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Ligue 1 Lens PSG
, 1 Aprile 2026

Come sta andando la Ligue 1?


La corsa alla Ligue 1 è combattuta e avvincente, ma dietro PSG e Lens in poche brillano.

Prima di Natale ci si chiedeva quali potessero essere concretamente le aspirazioni del Lens. A fine marzo ci si ritrova a parlare di potenziale doppietta Ligue 1-Coupe de France. I sang et or hanno confermato finora tutto ciò che di bello avevano mostrato nella prima parte di stagione e, grazie anche a un paio di passi falsi del PSG, si trovano ora a +10 dal 3° posto e a -1 dal 1°.

La stagione del Lens si può già definire praticamente perfetta. Pierre Sage sembra aver trovato la propria dimensione ideale nel comune di 30.000 abitanti vicino Lille: è riuscito a trasformare una squadra che se la sarebbe dovuta lottare per un 6°/7° posto in una macchina da punti. Le cadute si contano sulle dita di una mano, ma fanno parte di un percorso estremamente solido; la più brutta rimane la sconfitta autunnale contro il disastrato Metz.

Ai microfoni della Ligue 1 il mister ha dimostrato grande lucidità e determinazione definendo i traguardi che renderebbero questa una stagione positiva: un posto in Champions League e la vittoria della Coupe de France, da affiancare a una ostinata lotta per la leadership del campionato. Quello tra Sage e il Lens è finora un fidanzamento più che ben riuscito, che potrà diventare un matrimonio perfetto se si saprà dimostrare costante.

La classifica al termine della 27° giornata di Ligue 1.

Un momento agrodolce per i Lensois sono state invece le convocazioni di Deschamps per le amichevoli da disputare durante la sosta nazionali. Mentre l'Italia si è giocata l'ingresso al mondiale americano, con i bleues non è sceso in campo neanche un giocatore di Sage. Né Edouard, né il portiere Risser, né Florian Thauvin sono stati scelti per rappresentare la Francia contro Brasile e Colombia.

Non si parla di giocatori imprescindibili, ma di ragazzi che, vista la stagione, avrebbero più che meritato una chiamata. Se si guarda poi ai nomi che sono stati preferiti loro, sorgono diversi dubbi. Tolti i mostri sacri, Thauvin sarebbe stata una scelta più meritocratica sia di Akliouche sia di Thuram, per non parlare di Kolo Muani, che ha finora contribuito con 1 gol e 1 assist alla stagione da incubo del Tottenham.

Tornando a parlare del campionato, la capolista è tornata a essere il PSG. Non un fatto sorprendente per i campioni del mondo in carica che, anzi, hanno un vantaggio fin troppo risicato sui diretti rivali. In una stagione in cui le principali pretendenti (Lione e Marsiglia, oltre a Monaco e Lille) hanno mantenuto un passo decisamente sotto alle aspettative, il PSG sembra essersi adagiato sugli allori, sopravvalutandosi in diverse occasioni.

È il caso della partita contro il Rennes di metà febbraio, durante la quale i parigini non hanno saputo sfruttare le innumerevoli occasioni da gol. Significativi sono stati poi l'eliminazione in coppa nazionale in occasione del derby col Paris FC e i 3 match contro il Monaco, due in Champions e uno in campionato, dai quali il PSG è uscito con una sola vittoria di misura.

Ripetere il 2024/25 non era facile, non ce lo si aspettava nemmeno: ma c'è un abisso tra ciò che si è visto l'anno scorso e ciò che è stato mostrato finora. Il PSG ha perso soprattutto in termini di sicurezza difensiva, e non si può non citare la partenza di Donnarumma durante il mercato estivo. La scelta di sostituirlo con Chevalier non ha portato i frutti sperati: il francese ha giocato finora poco più di metà delle partite disponibili, alternandosi col russo Safonov.

D'altro canto, in avanti i parigini fanno letteralmente paura. Si parla forse della squadra con il miglior centrocampo e il miglior attacco al mondo, che può contare su una rosa A e una B assolutamente interscambiabili e ugualmente competitive. Non molti altri club al mondo potrebbero permettersi di schierare titolare Kvaratskhelia solo nel 50% delle occasioni. In tutto ciò, comunque, il fattore più incredibile è la maturità dimostrata in campo a dispetto dell'età anagrafica: solo due giocatori nell'intera rosa hanno più di trent'anni (Marquinhos ne ha 31 e Lucas Hernandez 30).

A tal riguardo vale la pena menzionare gli infiniti adolescenti che scendono in campo a turno ogni settimana con la maglia rossoblù. Mayulu è un habitué da almeno un anno (ne sanno qualcosa i tifosi dell'Inter), dimostrandosi costantemente ubiquo e abituato ai bonus. Ibrahim Mbaye ha fatto vedere finora molti spunti interessanti, e lo stesso vale per il 2007 Quentin Ndjantou, dotato di uno strapotere fisico impressionante. Nel mercato invernale, poi, è arrivato il canterano barcelonista classe 2008 Dro Fernàndez, che ha anche già segnato contro il Nizza in campionato. Il PSG sembra finalmente un club proiettato nel futuro.

Scorrendo la classifica della Ligue 1 si arriva a Marsiglia e Lione, entrambe squadre con alti e bassi clamorosi. I provenzali hanno esonerato De Zerbi in seguito al pesantissimo 5-0 incassato contro il Paris Saint-Germain, scegliendo al suo posto Habib Beye - curiosamente grande amico di Pierre Sage, il quale fu suo collaboratore al Red Star FC. Le cose non sembrano essere migliorate col cambio di guida, anzi: se prima il problema principale era "solo" la grande disorganizzazione in fase difensiva, ora anche quella offensiva è diventata macchinosa e noiosa.

A salvarsi tra le fila dell'OM sono i tre davanti: Mason Greenwood, Paixão e un immortale Aubameyang. Per il resto, stagione molto positiva di Timothy Weah e, al contrario, da dimenticare per il centrale Balerdi, che ha causato più di qualche problema ai suoi. Il principale problema della squadra resta l'incostanza, che l'ha portata finora a stravincere contro l'allora capolista Lens, subire lo psicodramma in Champions, e vincere solo 4 delle successive 11 partite.

A Lione, invece, dopo 13 vittorie di fila tra tutte le competizioni non si vedono i tre punti dal 15 febbraio. Una situazione paradossale che ha portato l'OL dal credere per un istante di poter lottare per il primo posto a ritrovarsi quarto, fuori dall'accesso diretto in Champions. Non positiva la risposta dei giocatori che, a partire dal capitano Tolisso, stanno preferendo scaricare le colpe sull'arbitraggio.

Da sottolineare la situazione di Endrick: nonostante i 6 gol e 5 assist e il fatto che sia praticamente l'unica vera arma dell'attacco lionese, sembra essere più concentrato sul mettersi in mostra in vista della Coppa del Mondo. Un atteggiamento che non lo sta facendo entrare nel cuore dei propri attuali tifosi.

Seconda parte di stagione estremamente positiva per Monaco, Rennes, e soprattutto Strasburgo. Quest'ultima è infatti l'unica francese rimasta nelle coppe europee insieme al PSG, non perde dall'8 febbraio contro il Le Havre, e può contare al momento sul capocannoniere del campionato: Panichelli. L'argentino, che ha già segnato venti volte in tutte le competizioni, sembra essere quasi fuori luogo, ed è probabilmente per questo che il Barcellona sembra aver offerto 50 milioni di euro per aggiudicarselo come post-Lewandowski. Veloce, fortissimo fisicamente, cecchino di testa, capace di spaccare la porta anche da lontano: chissà cosa potrebbe fare, assieme a Yamal e Rafinha. Peccato che la rottura del crociato lo terrà fuori da questo finale di stagione e dal Mondiale americano.

Arrivando verso il fondo della classifica si incontrano Paris FC, Nizza e Auxerre. La seconda squadra della capitale, alla prima apparizione in Ligue 1 dal 1978/79, sta facendo intravedere sprazzi di bel calcio intervallati a tanta noia (10 pareggi fin qui, record insieme al Lorient). Chissà che l'arrivo di Coppola e Immobile (che ha segnato nell'ultima giornata contro il Le Havre) non possa cambiare le sorti di una stagione che altrimenti non sembra avere ancora molto da dire.

Sulla Costa Azzurra, invece, la situazione è disperata. Ogni volta sembra che il Nizza abbia toccato il fondo, ma sistematicamente regala stupore con sconfitte pesantissime. La squadra allenata da Claude Puel è la seconda peggiore difesa del campionato: la loro posizione ricorda quella degli Spurs al di là della Manica. Entrambe ce la stanno mettendo tutta per retrocedere, e così West Ham e Auxerre rischiano di fare capolino.

Poco da dire su Nantes e Metz, entrambe in caduta libera e destinate a rincontrarsi l'anno prossimo in seconda divisione. Resta invece da affrontare brevemente un'interessante polemica esplosa nell'ultima settimana oltralpe: il PSG, causa impegni europei, ha già chiesto ed ottenuto il rinvio della partita contro il Nantes, che si sarebbe dovuta giocare a cavallo dei due incontri contro il Chelsea, e la stessa cosa è successa per il match contro il Lens dell'11 aprile.

Il problema è che si tratta di una partita che definire decisiva è un eufemismo: un punto di distanza tra le due squadre, che hanno finora passato il campionato a sorpassarsi a vicenda. Da considerare poi è il fatto che i parigini, come già detto, hanno praticamente due rose interscambiabili che gli permettono di fare turnover senza alcun rischio.

Se a ciò si aggiunge il fatto che, se paragonata ad una qualsiasi squadra della Premier League, il PSG gioca già molte partite in meno sia grazie all'assenza di una coppa di lega dal 2021 sia per via della struttura della Ligue 1, che conta solo 18 partecipanti, il rinvio della partita contro i lensois risulta scorretto nei confronti sia di questi ultimi sia del Liverpool.

Le proteste sono arrivate da voci autorevoli, come i conduttori del programma After Foot, ma anche direttamente dal Racing di Lens, che si vede svantaggiato in una situazione già di per sé sbilanciata (il PSG vale sul mercato circa 10 volte il Lens). C'è da chiedersi, quindi, se sia giusto che una lega si pieghi a questo modo davanti alle richieste di un singolo club, ponendosi da sola in una situazione di sudditanza rispetto alle competizioni europee.

  • Nasce nel 2001 a Monza. Ha un santino di Ricardo Quaresma nel portafoglio. Grande fan dei gesti tecnici fini a sé stessi. Oltre al calcio, grande appassionato di musica triste e di film noiosi.

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