
Manchester City-Arsenal 2-1, Considerazioni Sparse
Cherki ed Haaland stendono i Gunners: ora il City di Guardiola è a -3 dal primo posto. Con una partita in meno.
Domenica 19 aprile era la data cerchiata in rosso da mesi per gli appassionati della Premier League: lo scontro al vertice fra Manchester City ed Arsenal prometteva di essere decisivo per il titolo e, molto probabilmente, lo è stato. Ma il modo in cui le due squadre sono arrivate a questa partita era estremamente diverso e si è visto eccome. I Gunners arrivavano alla sfida di oggi con l'enorme colpa di averla resa una sfida decisiva nonostante i moltissimi passi falsi dei Citizens negli ultimi mesi. La squadra di Arteta è stata incapace di ammazzare il campionato tra gennaio e febbraio, e più la sfida si avvicinava, più ha dato segno di perdere brillantezza, da ultimo con la sconfitta contro il Bournemouth alla giornata precedente che ha permesso agli uomini di Guardiola di portarsi a sei lunghezze dal primo posto. Il resto è stato la logica conseguenza di quello che si è visto negli ultimi anni e quello che quasi tutti si aspettavano: il Manchester City si è esaltato sentendo l'odore del sangue mentre l'Arsenal ha finito per sbattere sui pali della porta difesa da Donnarumma e sulle proprie paure.
E dire che per l'Arsenal la partita si era rimessa subito in carreggiata, cosa non scontata visto l'approccio molle al cospetto di un avversario molto più a suo agio in queste partite decisive. Il Manchester City, infatti, era andato avanti dopo un quarto d'ora grazie ad una giocata magnifica di Cherki, legittimando un inizio più coraggioso. Neanche due minuti dopo, però, una follia di Donnarumma ha regalato il pareggio ai Gunners grazie al primo gol in questa stagione di Premier di Kai Havertz, preferito un po' a sorpresa a Viktor Gyorkeres. Nella restante parte della prima frazione, poi, il City aveva continuato a dare l'impressione di essere molto più pericoloso ogni volta che ripartiva in velocità. La scelta di Arteta di schierare 4 difensori che nascono come centrali, infatti, ha finito per spezzare in due l'Arsenal, lasciando troppi spazi a Bernardo Silva - oggi schierato in posizione più arretrata e autore di una prestazione pazzesca - e Doku, senza che però questo si sia tramutato in occasioni nitide per i Citizens.
Nella ripresa, passato lo spavento per un'occasionissima di Haaland, l'Arsenal ha invece approcciato meglio, grazie ad uno schieramento più compatto e soprattutto all'ingresso in campo di Gabriel Martinelli, vera spina nel fianco della difesa dei Citizens. All'ora di gioco i Gunners hanno fallito clamorosamente una doppia occasione con Havertz ed Odegaard, prima di un clamoroso palo di Eze su un tiro da fuori che dopo aver colpito il montante ha attraversato tutta la linea di porta. Non era difficile a quel punto - per chi ha seguito la storia della Premier League degli ultimi anni - capire cosa stava per succedere. Il calcio ad alti livelli, a volte, sembra fare grande affidamento su alcune regole non scritte, una di queste è "gol sbagliato gol subito", soprattutto quando a sbagliare il gol è la squadra più fragile mentalmente e che ha più da perdere. Neanche cinque minuti dopo, infatti, la squadra di Guardiola è stata micidiale in contropiede con O'Reilly e sul pallone carambolato in area il più veloce è stato - neanche a dirlo - Haaland che ha riportato avanti i suoi. E' abbastanza emblematico della rivalità fra queste due squadre il fatto che il gol che può rivelarsi decisivo per il campionato sia stato segnato in seguito ad un rimpallo in area. La reattività su questi palloni è spesso indice di tante cose e raramente non premia chi è più pronto per vincere. La reazione dell'Arsenal è stata affidata a due clamorose occasioni con Gabriel e ancora Havertz ma il colpo di testa del primo è finito sul palo e quello del secondo - al novantacinquesimo - è finito alto da posizione super favorevole.

La squadra di Arteta si è inceppata ancora una volta sul più bello come avvenuto nel 2023 e in parte anche l'anno successivo. Da quando il manager spagnolo siede sulla panchina della squadra di cui fu capitano, i Gunners ad aprile hanno vinto solo 11 partite di campionato sulle 26 disputate, e nello stesso lasso di tempo l'Arsenal è stata prima in classifica per 1.518 giorni contro i 1.201 del Manchester City, con quest'ultimi che, però, hanno vinto 4 Premier contro zero. L'Arsenal oggi - pur mettendo in campo una prestazione che con un pizzico di fortuna in più le sarebbe valsa il pari - ha dato l'impressione di essere alle corde sia fisicamente che mentalmente. Alla stanchezza che si era vista anche contro Southampton, Bournemouth e Sporting Lisbona, infatti, gli uomini di Arteta hanno aggiunto anche il carico emotivo di una partita resa decisiva a causa dei loro scivoloni in campionato, dimostrando però di non essere ancora sufficientemente maturi per gestire il suddetto carico. L'involuzione sul piano del gioco, invece, è cosa nota almeno dall'anno scorso e anche - francamente - abbastanza inspiegabile. Una delle squadre più divertenti d'Europa è diventata nel giro di due anni una squadra prevedibile col pallone fra i piedi e addirittura presa in giro per il suo stile di gioco definito "terroristico". E non è un dettaglio da poco in un campionato che oggi tutti si affrettano a sottolineare che potrebbe essere deciso dalla differenza reti. Anche se la sensazione è che lo stato mentale dei Gunners li porterà a perdere altri punti da qui a fine stagione.
Il Manchester City, di contro, esce vincitore e lanciatissimo da questa sfida. Il distacco dai rivali è di tre punti con una partita da recuperare (che, a proposito, sta diventando un caso in Inghilterra visto il calendario congestionatissimo del Palace contro cui dovrebbero giocare gli uomini di Guardiola) e soprattutto con la sensazione di aver inflitto all'Arsenal un colpo quasi da ko. La partita dei Citizens è stata l'ennesima dimostrazione della sagacia tattica di Guardiola, capace di preparare più partite in una. L'inizio sprint con gli avversari pressati fin dentro la propria area di rigore, la verticalità esasperata in contropiede della fase centrale della partita - e che ha portato al gol decisivo - ed infine il palleggio di rara qualità con cui i suoi uomini hanno tenuto a bada i Gunners negli ultimi venti minuti. A guardare solo la partita di oggi viene difficile non dare per favorito il Manchester City, che vanta una maggiore esperienza in questi duelli testa a testa, dai quali è praticamente sempre uscito vincitore. La sensazione è che, ancora una volta, nel momento decisivo della stagione i Citizens smetteranno di sbagliare quelle partite che, nel corso dell'anno, avevano fatto scappare l'Arsenal addirittura a +10. Il calendario, infatti, è abbastanza agevole per entrambe, ed eventuali scivoloni potrebbero derivare più dalla forma fisica e mentale che delle due squadre piuttosto che da meriti degli avversari. E la partita di oggi ci ha detto in modo abbastanza netto chi sta meglio da quel punto di vista.
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