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Malen Roma
, 3 Aprile 2026

Cosa può fare di più Donyell Malen?


L'ex Aston Villa ha stravolto la Roma di Gasperini, e forse può fare ancora meglio di così.

Il mercato di gennaio è, solitamente, quello delle occasioni, dove si cerca di mettere una pezza sugli errori fatti in estate. C’è chi dice di sperare di non operare mai in una sessione dove difficilmente i giocatori si muovono: troppo poco tempo per integrarsi alla squadra; un lavoro atletico da riadattare in corsa; una difficoltà a riadattarsi ai loro bisogni e a connettersi a quello che è l’obiettivo comune per cui è stato fatto gruppo sin dall’inizio dell’anno; una connessione che dovrebbe esserci con l’allenatore che ha lavorato con gli stessi uomini per mesi.

Regole non scritte, di cui Donyell Malen si è infischiato sin dal principio. La Roma ha comprato tanto nell'estate 2025 con l’arrivo di Gasperini, che si nutre dell'abbondanza di un reparto offensivo folto, e sperava di aver sbagliato il meno possibile. Il parco punte annoverava Dovbyk e il nuovo arrivato dal Brighton Ferguson, che pur avendo iniziato la stagione discretamente si è lentamente spento.

Si è parlato tanto della mancanza dei gol della Roma: una volta aperta la sessione invernale di calciomercato, la dirigenza si è fiondata su Malen, in uscita dall’Aston Villa. Non la "classica" prima punta, conosciuto come un giocatore di fascia, ruolo che ha ricoperto per la maggior parte del tempo sia nelle esperienza in Premier League che in Bundesliga col Borussia Dortmund. Gasperini però in lui vede un attaccante formidabile negli spazi, cattivo negli ultimi trenta metri e bravo a condurre, schierandolo punta con continuità come nella sua esperienza al PSV, con la quale fa 19 gol nell’ultima stagione.

L’impatto del neerlandese è incredibile: 7 gol in 10 partite (di cui 2 su rigore) e un atteggiamento che fa trasparire menefreghismo (in senso buono) e sicurezza da tutti i pori, caratteristiche che ben si sposano con tutti i discorsi fatti precedentemente sugli acquisti fatti a gennaio.

Gasperini in lui ha trovato presenza in area e cattiveria sottoporta che invece non riusciva a tirare fuori al resto del reparto offensivo. Malen non è un giocatore che si fa tanti scrupoli a tirare o a condurre, è molto determinato a ricavare il massimo da ogni pallone che tocca.

Ciò che lo rende speciale rispetto a buona parte del resto degli attaccanti in Serie A sono i movimenti in profondità: in un campionato in cui le punte sono fondamentali per la progressione della manovra col proteggere il pallone, vincere il duello e far salire la squadra -  caratteristiche ricercate soprattutto per il contesto in cui giocano, dove le pressioni uomo su uomo dominano e il lancio sulla punta è il modo più semplice ed efficace per risalire il campo -, Malen rappresenta l’eccezione.

Parliamo di un giocatore che vede la porta e poco altro, che gioca in funzione di come arrivarci nel modo più veloce possibile con smarcamenti in profondità spesso controintuitivi, evitando il duello col difensore.

I movimenti di Malen

Il 3-4-2-1 (o 3-4-1-2) è il trademark che Gasperini si porta dietro da anni, caratterizzato dalle celeberrime marcature a uomo nella zona a tutto campo. Non è il solo aspetto in cui l’ex allenatore dell’Atalanta ha fatto scuola, però. Le sue fasi offensive sono spesso state prolifiche, vista la tendenza a esplorare le fasce svuotando il centrocampo per rioccuparlo in maniera dinamica e attaccare in catena con strutture dove i centrocampisti partecipano alla costruzione all'interno della linea difensiva.

Non è il caso di questa Roma, non la squadra più brillante offensivamente della Serie A, ma la volontà di attaccare con gli uomini in fascia rimane sempre viva: il trio braccetto-quinto-sottopunta è sempre molto attivo nel ricercare combinazioni a tre. La progressione del pallone è sempre affidata ad altri che non siano Malen, che rimane spesso disinteressato alla costruzione sino alla trequarti avversaria.

Malen
La sequenza di passaggi braccetto-quinto-sottopunta lancia il braccetto, sovrapposto internamente.

L'obiettivo è arrivare sul fondo in maniera dinamica o provocare l'uscita di un difensore per dare modo a Malen di attaccare la profondità e servirlo centralmente. Malen è una macchina di scatti: cerca l'inserimento ogni volta che ne ha la possibilità stressando la linea avversaria.

Per farlo si devono creare le condizioni giuste: di certo il compagno deve avere il tempo per vederlo e lo spazio per servirlo. Riconoscere quando il pallone è coperto – il marcatore è davanti al portatore di palla coprendo la linea di passaggio e portando pressione – o scoperto - marcatore lontano, linea di passaggio libera, poca pressione - è un requisito fondamentale per rendere uno smarcamento in profondità efficace: Malen è un maestro in questo fondamentale.

La velocità nel riconoscere la situazione è fulminea, ma anche nel fare il movimento a mezzaluna per allontanarsi dal difensore è formidabile. Anche quando c'è un altro compagno a inserirsi nella stessa zolla.

Malen
Adopo è vicino al portatore, la linea di passaggio è occupata da Gaetano: palla coperta, Malen rimane fermo.
Malen
Retropassaggio verso Cristante: stavolta lo spazio c'è, Malen parte subito.

L'ex Villans potrebbe partecipare di più al gioco: è un aspetto che manca alla Roma. Quando si gioca in catena potrebbe avvicinarsi di più all'epicentro dell'azione e duettare coi compagni: Malen è un giocatore che ama portare palla e puntare l'uomo, visti i suoi trascorsi da esterno d'attacco, ma al momento le sue mansioni sembrano abbastanza limitate.

Malen
Malen recupera palla in zona avanzata e scarica verso Cristante; potrebbe rimanere in zona, magari dando un opzione di passaggio tra le linee. La "posizione" di attaccante è inoccupata.
Malen
Decide invece di tornare nella sua area di competenza, aspettando la creazione di un varco. Non appena la visuale di passaggio si apre, Malen, come sempre, parte.

Il movimento è sempre lo stesso: mezzaluna ad aprirsi. Cerca sempre la soluzione più veloce per predisporsi a segnare – tende a smarcarsi verso la destra per portare la palla sul piede forte e concludere –, ma in generale si destreggia molto bene con azioni senza palla controintuitive, dal lato opposto alla posizione del pallone.

Il primo controllo è spesso ambizioso, punta sempre ad aggirare l'avversario e cerca di non ricevere mai sulla figura in maniera statica. Anche quando il tutto nasce da uno smarcamento andato male, magari per colpa di un passaggio corto o non abbastanza potente.

Malen
Malen è già partito, Pisilli lo serve ma la forza del passaggio è dosata male e finisce in figura.

Una dote che spicca, e che fa la differenza, è quella di evitare sempre lo scontro col difensore. La stazza non gli permette di giocare spalle alla porta con continuità: cerca sempre separazione non ingaggiando il duello. Forse è questa la caratteristica che lo rende più pericoloso: tanti attaccanti tendono a ricevere spalle alla porta, dando così punti di riferimento anche fisici ai difensori, non più abituati a scappare indietro coi tempi giusti.

Con Malen questo invece succede sempre: l'oranje sfugge al contatto sia con piccoli stratagemmi - il partire più dietro della linea difensiva, in fuorigioco, per farsi perdere di vista tornando in gioco al momento giusto e dove può essere più pericoloso - che con movimenti ad hoc (tende ad attaccare il lato del campo opposto alla palla aprendosi in modo da prendere il giro largo e rimanere lontano dal marcatore).

Malen
Azione a destra, Kalulu deve scalare lato palla, Malen fa un contromovimento verso sinistra evitando il contatto.

Riesce a galleggiare tra i componenti della linea difensiva in modo da attaccare lo spazio non appena uno dei difensori rompe la linea, sempre andando sul lato cieco del marcatore.

Malen
Pisilli riceve palla e scaricherà a Pellegrini: Malen si decentra sapendo già che si smarcherà in profondità da dove Danilo Veiga (n°17) ha lasciato la posizione.

Ultima alternativa, Malen si apre in appoggio rendendo impossibile la rottura della linea del difendente per andare al tiro, sempre con l'intento di far perdere le proprie tracce.

Malen
Lucumì non può aggredirlo prima che riceva palla: basterebbe un contromovimento per farsi bucare e lasciare spazio per l'inserimento in area. Malen riceve indisturbato e va al tiro.

Sono tutti metodi scaltri per rendersi pericoloso: i difensori avversari soffrono perché vengono meno punti di riferimento che sono abituati ad avere. Tutto questo lavoro senza palla gli permette di essere il 3° attaccante del campionato per npxG a partita dietro a Krstovic ed Esposito, per quanto la conversione delle occasioni da gol non sia delle migliori.

Parliamo di un giocatore che sembra vivere per il gol e molto egoista sottoporta, il che rende i suoi numeri in termini di assistenza molto bassi.

Le differenze con Ferguson

La Roma ha trovato nell'ex PSV un archetipo molto diverso da quello che doveva essere il titolare per tutta la stagione: Evan Ferguson.

Per quanto le indicazioni di Gasperini ai suoi attaccanti siano sempre quelle di attaccare la profondità il più possibile, le tendenze della punta prelevata dal Brighton sono diverse. In primis bisogna approfondire le caratteristiche fisiche: l'irlandese ha più stazza di Malen e per forza di cose è meno rapido, aspetto che lo rende una minaccia più piccola quando scatta ma anche più leggibile dai difensori nei movimenti.

Ferguson ha letture diverse: tende ad avvicinarsi di più all'azione preferendo venire incontro invece di smarcarsi in profondità.

Malen

Legge le situazioni di palla coperta e palla scoperta in modo totalmente diverso, sia in situazioni di attacco linea...

Malen
Palla scoperta sulla trequarti, il difensore del Genoa ha rotto la linea: Ferguson potrebbe inserirsi ma non parte con cattiveria, finendo per ricevere sulla figura.

...che in situazioni di attacco alla profondità.

Malen
Dybala sta conducendo, la difesa comincia a indietreggiare, c'è spazio per uno smarcamento in profondità: Ferguson potrebbe fare il movimento a mezzaluna ma, nonostante la transizione fosse già partita, non attacca lo spazio.

L'irlandese dà molti più punti di riferimento al difensore, concedendogli il proprio corpo come appoggio nel duello - non solo in situazioni di costruzione bassa/media, con Ferguson che si propone come attaccante boa per risalire il campo ricevendo spalle alla porta - ma anche in area.

Mentre Malen trova sempre i metri per dare un'opzione nello spazio, Ferguson si appoggia al difensore offrendo uno scarico al compagno accorrente.

Malen

L'ex West Ham riceve più passaggi progressivi - 6.46 a partita contro i 5.87 di Malen -, ha dati più alti nei passaggi e nella partecipazione al gioco ma anche nella rifinitura, aspetto in cui l'attuale prima scelta di Gasperini per l'attacco pare non pervenuto.

Malen
Malen è una minaccia maggiore con la palla: è tra le punte che conducono e dribblano di più del campionato.

Se controlliamo le loro heat map, si nota subito una tendenza a occupare l'area maggiore da parte dell'attaccante arrivato a gennaio, mentre Ferguson tende a "colorarla" di più in zone di campo più basse.

Se studiamo le pass map, si nota la tendenza di Malen nel fare giocate meno conservative. Anche in situazioni spalle alla porta cerca soluzioni ambiziose, controlli orientati volti a superare il difensore o imbucate in profondità, quando Ferguson si limiterebbe a scarichi orizzontali o sulla stessa verticale.

Malen
Quasi tutti i passaggi che assistono un tiro di Malen sono fatti in avanti: quando li ha fatti si era fatto trovare con il corpo fronte-porta.
Malen
Ferguson disegna una pass map con più assistenze, spesso orizzontali e quasi mai nello spazio.

Quindi, come è cambiata la Roma?

Questa differenza di approccio ha portato la Roma a cercare soluzioni diverse col pallone: Svilar, dall'arrivo di Malen, ha cominciato a lanciare meno - 15.25 lanci lunghi nelle prime 20 partite, 13.7 nelle ultime 10; i costruttori giallorossi tendono a tenere più palla scambiandosela, distribuendo più responsabilità ai trequartisti in fase di rifinitura.

La squadra di Gasperini ha registrato dati in possesso palla e Field Tilt (percentuale di passaggi effettuati nella metà campo avversaria sul totale di quelli effettuati) minori nelle ultime 10 partite: 54.2% e 59.9 di media, a fronte del 57.43% e 60.8 registrati nelle prime 20 apparizioni in campionato. I giallorossi sfruttano un approccio più diretto per venire incontro alle esigenze di Malen? Può essere una lettura, ma c'è da dire che la Roma ha visto diminuire la produzione offensiva - 1.25 xG su azione prodotti a partita nelle ultime 10, 1.44xG nelle precedenti 20 - e la pericolosità dei tiri.

Questo calo non può essere attribuibile all'acquisto di Malen ma più agli infortuni di Dybala e Soulé, che più di tutti portavano palla in zone pericolose sia in conduzione che via passaggi. La perdita dei fantasisti è stata una brutta botta per i giallorossi, che non hanno più opzioni centrali di qualità per la risalita centrale del campo - che aggiungevano imprevedibilità a una manovra a volte troppo perimetrale - e due ottimi passatori per gli scatti di Malen.

Da quando i due argentini sono in infermeria la squadra della capitale ha vinto solo una partita, l'ultima giocata contro il Lecce in casa, subendo sconfitte pesantissime per l'economia della qualificazione in Champions League contro Como e Genoa.

Questo nonostante, nelle ultime 10 partite, la Roma abbia tutto sommato retto difensivamente: subisce meno xG – 1.15 a partita, prima dell'arrivo di Malen erano 1.39 –, ma l'intensità senza palla è calata – i valori di PPDA si sono alzati, figli di una forma fisica forse non brillante nell'ultimo periodo – e questo fattore può pesare in una squadra che pressa uomo su uomo a tutto campo.

Aggiungiamoci che ultimamente Svilar non è riuscito ad essere quel valore aggiunto che lo aveva reso il portiere più decisivo del campionato insieme a Maignan: la Roma si ritrova così al 6° posto, distante 3 punti da un Como 4° che sembra non volersi fermare.

Tutti discorsi che esulano dall'impatto devastante di Malen, che però forse dovrebbe essere più completo nella partecipazione in zona gol della squadra. Di certo gioverà del ritorno di Soulé e Dybala: da quando si sono infortunati ha giocato spesso con due tra Pellegrini, Pisilli, Zaragoza ed El Shaarawy dietro di lui, profili che non occupano l'area né si inseriscono più di tanto.

Già con un giocatore diverso come Robinio Vaz nelle ultime partite ha fatto vedere qualcosa di diverso, venendo più incontro e di fatto dando il la al gol decisivo col Lecce proprio del talento francese con una bella imbucata verso Hermoso.

Quel che è certo è che da Malen passano molte delle speranze giallorosse di acciuffare il treno della Champions League. Confermerà quello che, finora, è stato un impatto che poche volte si è visto in Serie A tra i giocatori arrivati a gennaio?


  • Reggino classe 2000, dopo aver mollato l’aspirazione di diventare calciatore sogna di riscendere in campo come Match Analyst, nel mentre scrive articoli.

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