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MADRID, SPAIN - APRIL 14: Ademola Lookman of Atletico de Madrid celebrates scoring his team's first goal with teammates during the UEFA Champions League 2025/26 Quarter-Final Second Leg match between Club Atlético de Madrid and FC Barcelona at Riyadh Air Metropolitano on April 14, 2026 in Madrid, Spain. (Photo by Angel Martinez/Getty Images) Atalanta
, 15 Aprile 2026

Lookman e l'Atletico Madrid sono fatti l'uno per l'altro


Dopo la brusca rottura con l'Atalanta, Simeone ha accolto Lookman e lo ha reso di nuovo grande e determinante.

«LOOOOOOKMAAAAAAN! ADEMOLA MIA» strilla Andrea Marinozzi al 3-0 di Ademola Lookman nella finale di Europa League 2024. L’Atalanta ha appena vinto il suo primo trofeo continentale grazie a un giocatore che, all’apice della carriera e dopo anni a fare la comparsa in Inghilterra, si sente finalmente in cima al mondo. È uno dei migliori giocatori in circolazione, futuro Pallone d’Oro d’Africa – qualcosa che ancora non sa, che magari però immagina.

Il trasferimento a Bergamo nell'estate 2022, per Lookman, era un po’ un ultimatum, dopo anni tra pochi alti e tanti bassi tra Lipsia e l'Inghilterra. Pochi avrebbero scommesso così sull’ala anglo-nigeriana, e tra quei pochi ci sono Lee Congerton (il dirigente atalantino lo conobbe ai tempi del Leicester) e Gian Piero Gasperini. Gasp lo ha fatto di nuovo: ha preso un talento inespresso, un pittore senza idee e gli ha dato i colori e l’ispirazione. Ha letteralmente preso dalle sue macerie, quelle di un giocatore che sbaglia un rigore scucchiaiando la palla in braccio al portiere avversario, forse una delle peggiori umiliazioni da subire per un calciatore, e lo ha rimesso a nuovo, gli ha fatto fare cose che neanche poteva mai immaginare.

Lookman e Gasperini ai tempi dell'Atalanta (oggi all'Atletico Madrid)
Lookman e Gasperini, Gasperini e Lookman: chi ha beneficiato di più dell'altro?

Lookman, nell’estate 2024 e in quella del 2025, sente che all’Atalanta ha dato tutto sé stesso, che dipendesse da lui sarebbe ora di andare via. L’Atalanta non è d’accordo, ed è qui che cambia tutto. Da una parte un giocatore che, nel pieno della propria carriera, sente di essere nel momento giusto per capitalizzare e andare da qualche altra parte, un po’ più ricca, un po’ più ambiziosa. Dall’altra una squadra che più ricca e più ambiziosa magari vorrebbe esserlo, ma sa di non poter alimentare questi sogni senza far sballare completamente la sua filosofia e impostazione a livello di stipendio (pur proponendo un paio di volte un rinnovo di contratto con adeguamento al suo migliore uomo, non soddisfacendo le richieste di Mola).

Succede un disastro. Lookman vorrebbe andare al PSG dopo la sconfitta in finale di Supercoppa Europea col Real Madrid, ma l'offerta che porta in società (prestito con diritto di riscatto per un pacchetto totale inferiore ai €30 mln) è accolta quasi come una presa in giro dai Percassi. Lookman poi vuole andare all’Inter, ma Percassi dice di nuovo no. La prima volta, Lookman torna a segnare come se nulla fosse (il 2024-25 è la sua migliore annata con 20 gol e 7 assist, nonostante l’inizio lento); nel 2025-26, inevitabilmente, non è andata così.

Non sono bastati le assenze in allenamento, le fughe in Portogallo e Inghilterra, i musi lunghi e i comunicati stucchevoli: Lookman ha proprio smesso di giocare. Complice anche un inizio di stagione non proprio sfolgorante degli orobici, l’attaccante nigeriano ha segnato solo 2 volte in 12 partite, ponendo il focus del suo rientro sulla Coppa d'Africa disputata con la Nigeria a gennaio. Numeri inadeguati che hanno messo in chiaro che la cessione era la soluzione migliore per ambo le parti.

L'ultimo goal di Lookman a Bergamo.

Alla fine a staccare l’assegno decisivo per assicurarsi Lookman è stato l’Atletico Madrid, non sazio dei tanti milioni spesi in estate. Ne sono serviti altri 35 per mettere su un aereo per Madrid l’attaccante nigeriano, che subito dopo la Coppa d’Africa è arrivato alla corte del Cholo Simeone con le idee ben chiare: una maglia da titolare deve essere sua da subito. Una dichiarazione d’intenti realizzata mettendo a referto 6 goal e 4 assist nei suoi primi 906' da colchonero, l'ultimo proprio ieri sera, pesantissimo e necessario per riportare l'Atletico in semifinale di Champions dieci anni dopo l'ultima volta. Sarà, ovviamente, la sua prima volta in questa fase della competizione.

Si può dire quindi senza remore che a Bergamo Lookman non avesse più stimoli. Simeone ringrazia, chiaramente. L’Atalanta cerca di guardare oltre, sebbene questa stagione sembra sempre più di transizione. C’è vita oltre Lookman.

A Madrid invece di Lookman c'era un grande bisogno. Il suo arrivo ha rivitalizzato la fase offensiva dell’Atletico, che nonostante gli arrivi di Baena e Almada non era riuscito ad accendere la luce sulla mezzapunta che Simeone cercava da tempo. Negli ultimi anni ci hanno provato con João Felix, con il ritorno di Griezmann, con Nico Gonzalez e Raspadori, ma non ha mai funzionato. L’attacco pesante con Sorloth e Alvarez invece non era sostenibile. Serviva effettivamente altro, per cui dopo aver preso il laterale sinistro dell’Atalanta in estate (Ruggeri), Simeone ha chiesto a Mateu Alemany di portargli anche la sua estensione in attacco, proprio Lookman. L’idea è rendere di nuovo i rojiblancos una macchina da ripartenze infallibile – lo abbiamo visto giusto ieri sera.

Non è casuale che Lookman arrivi proprio ora, con Griezmann proiettato al suo futuro in MLS. Gli investimenti della scorsa estate non sono solo stati il prologo all’arrivo dei nuovi proprietari del fondo Apollo Sports Capital, ma una vera e propria iniezione di nuovi cavalli per la supercar di Simeone, dopo anni anonimi a distanza dell’ultima Liga vinta nel 2020.

L’idea del tecnico argentino è proprio quella di iniziare un nuovo ciclo con altre fondamenta: oltre a Griezmann, anche Koke sembra all’ultima corsa; Oblak, Marcos Llorente e Josema Gimenez hanno il contratto in scadenza tra uno o due anni. Per questo, per l’estate si vocifera anche di un interesse per il Cuti Romero, uno dei tanti che presumibilmente non vede l’ora di lasciare il Tottenham e ha il pedigree per buttare il sangue per Simeone.

Come si è presentato Lookman con la maglia dell'Atletico.

Con il Cholo, d’altronde, di questo si tratta. «Lookman apporta più gol che gioco, per questo abbiamo bisogno che cresca nel lavoro senza palla, che aiuti con impegno la squadra. Fin dal primo giorno ha mostrato voglia di migliorare come giocatore» ha dichiarato l’allenatore argentino dopo la partita con l’Espanyol vinta 4-2 anche grazie a un goal di Lookman lo scorso 21 febbraio.

Analizzando i primi mesi del nigeriano a Madrid, è chiaro che Simeone vuole fare di lui un’arma per ribaltare il campo in velocità, con dribbling secchi e affondi che non lascino tempo di reazione ai difensori avversari. Gioca a piede invertito e parte largo da sinistra, con licenza di pensare quasi esclusivamente all’attacco (sul lato opposto gioca un esterno più diligente come Giuliano Simeone, uno che, a giudicare dalle heat map, gioca almeno venti metri indietro rispetto al corrispettivo nigeriano sull’altra fascia).

Tornando sul ritorno dei quarti di Champions League contro il Barcellona, una partita che abbiamo ancora negli occhi, si è visto bene che cosa Simeone vuole davvero da Lookman: stare largo per poi stringere, ma soprattutto fare il centometrista e finalizzare le azioni in tre passaggi dei compagni. Ieri il suo goal è emblematico del perchè all'Atletico non hanno perso tempo e lo hanno portato al Metropolitano già a gennaio: un giocatore così, a questo punto della stagione, non solo è letale, è fondamentale.

Non solo crea superiorità, magenera conseguenze. Se non è un goal, è un calcio piazzato, o addirittura un rigore. Magari anche un cartellino rosso, che di fatto ieri ha definitivamente impedito al Barcellona di completare la rimonta – seppur Lookman non abbia avuto meriti in questo caso, essendo uscito al minuto sessantasei. Per ora, è un'abitudine di Simeone toglierlo a questo punto della partita. Un po' per preservarlo e utilizzarlo solo finchè è al 100% fisicamente, ma soprattutto per gestire, come ieri, il risultato favorevole.

Insomma, Lookman all’Atletico è l’uomo in più: Simeone si sfrega le mani. Nel vivo della stagione, l’Atletico è ancora in gioco per due trofei (considerandolo già incapace di recuperare per la Liga): la finale di Copa del Rey con la Real Sociedad questo weekend e il grande sogno chiamato Champions League. È per queste partite che Lookman ha lasciato Bergamo: tocca a lui dimostrare che i tre goal in finale di Europa League due anni fa non sono stati un caso.

Ademola Lookman segna il goal dell'1-2 in Atletico Madrid - Barcellona di Champions League. Ex Atalanta, ricordiamolo

  • Classe 2001, laureato in Comunicazione, innamorato del calcio latino, e non a caso adesso vive a Valencia, casa di Pablo Aimar — ma è il primo fan di Juan Román Riquelme. Scrive e ha scritto di calcio, di musica, di cose a tempo perso, ma non pensa sia davvero tempo perso.

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