
Milano-Conegliano 0-3 (0-2) - Considerazioni sparse
Conegliano travolgente, sbanca l’Allianz Cloud di Milano e vede avvicinarsi il nono scudetto.
Se Gara 1 era stata una battaglia di quasi 3 ore, punto a punto, la seconda gara per il titolo italiano è stata obiettivamente senza storia. Chi si aspettava una gara 2 tirata, con il fattore campo dell’Allianz Cloud a favore delle meneghine, ha dovuto ricredersi ben presto: Conegliano ha offerto una prestazione dominante, travolgendo le avversarie con un 3-0 che non lascia molto spazio alle interpretazioni.
La squadra di Santarelli si giocherà il primo match point tricolore domenica, in casa: sarebbe la “nona sinfonia” di un’orchestra che non smette di deliziare chi la ascolta. Cantar vittoria troppo presto, come ha ricordato quella fuoriclasse di Moky De Gennaro a fine gara, non è però mai una buona idea.
Si parte davanti a 5300 spettatori, che dovrebbero esser per Milano un’onda di coraggio e invece sembrano mettere ulteriore tensione: Conegliano invece sembra nel suo habitat naturale, quello fatto di gare importanti, pressioni, sfide da vincere, e non tarda a dimostrarlo. Il primo set scivola via 25-20 con qualche sussulto della Numia spento dai 5 muri veneti, ed è in questa perentorietà e sicurezza che la squadra di Santarelli mostra il canovaccio che sarà di tutto il match: Conegliano gioca con ordine, sbaglia poco, costante, lucida, tutte caratteristiche che in gara 1 erano apparse meno, messe alle corde dalla fame avversaria.
Anche il secondo set è un monologo veneto: ogni tanto Milano prova a metter la testa fuori, ma viene prontamente ricacciata sotto. Finisce 19-25, 2-0, ed ora la sensazione all’Allianz Cloud è che serva un miracolo per cambiare le sorti della contesa.
L’inizio del terzo parziale è quello più combattuto, si gioca punto a punto e Milano sembra voler provare a invertire la rotta con tutte le sue forze. Si arriva al 13 pari e qui succede ciò che succede quando, tra tante campionesse, ci sono due fuoriclasse in campo: De Gennaro e Gabi mettono in scena uno show di difesa e contrattacco che non è solo pallavolo, ma sarebbe uno spettacolo quasi cinematografico. La Numia effettua anche colpi pregevoli, ma la fase di muro-difesa-contrattacco di Conegliano diventa semplicemente ingiocabile: iconica l’azione lunghissima con difesa a mani alte di Moky e contrattacco diretto, in secondo tocco, no-look della brasiliana.
Da questo momento, la gara è indirizzata: Lavarini cerca qualche conforto dalla panchina con Pietrini, ma le polveri delle attaccanti meneghine sono bagnate (Piva e Lanier, insieme, fanno 1/11). Finisce 18-25, 0-3, in poco più di un’ora di gioco: le pantere hanno mostrato i denti.
Come MVP della gara viene premiata Isabelle Haak: la svedese mette a terra ben 22 palloni con un mostruoso 62% di efficienza in attacco, e vince nettamente la sfida con la dirimpettaia Egonu, che chiude a 15 con il 34%. Quello che stupisce, dell’Imoco, è stata la continuità: se in gara 1 le venete erano state altalenanti ed a volte poco lucide, stavolta sono state estremamente costanti e concrete, di squadra e singolarmente. Al centro, Fahr è mostruosa (78%) e Chirichella risponde sempre presente (44%); Zhu Ting si mette a disposizione, Wolosz dirige alla perfezione.
Avevamo parlato di Gabi: al di là della masterclass gentilmente offerta nel terzo set, i numeri sono impressionanti, con una ricezione positiva dell’80%, un attacco al 53% e ben 14 punti siglati. Tra le fila milanesi, poca luce dal tabellino: si salva Anna Danesi, con il suo 57% di attacco e i suoi 3 muri punto, e, per due set, anche Khalia Lanier (che chiude al 42% nonostante la debacle dell’ultima frazione). Servirà ben altro, domenica, al Palaverde, per dar fastidio alle campionesse in carica.
Nell’intervista finale, Moky De Gennaro ha detto senza mezzi termini: “Non abbiamo ancora fatto niente, c’è gara 3 da giocare”. E alla fine, proprio questo probabilmente è il segreto di una campionessa senza tempo, che dopo aver vinto tutto con la maglia azzurra e con quella del suo club: quello di spostare sempre l’asticella alla sfida da vincere, senza accontentarsi, e di farlo con la calma di una leader anche all’interno dello spogliatoio.
Se Conegliano ha vinto così tanto in questi anni, probabilmente una grande fetta di merito è proprio di Monica De Gennaro, colonna inscalfibile dello spogliatoio Imoco di questi anni di successo: qualunque giocatrice arrivi nello spogliatoio veneto, ne parla con una ammirazione smisurata e ne ribadisce l’importanza quotidiana. La Prosecco Doc è ad un passo dal suo nono tricolore, davanti al suo pubblico: al Palaverde è tutto pronto per la festa, ma domenica a tener la barra dritta per l’ennesima impresa c’è Moky, come sempre.
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