
Yerry Mina ti entra in testa
Durosinmi, Morata, Lautaro e non solo: una top 10 degli episodi controversi della carriera di Mina.
- Che cosa sei?
- Oh, io ho tanti di quei nomi...
- Satana?
- Chiamami "papà".
In L'Avvocato del Diavolo, 1997, un giovanissimo Keanu Reeves si ritrova fare i conti con la duplice - forse molteplice - natura del demonio, interpretato da Al Pacino. La natura del male e la sua identificazione sono un tema imperituro, che si presta a interpretazioni e connessioni, ma è comunque singolare riferirsi al diavolo, inteso come male assoluto, in riferimento a uno sportivo professionista, nel nostro caso un calciatore.
In Italia nessuno sport, più del calcio, tende per sua natura a dar vita a fazioni: le tifoserie sono un esempio lampante, ma nel tempo sono proliferati anche i fandom relativi ai singoli calciatori. Non sono nuove le prese di posizione in difesa di questa o quella idea di gioco, una tendenza vecchia quanto il football stesso. I protagonisti che mettono d'accordo tutti, o quasi, sono davvero pochi: tra questi, al giorno d'oggi, in cima alla lista ci finisce Yerry Fernando Mina González, o semplicemente Yerry Mina, difensore centrale del Cagliari e della Colombia.
Bastoni viene messo alla gogna per una simulazione, Chiellini veniva accusato di essere un difensore violento e pericoloso, Vinicius è odiato per gli atteggiamenti provocatori; Yerry Mina, ogni settimana, ci mostra tutto questo, l'intero campionario del calciatore che gioca tra le pieghe del regolamento, e non prova alcuna vergogna nel farlo. Quello che un tempo veniva considerato "mestiere", progressivamente sconfitto prima dalla prova tv e poi dal VAR, rivive nel 2026 in questo sudamericano che sembra esistere al di sopra delle leggi - scritte e non - del gioco calcio.
In un contesto divisivo come il calcio, Mina è in realtà un personaggio che unisce, in quanto quasi universalmente odiato, da appassionati, addetti lavori e anche dai colleghi che hanno avuto la sfortuna vittima dei suoi mind game. Mina non è un difensore eccessivamente falloso, non si rende protagonista di interventi pericolosi o platealmente violenti; il colombiano preferisce entrare nella testa degli avversari con una serie di piccole azioni di disturbo. Contatti, simulazioni, trash talking e provocazioni di vario genere, resi efficaci da un'abilità recitativa da Oscar.
Che gli altri calciatori - in particolare gli attaccanti - non sopportino il trattamento Mina è un dato di fatto; l'ultimo in ordine di tempo ad accanirsi contro il centrale del Cagliari è stato Hojlund, a dir poco indispettito dalle attenzioni riservategli durante l'ultimo turno di Serie A. "Yerry Mina doesn’t play football. The referees keep letting him get away with everything. It’s not the first time something like this has happened", così il danese su Instagram. Il suo pensiero è secco, inappellabile: Mina non gioca a calcio, e gli arbitri continuano a fargli fare quel che vuole.

Non siamo qui per fare gli avvocati (tantomeno del Diavolo), questo non è un articolo atto a condannare Yerry Mina, né tantomeno a riabilitarne la figura. L'intento è quello di raccogliere le migliori "malefatte" del difensore nell'arco di tutta la sua carriera, per provare a comprenderne ogni sfaccettatura. Il Male può avere forme diverse: tutte possono spaventarci, ma anche in qualche modo attrarci. Nietzsche diceva un secolo prima della nascita di Mina (difensore, non Mina Anna Mazzini) che se guardi a lungo in un abisso, anche l'abisso guarderà dentro di te.
Gli eventi che seguono sono presentati in ordine cronologico, e classificati secondo tre voci, alle quali viene assegnato un punteggio che va da 1 a 5 ★: assurdità, malvagità e vantaggio effettivamente portato alla propria squadra.
L'Incorreggibile Yerry (27 aprile 2017, Peñarol-Palmeiras 2-3)
Assurdità: ★★★★★
Malvagità: ★★
Vantaggio portato: ★★
Fase a gironi della Copa Libertadores, gli uruguagi del Peñarol contro i brasiliani del Palmeiras, in una serata di ordinaria follia che siamo abituati associare al calcio sudamericano. Yerry Mina è un giovane difensore - è già una notizia: ai nostri occhi, lo sceriffo del Cagliari sembra nato "vecchio", nell'accezione più ampia di "esperto mestierante", il capitano di un vascello pirata reduce da mille battaglie -, alla prima competizione internazionale della carriera, e teoricamente avrebbe lasciato il segno con la rete del 2-2, preludio al gol del definitivo sorpasso firmata da Bigode.
Al fischio finale scoppia una rissa da far west, provocata non da Mina ma da un consumato professionista di questa sottile arte che risponde al nome di Felipe Melo. Il pugno del brasiliano al #10 del Peñarol Mier è la miccia che fa esplodere un clima già incendiario a causa di presunti insulti razzisti da parte degli uruguagi nella gara d'andata: il parapiglia generatosi in campo finisce per coinvolgere anche le tifoserie, coi sostenitori del Palmeiras che tentano di prendere d'assalto il settore occupato dai tifosi di casa.
In tutto questo marasma, Yerry Mina compie un'azione imprevedibile, anticlimatica, impossibile da leggere in anticipo: uscito dal recinto di gioco, il colombiano ruba un treppiede utilizzato per reggere le videocamere a bordo campo. Sì, avete letto bene: Yerry Mina ruba un treppiede. Nel video possiamo vederlo mentre chiude con cura la custodia e lo porta via con sé, fino al tunnel degli spogliatoi. Non lo usa (a quanto sappiamo) per colpire nessuno, non lo agita come un trofeo, se lo porta semplicemente sotto braccio come un padre tiene il borsone al figlio che è appena uscito dalla scuola calcio. Livello di randomness non calcolabile.
Abebe Bi-Mina (13 gennaio 2018, presentazione al Camp Nou di Barcellona)
Assurdità: ★★★★
Malvagità: ★
Vantaggio portato: ★
Mina compare di colpo nelle nostre vite - fatta eccezione per la nicchia che già seguiva le sue gesta in Brasile - quando viene annunciato il suo acquisto da parte del Barcellona. Una squadra che - ora lo sappiamo - vanta una filosofia totalmente opposta a quella che guida il colombiano, decide di strapparlo al Palmeiras per €12 milioni e piazzando sul suo contratto una clausola da €100 milioni. I numeri fanno notizia alle nostre latitudini, decisamente meno in terra iberica: le clausole folli e sproporzionate rispetto al valore dei giocatori sono ordinaria amministrazione nella Liga.
La presentazione di Yerry segue quella di Coutinho, arrivato in blaugrana per la faraonica cifra di €160 milioni, e fin dai primi passi - letteralmente - i tifosi giunti al Camp Nou capiscono di trovarsi di fronte a qualcosa di radicalmente diverso. Arrivato in prossimità della linea di bordo campo, Mina saluta i nuovi sostenitori, si abbassa e inizia a togliersi le scarpe; dopodiché, il colombiano si sfila anche i calzettoni da gara, e procede a piedi nudi sull'erba del Camp Nou, fino a raggiungere il centro del campo.
"C'è un passo della Bibbia che recita 'Con la pianta dei tuoi piedi calcherai il terreno che vorrai conquistare', e io farò di tutto per scrivere la storia di questo club"; così il calciatore giustifica la singolare scelta che l'ha fatto finire sulle front page dei siti di tutta Europa. La realtà, purtroppo per lui, sarà ben diversa: in blaugrana Mina non lascerà traccia, disputando solamente una manciata di partite in 6 mesi, senza destare particolare impressione. A sorridere sarà soprattutto il Barça, in seguito alla cessione del giocatore all'Everton per €30 milioni, foriera di una ricca e inaspettata plusvalenza.
Tanz Bambolina (7 luglio 2021, Argentina-Colombia 3-2 d.c.r.)
Assurdità: ★★★
Malvagità: ★
Vantaggio portato: ★
Semifinale di Copa America, l'Argentina campione del Mondo deve superare la Colombia per poter raggiungere il Brasile in finale. Nei regolamentari segnano Lautaro e Luis Díaz, Mina coglie una traversa. I supplementari non bastano a spezzare l'equilibrio, si va ai calci di rigore, ed è lì che il nostro tornerà protagonista, ma non esattamente nel senso che sperava.
Quando Mina si avvicina al dischetto col solito sorriso strafottente, probabilmente si dimentica che di fronte a lui c'è "Dibu" Emi Martinez, uno dei pochi a potergli tener testa in fatto di provocazioni, scorrettezze e trash talking. "Stai ridendo, ma lo so che sei nervoso", lo apostrofa Dibu mentre lui sta ancora sistemando il pallone; Mina abbozza una risposta, ma Martinez non gli dà nemmeno il tempo di pensare e continua a riempirlo di provocazioni fino all'ultimo secondo. La mossa del portiere dell'Aston Villa funziona: il destro di Mina è potente, ma non angolato, e Dibu riesce a neutralizzarlo con un tuffo.
L'errore di Mina scatena la furia di un calciatore che non siamo assolutamente abituati ad associare a reazioni rabbiose o scomposte: Lionel Messi. "Bailá ahora, bailá ahora!" urla la Pulce, e il riferimento è fin troppo semplice da cogliere: nella gara precedente il colombiano, dopo aver segnato dal dischetto contro l'Uruguay, aveva improvvisato un balletto provocatorio rivolto al portiere Muslera. Una mossa che non era piaciuta ai media, ed evidentemente a Messi, che ha sentito il bisogno di infierire sul già affranto Mina. Devil May Cry.
Morsi e rimorsi (28 maggio 2023, Everton-Bournemouth 1-0)
Assurdità: ★★★
Malvagità: ★★★★★
Vantaggio portato: ★★★
Dopo una prima stagione di rodaggio, condizionata anche da qualche fastidioso infortunio, Yerry Mina inizia a mettere in pratica i suoi metodi anche sui campi della Premier League, trasformando Goodison Park nel suo personalissimo regno del terrore. Il difensore finisce in prima pagina per le sue buone prove, per i metodi sopra le righe ma anche per aver prestato il suo volto a un'agenzia di scommesse colombiana, pratica proibita in Inghilterra e che gli costerà una multa di €10mila.
Dopo un paio di annate da titolare in cui riesce anche a conquistarsi l'apprezzamento dei tifosi toffees, Mina torna a rivestire il ruolo di comprimario, frenato da ulteriori problemi fisici e costretto a doversi guardare da concorrenti di spessore come Tarkowski, Coady e Keane. Per lunghi tratti del 2022/23, l'ultima annata del colombiano a Liverpool, l'Everton rischia di retrocedere, subendo valanghe di gol e inanellando lunghe serie di gare senza vittorie. Dopo averlo tenuto in naftalina per tutto il girone di ritorno, Sean Dyche riesuma di colpo Mina, e lo manda in campo nelle ultime gare di campionato, in un disperato tentativo di invertire il trend negativo.
Pur avendo già annunciato l'addio ai Toffees a fine contratto, Mina si getta nella mischia con la solita grinta e fa un figurone sia in trasferta contro il Brighton che alla penultima giornata con il Wolverhampton, dove è un suo gol al 99' a regalare un punto preziosissimo. Si arriva all'ultima giornata, con gli uomini di Dyche costretti a vincere contro il Bournemouth per non subire il sorpasso del Leicester terzultimo. A indirizzare la gara dei Toffees è un bolide di Doucoure al 57', che regala un vantaggio da difendere con le unghie e con i denti.
Un'affermazione che Mina prende fin troppo alla lettera. Al minuto 69', durante un parapiglia in area nato da un alterco tra Solanke e Pickford, Mina prende da parte l'attaccante delle Cherries e gli sferra quello che a tutti sembra un morso. Solanke prova a mostrare i segni dei denti di Mina all'arbitro, ma il direttore di gara ignaro ammonisce lui e il portiere dell'Everton, senza punire il colombiano. Nemmeno la prova tv riesce a chiarire se Mina abbia effettivamente morso Solanke: il difensore non viene squalificato. Fatto il misfatto.

Nip Slip (9 gennaio 2024, Fiorentina-Bologna 5-4 d.c.r.)
Assurdità: ★★★★
Malvagità: ★★★
Vantaggio portato: ★★
Chiusa l'esperienza in Premier, Mina firma da svincolato con la Fiorentina, ai tempi guidata da Italiano. Frenato dall'ennesimo infortunio e chiuso dalla coppia Milenković-Martínez Quarta, Yerry ha poche occasioni per mettersi in mostra in maglia viola; anche in una manciata di partite, però, il difensore sudamericano riesce a lasciare il segno, sempre nel suo inconfondibile modo.
Quarti di finale di Coppa Italia, al Franchi arriva il Bologna di Thiago Motta. I tempi regolamentari si chiudono sullo 0-0; la regola che elimina i supplementari dalle prime fasi della competizione non esiste ancora, così c'è bisogno di altri 30' per trovare un vincitore. Mina ha solo una decina di minuti per rendersi decisivo: subentra al 110' al posto di Martínez Quarta, mandato in campo da Italiano per calciare uno dei rigori dell'eventuale lotteria finale.
Può il nostro accontentarsi di una mera comparsata dal dischetto? Assolutamente no: dopo pochi secondi dall'ingresso in campo, le telecamere indugiano su uno Zirkzee dolorante a terra, mentre il nostro corricchia lontano. Cos'è successo? Mina ha voluto far sentire immediatamente la sua presenza all'attaccante neerlandese, afferrandolo sul petto ad altezza capezzoli e ruotando con forza con entrambe le mani.
Zirkzee è frastornato, incredulo, mostra all'arbitro lo strappo sulla maglia causatogli dal giochetto di Mina; nessuno dà più di tanto peso alle sue proteste, il VAR non si sogna di intervenire, nemmeno la prova tv punirà il gesto. Ai rigori, sia Mina che Zirkzee trasformano impeccabilmente dagli 11 metri, ma a passare è la Fiorentina, grazie all'errore di Posch che condanna i felsinei all'eliminazione. Mina ripeterà altre volte la sua signature move, su Osimhen e Hojlund nel corso di due gare tra Cagliari e Napoli, uscendone sempre illibato. Repetita iuvant.
Dalla parte del Toro (28 dicembre 2024, Cagliari-Inter 0-3)
Assurdità: ★★
Malvagità: ★★
Vantaggio portato: ★
Se la prima metà del nostro viaggio era dedicata al cammino di Mina fino a Firenze, di qui in avanti ci concentreremo sul luogo (fisico e metaforico) che più di tutti ha potuto godere dello sceriffo di Caloto, pronto a mostrare tutte le sfaccettature all'ennesima potenza: Cagliari. All'arrivo in rossoblù nel febbraio 2024, Mina conquista un posto da titolare nella difesa schierata da Ranieri e diventa uno dei condottieri del Cagliari, segnando reti pesanti contro Juve e Lecce.
In estate a Ranieri succede Davide Nicola, ma lo status acquisito di leader della retroguardia non viene intaccato dal cambio in panchina. A farne le spese sono gli attaccanti avversari, che non di rado perdono la testa quando il colombiano li ricopre di amorevoli attenzioni. Succede anche ai più esperti, come Lautaro Martinez, già nervoso di suo per l'insolita difficoltà nell'andare in gol di quel periodo.
Dopo un contatto in area e un successivo scambio di vedute non esattamente amichevole, il capitano dell'Inter si scaglia contro Mina, urlandogli contro e spintonandolo. I fermo immagine delle ore successive pizzicano l'argentino con il volto vicino al corpo di Mina: in diversi si chiedono se il centravanti non abbia attaccato con un morso il difensore del Cagliari. Rispetto al contatto Mina-Solanke, però, le immagini sono più dubbie: nemmeno qui verrà preso alcun provvedimento.
Il duello tra i sudamericani dura soltanto un tempo: nella ripresa Mina non torna in campo, vittima di un problema muscolare. Lautaro si scrolla la tensione di dosso come tutta l'Inter, andata a riposo sullo 0-0; senza il colombiano a reggere il fortino, i nerazzurri vanno a segno tre volte, e Martinez ritrova il gol che tanto mancava.

Figure-4 Leglock (5 gennaio 2025, Monza-Cagliari 1-2)
Assurdità: ★★
Malvagità: ★★★★
Vantaggio portato: ★★★★
Non importa quanto tu sia esperto, inattaccabile o resiliente: se ingaggi un duello con Yerry Mina, è dannatamente difficile uscirne sani di mente. Quando Danilo D'Ambrosio finisce nelle grinfie del colombiano, di anni ne ha quasi 37, ma si fa portare a spasso come un ragazzino da uno dei più fastidiosi provocatori del panorama europeo.
Siamo al 61', il Cagliari ha rimontato l'iniziale vantaggio di Caprari con le reti di Zortea e Piccoli, tocca al Monza sbilanciarsi in avanti per provare a rimettere almeno sul pari lo scontro salvezza. D'Ambrosio si propone sulla sinistra per crossare dalla linea di fondo, ma viene travolto da Mina che prima lo abbranca e poi si butta a terra, travolgendolo e trascinandolo con sé. Il difensore del Monza fa per alzarsi, ma il colombiano glielo impedisce, bloccandolo con una strana mossa di sottomissione mutuata dal wrestling e tenendogli le gambe con le mani.
Qui accade il misfatt: D'Ambrosio scalcia Mina per liberarsi e lo colpisce in mezzo alle gambe, pericolosamente vicino alle parti intime. Mina inizia a rantolare e contorcersi, quasi come se fosse saltato su mina (ride, ndr), nel tentativo di attirare l'attenzione del direttore di gara. Aiutato dal VAR, l'arbitro deciderà per il rosso diretto a D'Ambrosio, pietra tombale sulle velleità di rimonta del Monza. Ironia della sorte, anche Mina lascerà il campo poco dopo, a causa di un infortunio che lo costringerà a saltare la successiva gara col Milan. Karma?
Ante scorrevoli (19 gennaio 2025, Cagliari-Lecce 4-1)
Assurdità: ★
Malvagità: ★★
Vantaggio portato: ★★★★★
Giusto un turno di riposo, ed ecco Yerry pronto a mietere un'altra vittima, ancora in uno scontro diretto per la salvezza. La vittima di turno questa volta è Ante Rebić, uno di quelli con cui solitamente è meglio non attaccare briga, ma entrato in campo col piede sbagliato, come ogni tanto gli capita. Quando il croato subentra a Krstović, al 63', il Lecce ha appena subìto il gol del pareggio firmato Gaetano, e deve reagire al forcing del Cagliari.
I rossoblu vanno avanti al 65' con il gol di Luperto, ma non è questo l'episodio che rende quasi impossibile la contro-rimonta del Lecce. A Mina non servono nemmeno 10 minuti per entrare nella testa di Rebić, inconsapevole - forse noncurante - di quel che succede agli attaccanti che finiscono nella trappola del colombiano. Quando al 71' Mina prende posizione in area sull'ex Milan lo fa in maniera pulita, coprendo il pallone col fisico in modo assolutamente regolare, motivo per cui nessuno può presagire cosa accadrà di lì a poco.
Rebić butta a terra Mina con una spallata, l'arbitro fischia punizione per il Cagliari, il croato spegne la luce e cammina sul braccio del suo avversario, che prende a dimenarsi come due settimane prima. Il verdetto del VAR è inappellabile: cartellino rosso, Lecce in 10 e partita virtualmente chiusa, dato che i sardi segneranno in breve tempo altre due reti. Tanto semplice, quanto efficace.
Rage Quit (8 novembre 2025, Como-Cagliari 0-0)
Assurdità: ★★★
Malvagità: ★★
Vantaggio portato: ★★★
Non potevamo esimerci dal vivisezionare la "vittima" più celebre di Mina. Álvaro Morata a ottobre compirà 34 anni, ha vinto campionati e coppe europee con club e nazionali, può tranquillamente essere considerato uno dei grandi attaccanti del nostro tempo; allora perché, con un'ingenuità che lo fa sembrare un ragazzino alle prime armi, arriva addirittura a chiedere il cambio, in un Como-Cagliari qualsiasi, lui che ha giocato partite di ben altro spessore?
La risposta ha, ovviamente, un nome e un cognome: Yerry Mina, che ha torturato fisicamente e psicologicamente l'attaccante spagnolo - già di suo in un momento sportivamente difficile - sin dal fischio d'inizio. Siamo al 61', Morata ha sbagliato un gol a tu per tu con Caprile, la palla è lontana; frustrato da un'ora di trattamento Yerry, il centravanti colpisce con una spallata il colombiano, che ruzzola su sé stesso per diversi metri come se fosse un tronco di legno. L'arbitro vede tutto, Morata si becca il cartellino giallo e chiede immediatamente a Fàbregas di essere sostituito. I quit.
Nel post partita, interrogato su Mina, il tecnico del Como prova a glissare, malcelando il disprezzo verso "questo tipo di calciatori". Il nazionale colombiano, dal canto suo, è fin troppo limpido nel descrivere il suo modo di vivere il calcio: "Morata è un calciatore forte, ma io vado forte su tutti i palloni, non me ne frega un cazzo se dall'altra parte ci sono mia mamma, mia moglie o mia figlia, è una partita che mi gioco con l'attaccante". Yerry Mina, il poeta maledetto.
Volevo essere un Duro (15 marzo 2026, Pisa-Cagliari 3-1)
Assurdità: ★
Malvagità: ★★
Vantaggio portato: ★
Quando Rafiu Durosinmi, nigeriano che per 3 anni ha giocato a Plzeň, approdava a Pisa, desideroso di debuttare in Serie A con la maglia nerazzurra, la vita sembrava sorridergli. Serviva qualcuno che lo riportasse alla cruda realtà, che lo introducesse a quello che una volta era il campionato più bello del mondo, mentre ora è soltanto il più sfibrante, un guardiano dell'inferno in divisa e tacchetti; chi, meglio del nostro amico Yerry?
L'ingenuità con cui Durosinmi cede alle provocazioni di Mina fa quasi compassione: bastano 37' di tenerezze a Yerry per indurre il nigeriano a stampare il suo piedone, a palla lontana, in mezzo alle gambe del colombiano. Il colpo non sembra violento, non è nemmeno chiaro se vada a segno o meno, ma l'ex Everton stramazza al suolo come colpito da un cecchino; la dinamica è, ad ogni modo, punibile, e l'arbitro non può fare altro che estrarre il rosso. Durosinmi lascia il campo sconsolato, senza nemmeno protestare, conscio di essersi fatto portare in giro dall'avversario in maniera fin troppo semplice.
Le malefatte di Mina non riescono, però, a regalare la vittoria al Cagliari, sotto di un gol ma avanti di un uomo, dato che la squadra di Pisacane subirà altre due reti dal Pisa in 10. L'allenatore dei toscani Oscar Hiljemark, di appena due anni più vecchio di Mina, non si pronuncerà mai sull'argomento, in uno di quei rari casi in cui è il risultato a far tacere ogni polemica.
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