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River Boca
, 20 Aprile 2026

River Plate-Boca Juniors 0-1, Considerazioni Sparse


La più importante partita del semestre prende la direzione de La Boca dopo 90' di lotta: Coudet cade per la prima volta da quando siede sulla panchina del River.

Nella notte del 19 aprile è andata in scena una delle partite più sentite del panorama calcistico: il Superclásico River Plate-Boca Juniors, che ha visto trionfare gli ospiti per 0-1. Il più pericoloso nel Boca è stato senza dubbio Merentiel, che veniva da un periodo tutt'altro che positivo. Visto il difficile momento realizzativo Úbeda ha pensato di allargarlo, facendolo partire da sinistra, potendo contare sull'ottima progressione con e senza palla della bestia.

Il Boca nel primo tempo è stato pericoloso praticamente solo grazie a questa soluzione, palla lunga da dietro per Merentiel che ha giocato molto bene con la linea dei difensori, arrivando spesso a tu per tu con il portiere. Il tunnel di suola in stile Riquelme è la ciliegina sulla torta di una partita in cui il #16 ha dimostrato di poter riuscire a tornare ad essere il giocatore che dà più energia e soluzioni offensive al Boca.

Paredes ha fatto il Topo Gigio. Nel post partita ha dichiarato di averlo fatto senza pensarci e senza significati nascosti ma qualsiasi tifoso, del Boca e non, ha pensato all'iconica esultanza di Riquelme nel 2001, in aperta protesta con la dirigenza Macri. Esultanza a parte, Paredes sta diventando per il Boca ciò che era Riquelme nei cicli vincenti di Bianchi e Russo. Oltre ad essere il più talentuoso in campo è il catalizzatore del gioco e la coperta di Linus a cui i compagni ricorrono quando la palla inizia a scottare.

L'ex Roma dà l'impressione di essersi calato come meglio non poteva nel ruolo di capitano del Boca, con una maturità e una consapevolezza figlia dei suoi anni in Europa. Giocare un Superclásico così, il suo primo al Monumental, coronato da quell'esultanza è un segnale per tutto il continente: il Boca quest'anno va per il bersaglio grande.

Questo Superclásico è stata anche la vetrina per due ottimi giovani portieri che hanno potuto approfittare di infortuni - Brey - e di un momento storico favorevole - Beltrán - per affermarsi come due prospetti degni di essere attenzionati. Molto diversi nello stile - Brey più appariscente, Beltrán più concreto - sono stati gli artefici di una partita in cui gli attaccanti hanno faticato a trovare facili soluzioni per il gol.

Da un lato, Beltrán ha fermato Zeballos due volte sul finale e Merentiel in altrettante occasioni nel primo tempo e ha sempre dato l'idea di poter guidare la difesa con risolutezza e decisione, nonostante la sbavatura di Rivero sul rigore. Dall'altro, Brey ha salvato il Boca a più riprese, in particolar modo con la parata di petto su Martinez Quarta. Certamente il Boca esce con più certezze del River dal Monumental ma i Millionarios hanno fatto una splendida scoperta che assicura un post Armani più che roseo.

In linea generale Coudet l'aveva preparata per aggredire il Boca da sinistra, dove Weigandt non aveva la gamba per stare con Acuña: questa giocata gli è riuscita abbastanza bene finché Delgado non si è interessato della faccenda, portando continui raddoppi in quella zona di campo. Sicuramente Úbeda si è dimostrato più pronto per gestire questo genere di partite, facilitato anche dal vantaggio, ma Coudet non si è snaturato e ha proposto il suo calcio: il River è sulla buona strada, nonostante una rosa non al livello della sua storia e tradizione.

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Salas ha dovuto sostituire Driussi, uscito dopo 10' per un infortunio muscolare, e ha dato non pochi problemi a Costa che ci ha messo una mezz'ora buona nel prendergli le misure. Grazie a un centrocampo che lo cercava molto fra le linee l'attaccante ha potuto ricevere diversi palloni puliti quando si è abbassato svuotando l'area, ma al River è mancato qualcuno che si gettasse negli spazi creati da questo movimento a elastico.

Zeballos, invece, è entrato e ha fatto tutto ciò che ci si aspettava da lui. Non ha disputato una partita eclatante ma ha creato tre grandi occasioni, dando la sensazione di poter dare sempre uno strappo per creare superiorità a sinistra. Rispetto ad Aranda è molto meno cerebrale ed è esattamente ciò che, adesso, serve al Boca: un giocatore in grado di disequilibrare e di far saltare lo spartito difensivo degli avversari.

Quando le squadre si allungano, con i difensori stanchi, Salas è in grado di provocare ammonizioni e frustrazione tra gli avversari, che non lo prendono quasi mai. Grazie alla guida di Herrera e Paredes, per sua stessa ammissione, sta diventando uno dei riferimenti dello spogliatoio e Úbeda si augura di poterlo avere a disposizione fino a fine 2026, anche se dall'Europa si sono già interessanti a lui.

  • Classe 99, come Darwin Nuñez. Tifoso della Fiorentina, dell’Athletic Club ed ossessionato dalla Doce. Apprezza il mate, un buon regista davanti alla difesa e tutto ciò che venga dal Rio de la Plata

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