi riconoscere degno di totale fiducia. Vincere subito, come quasi si era paventato dopo le prime settimane di campionato, non è mai fattibile, soprattutto per un progetto tecnico come quello del Gasp, ma bisogna credere nei progetti a lungo termine per vederli portati a compimento.
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