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Juventus Bologna Thuram
, 19 Aprile 2026

Juventus-Bologna 2-0, Considerazioni Sparse


La Juventus vince e convince contro un Bologna spento e mai davvero in partita.

Nella serata del saluto ad Alex Manninger, tragicamente scomparso qualche giorno fa, la Juventus vince col cuore una partita per niente semplice sulla carta ma alla quale i bianconeri approcciano nel miglior modo possibile. Spalletti deve rinunciare - almeno inizialmente - al suo talento più grande, quello di Kenan Yildiz, ma ritrova McKennie a centrocampo; Italiano, invece, cambia gran parte della formazione sconfitta dall'Aston Villa lo scorso giovedì per provare a ritrovare freschezza e fiducia dopo l'ennesima serata che ha dimostrato quanto il calcio inglese sia avanti anni luce al campionato nostrano. La posta in palio è alta per entrambe le compagini, che intravedono la possibilità, visti i risultati del weekend, di accorciare le distanze sulle contendenti ai rispettivi obiettivi stagionali.

Parte fortissimo la squadra bianconera, che certifica la propria supremazia già dopo novanta secondi, con David che realizza di testa su cross di Kalulu. L'attaccante canadese, che regala settanta minuti da vera prima punta prima di essere sostituito, continua a vivere la propria stagione di alti e bassi, alternando elogi e critiche, prestazioni convincenti e partite abuliche, ma sembra comunque aver beneficiato dell'arrivo di Spalletti, vivendo - almeno apparentemente - con maggiore serenità il proprio rapporto con il gol. Ritrovare continuità sarebbe fondamentale per lui e per l'ambiente tutto, anche - forse soprattutto - in vista del mercato e della prossima stagione, con il valzer di numeri nove che riguarderà in maniera importante la squadra bianconera.

La reazione del Bologna tarda ad arrivare: dopo una manciata di minuti la Juventus raddoppia, ma il gol di Conceiçao viene giustamente annullato per fuorigioco, mentre la squadra di Italiano sembra essere in confusione ed è preda senza reazione degli attacchi bianconeri. Qualche fiammata arriva da Orsolini, che prova ad impensierire la difesa avversaria, ma - complice anche uno sterile possesso palla - non sembra esserci reale convinzione nei felsinei per poter competere al livello di agonismo e concentrazione che gli uomini di Spalletti mettono in pratica per tutta la prima frazione di gioco. Il solo gol di differenza con cui le squadre tornano negli spogliatoi sta decisamente stretto alla Juventus, lasciando in bilico un risultato che avrebbe potuto avere divario più ampio per quanto visto in campo.

Nel secondo tempo, però, i bianconeri non commettono un errore visto in altre situazioni: non si adagiano sul vantaggio acquisito né provano ad addormentare il match, anzi continuano ad attaccare senza sosta, trovando il raddoppio - ancora di testa - con Thuram, subentrato a inizio ripresa al posto dell'ex Holm, su cross di McKennie. La centralità dello statunitense - arrivato in doppia cifra tra gol e assist - nello scacchiere Spallettiano non fa praticamente più notizia; è invece importante sottolineare l'undicesimo gol dalla panchina della Juventus - seconda solo all'Inter in questa speciale classifica - a testimonianza della competitività della rosa e di un progetto che coinvolge tutti gli uomini a disposizione.

Dal possibile tracollo che poteva arrivare il primo marzo allo stadio Olimpico ad oggi, la Juventus ha raccolto cinque vittorie e due pareggi. Il gol di Gatti contro la Roma ha cambiato completamente gli scenari, e ora i bianconeri vedono addirittura la possibilità di arrivare secondi (senza dimenticare di rimanere a distanza di sicurezza dal Como attualmente quinto), con Milan e Napoli distanti soltanto tre punti: per come la stagione era andata fino a un certo punto, questa classifica non può far altro che entusiasmare e aprire speranze e possibilità per la conclusione di questo campionato e per lo sviluppo del prossimo. Dal canto suo il Bologna, a parte un palo di Rowe nel secondo tempo e qualche sporadico e velleitario tiro da fuori, non partecipa mai attivamente al match, torna a casa con una brutta sconfitta e pare aver abbandonato ogni speranza di qualificazione europea.

  • Danilo Cappella, classe 1988, tifoso del Napoli da prima di nascere.
    Calcio e scrittura le mie passioni più grandi, ma anche cinema e musica.

    Dopo Diego, ho creduto in una sola divinità, aveva la cresta e il 17 sulla schiena.

    Autore di un libro sulla passione di un tifoso partenopeo, a chi mi chiede quando mi passerà questa malattia, rispondo come farebbe Nick Hornby: "noi non supereremo mai questa fase".

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