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Conegliano Milano gara 3
, 20 Aprile 2026

Conegliano-Milano 1-3 (1-2) - Considerazioni sparse


Sorpresa al Palaverde: Milano rovina la festa a Conegliano e riapre la serie scudetto.

Era tutto pronto, al Palaverde, per i festeggiamenti: dopo la bella vittoria in terra meneghina, sembrava che Conegliano avesse messo le mani sul suo 9° tricolore, e dovesse solo stringerlo a sé in gara 3 tra le mura amiche, ma come spesso accade lo sport è foriero di sorprese, e questa volta l’autore della sorpresa è una Milano che non si è rassegnata per niente alla medaglia d’argento.

La squadra di Lavarini espugna la roccaforte dei successi veneti con un 3-1 perentorio, dominando una gara con una prova superlativa, guidata da una Paola Egonu stratosferica (34 punti in 4 set sono una statistica pazzesca). I giochi sono riaperti dunque, e la Numia ha la grande occasione di pareggiarli in casa, all’Allianz Cloud, in gara 4, mercoledì sera.

La cornice di pubblico era, ovviamente, quella delle grandi occasioni: 5.300 spettatori pronti a festeggiare la conclusione di quella che, sinora, era una marcia trionfale. Già dall’avvio, però, si capisce che Milano non ci sta proprio a far da spettatore alla festa delle pantere: si porta subito avanti, prova il primo strappo sul 7-11 e di fatto riesce a mantenerlo sino alla fine, con un 20-25 che suona come un primo campanello d’allarme. Nel secondo parziale però Conegliano sembra ritrovarsi, trascinato soprattutto da Chirichella che a metà set sigla tre punti di fila: 25-20, 1-1 e la sensazione per la Prosecco Doc di aver riportato il match in equilibrio. Sensazione che, a posteriori, si rivelerà fallace

Il terzo set, come spesso accade nelle situazioni di pareggio, è il vero ago della bilancia: è lottato punto su punto, uno spettacolo tecnico ed agonistico da stropicciarsi gli occhi. In realtà Milano aveva messo a lungo la testa avanti anche in questo, e solo due aces di Merit Adigwe hanno concesso all’Imoco di andare ai vantaggi: sul 28-29, però, è un muro splendido di una maestosa Kurtagic a spegnere le speranze di casa e portar in vantaggio la Numia.

Nel quarto la squadra di Lavarini è galvanizzata e prende il pallino del gioco con veemenza e fiducia: quella di Santarelli, invece, raramente si è vista così in difficoltà. Milano avanza addirittura 12-18, Conegliano sembra riemergere sino al 18-20. Piva, Kurtagic ed Egonu allungano nuovamente (18-23), ed è proprio l’opposta azzurra a chiudere la contesa con il 25-20 finale, che rimanda tutto a mercoledì.

Quando Egonu gioca così, è molto complesso sconfiggere la squadra in cui milita: l’abbiamo visto, per nostra fortuna, quando indossa la maglia azzurra, e l’hanno potuto apprezzare tutti gli appassionati ieri. Come detto, sono ben 34 i punti siglati dall’opposta della Numia, con il 51% di percentuale realizzativa, 2 muri all’attivo: praticamente, Paola ha siglato i punti necessari per vincere un set e mezzo in una partita durata quattro.

Tra le fila milanesi, prestazione da incorniciare anche per Hena Kurtagic, addirittura con il 70% di realizzazione e 12 punti, di cui 5 a muro, il suo fondamentale migliore: la serba ha sfoderato un’altra prestazione che la impone di forza tra le top player del suo ruolo a livello mondiale. In posto 4, Piva e Lanier si dividono molto bene i compiti: la prima svolge alla perfezione il compito in ricezione (70% positiva), mentre la seconda va oltre il 50% in attacco con 10 punti. Insomma, per Milano una prova corale eccellente, ma per batter così nettamente l’Imoco a domicilio non poteva esser che così.

Perché le bottiglie di Prosecco, pronte ad esser stappate, devono restare in frigorifero? Dopo la bella gara 2, Conegliano non si è ripetuta, manifestando gli stessi problemi della prestazione altalenante ma vincente offerta nella prima gara della serie. A parte Bella Haak (57% con 27 punti), le attaccanti hanno offerto una prestazione sufficiente ma non buona come quelle a cui avevano abituato: Gabi e Zhu Ting chiudono poco sopra il 30% - non un brutto dato, ma non stellare come quelli visti in queste finali. Anche le subentranti Daalderop e Fatoumata Sylla incidono poco; gira invece molto bene il reparto centrali, con Fahr (69% e 11 punti) e Chirichella (54% e 10 punti) ultime a mollare.

Conegliano ha fallito il primo match point, ma ne ha altri 2 a disposizione, uno già mercoledì all’Allianz Cloud: tra l’Imoco e il nono tricolore, con bagni di Prosecco Doc annessi, c’è di mezzo Milano, che ha dimostrato di voler vender cara la pelle.

Prosecco Doc A. Carraro Imoco Conegliano – Numia Vero Volley Milano 1-3 (20-25; 25-20; 28-30; 20-25)

Prosecco Doc A. Carraro Imoco Conegliano: Gabi 10, Zhu 8, Scognamillo, Ewert, Lubian, De Gennaro (L), Haak 27, Wolosz 2, Adigwe 2, Daalderop, Chirichella 10, Fahr 11, Sillah 2. N.E.: Munarini (L). All. Santarelli. 
Numia Vero Volley Milano: Bosio 4, Pietrini 1, Sartori, Danesi 5, Kurtagic 12, Lanier 10, Egonu 34, Akimova 1, Piva 8, Fersino (L). N. E.: Miner, Gelin (L), Modesti, Cagnin. All. Lavarini.

  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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