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Conegliano Milano Gara 1 finali volley femminile
, 12 Aprile 2026

Conegliano-Milano 3-2 (1-0), Considerazioni sparse


Gara 1 dei playoff scudetto è meravigliosa e pirotecnica: Conegliano la vince in rimonta sul filo di lana.

La pallavolo femminile è quello sport che si gioca 6 contro 6 e alla fine vince Conegliano? Se da questa entusiasmante gara 1 si potrebbe dire di sì, ma Milano ha mostrato tutte le carte per provare a rovesciare il pronostico e detronizzare le pantere dopo tantissimo tempo (è dal 2017 che nessuna squadra all'infuori dell'Imoco alza il trofeo!).

Conegliano vince 3-2, 15-13 al tie break, dopo esser andata sotto 2-1 ed essersi spaventata non poco: conta molto aver vinto questa gara sul filo del rasoio, ma per la squadra di Santarelli conta soprattutto non aver perso. Gara 2 si giocherà a Milano mercoledì sera: in caso di sconfitta, sarebbe stata una golosissima occasione per le meneghine di cucirsi il tricolore sul petto. La serie è sull’1-0, le Pantere hanno messo il muso avanti dopo quasi 3 ore di gioco, ma la Vero Volley sembra attrezzata per allungare la battaglia sportiva e dare altro filo da torcere.

Nel primo set Milano entra in campo troppo tardi, permettendo a Conegliano di scappare e portarsi subito in vantaggio. La reazione della squadra di Lavarini però è veemente: Egonu e compagne dominano i due parziali successivi (25-27 e 20-25). Avrebbero anche l’occasione di chiudere la contesa nel quarto, ma qui inizia un’altra storia: quella di una Imoco capace di resistere e rinascere dalle sue ceneri, come spesso ha già dimostrato in passato. Tuttavia, è ben chiaro come dopo il primo set la squadra di Lavarini abbia messo alle corde quella di Santarelli, che è riuscita ad uscirne di classe, di cuore e di orgoglio, ma per il rotto della cuffia.

Cosa ha invertito la rotta nel quarto set? Se dovessimo trovare una statistica, una giocatrice, un dettaglio tecnico, faticheremmo: sappiamo che, a un certo punto, la Prosecco Doc non ci stava a lasciarsi sfuggire la partita e ha stretto i denti così tanto da tenersi appesa al sottile filo della sopravvivenza. Sicuramente, il fatto che la MVP dell’incontro sia l’eterna Moky De Gennaro è emblematico della gara di sacrificio messa in pratica dalle Pantere, che difensivamente a un certo punto si sono aggrappate ad ogni occasione per non far cadere la palla.

Di certo, c’è anche che la Vero Volley è dipesa moltissimo da Egonu (19 punti), non al top fisicamente: quando l’opposta azzurra è calata, è calata anche Milano, e sarebbe bastato davvero pochissimo a scrivere un’altra storia.

Tra le fila meneghine, spicca il grande match disputato dalle laterali Lanier e Piva, che hanno permesso di restare nel match nonostante la giornata intermittente di Egonu. L’americana ha concluso con 17 punti, reggendo anche la pressione in ricezione (54%), mentre Piva probabilmente è stata la vera sorpresa del match, con i suoi 16 punti ed un clamoroso 81% in ricezione: una prestazione maiuscola proprio sotto gli occhi di Julio Velasco, dopo una stagione che è quella della sua definitiva consacrazione. Se così non fosse, d’altro canto, il talento cristallino di Pietrini non sarebbe relegato in panchina, e ha poco senso chiedersi cosa sarebbe la Numia con lei in campo.

Detto della buona prova dei laterali, che i centrali siano un punto di forza del roster meneghino è chiaro come il sole: se la solidità di Danesi è nota, è Kurtagic a spiccare con ben 16 punti di cui 4 muri, entrando di diritto tra il novero delle migliori interpreti del ruolo, se non la migliore, del mondo. Infine, bravissima Bosio perché quanto tutti gli attaccanti hanno numeri positivi, sicuramente la regìa ha qualche merito. La squadra di Lavarini ci riproverà all’Allianz Cloud mercoledì, con il calore del suo pubblico e la consapevolezza di aver le risorse per farlo.

Nonostante i numeri importanti ed i doverosi complimenti, perché allora Milano è uscita sconfitta? Solo e solo perché dall’altro lato della rete c’era Conegliano, una squadra che oltre alla classe dei singoli, ha una mentalità davvero fuori dal comune, guidata da Wolosz e da De Gennaro, di cui abbiamo già parlato. Singolarmente, c’è della sproporzione tra la prestazione dei centrali e quella dei laterali: Fahr e Chirichella non sono state devastanti secondo le statistiche, ma hanno siglato punti importanti in momenti importanti.

Maiuscola invece, la prestazione di tutte le laterali: Haak ne fa 28 vincendo la sfida personale con Egonu; Gabi e Zhu Ting sono distillati di classe e fisicità, complementari tra loro. La brasiliana segna 20 punti a tabellino ricevendo con il 74% e risultando, per numeri, la migliore in campo; la cinese ne segna 18, spesso risolvendo situazioni intricate. Quando si è trovata a un passo dal burrone, Conegliano ha reagito ancora una volta: se questo è avvenuto, lo si deve anche a un Palaverde sold out (5344 spettatori), caldo e trascinante. Ora dovrà difendersi fuori casa, in una finale che spiega, qualora ce ne fosse ancora bisogno, come mai la nostra pallavolo è la più bella del mondo.

  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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