
Quante volte abbiamo visto l'Italia perdere clamorosamente?
In vista della semifinale playoff con l'Irlanda del Nord, abbiamo ripercorso le più delusioni più clamorose della Nazionale.
Gli statunitensi hanno un termine per indicare quando una squadra più forte perde contro una più debole: upset. Una parola il cui significato letterale è capovolgimento, rovesciamento. Questo termine è molto utile perché rende bene l'idea di cosa significhi un risultato di questo tipo, ma soprattutto collegato perfettamente a quanto è accaduto con la nostra Nazionale dal 2017 a oggi – escludendo EURO2020, ovviamente.
Il 26 marzo gli azzurri giocheranno la semifinale play-off per qualificarsi al Mondiale contro l'Irlanda del Nord. Una squadra di rango inferiore rispetto all'Italia, sia dal livello di singoli che nel valore del collettivo. L'Italia, tuttavia, arriva da due eliminazioni consecutive maturate proprio ai playoff, giunte sempre contro avversari nettamente meno attrezzati. Per un popolo di cabalisti e superstiziosi come il nostro, il dramma è percepito dietro l'angolo.
Non c'è dubbio che il peggior avversario della Nazionale italiana, in questo contesto, altro non possa che essere che sé stessa. A tal proposito, appare necessario e probabilmente di buon auspicio (scaramanticamente) ripercorrere i grandi upset della nazionale italiana in anni recenti: questa che state leggendo è una lista che non ha pretese di insegnare nulla dagli errori commessi in passato, ma ci si vuole immergere completamente nella negatività. Come quando si è tristi e si sente la necessità di ascoltare canzoni tristi (c'è una scienza dietro a tutto questo).
Ultimi disclaimer, prima di iniziare: abbiamo scelto solo le più recenti sconfitte della Nazionale. Le abbiamo stilate in ordine cronologico: non è una classifica basata sul dolore che ci hanno inflitto, anche perché questo non può che appartenete alla componente soggettiva. Per ogni partita riporteremo solo qualche annotazione laterale: va bene crogiolarsi nella tristezza, ma c'è un limite a tutto.
Se volete invece leggere qualcosa di più serio, costruttivo e utile prima del play-off, c'è questo pezzo.
Italia-Macedonia del Nord 0-1, 24 marzo 2022
Una partita inspiegabile, persa immeritatamente e con molta sfortuna. Così come era stato sfortunato il percorso dell’Italia nel finire ai playoff. Ve le ricordate le due partite contro la Svizzera e i rigori di Jorginho?
Gol di Trajkovski al 92’ da fuori area. Gol a Palermo di un attaccante che aveva giocato nel Palermo. Donnarumma che poteva fare di più. Partita da 32 tiri, 65% possesso palla, una sola parata di Donnarumma. Il gol sbagliato da Berardi. Florenzi ed Emerson Palmieri terzini. Joao Pedro che gioca i suoi unici 5' con la nazionale.
Cosa fa oggi: Trajkovski gioca nel campionato croato col Lokomotiv Zagabria, 7° in classifica su 10 squadre. 9 presenze, 1 gol e 2 assist.
Italia-Svezia 0-1, 10 novembre 2017
La doppia sfida che rappresenta il big bang del rapporto maledetto della nazionale italiana col playoff Mondiale. La Svezia è senza Ibrahimovic e vince all’andata 1-0. Poi quella che ricordiamo con più frustrazione è la seconda gara, pareggiata 0-0 in casa.
L’Italia gioca male ed è sfortunata. Il gol di Johansson è un tiro deviato da De Rossi. C’è anche il rimpianto per un palo colpito da Darmian. La nazionale di Ventura, che forse col tempo abbiamo rivalutato con meno severità. C'era ancora il ritorno da giocare, c'era speranza, non era ancora tutto perduto.
Cosa fa oggi: Johansson si è ritirato nel 2021 a 31 anni. Ultima squadra, l’Ifk Göteborg.
Italia-Costa Rica 0-1, 2 giugno 2014
In quel Mondiale la Costa Rica era on fire. Aveva già battuto l‘Uruguay nella prima partita, mentre l’Italia arrivava dalla vittoria con l’Inghilterra.
Veniamo puniti da un gol di Bryan Ruiz di testa, messi in grande difficoltà da una squadra molto più organizzata di della nostra nazionale. Quantità altissima di falli e linea alta che ci ha mandato in fuorigioco un sacco di volte: un incubo da affrontare e da guardare da casa.
L'Italia uscirà dal Mondiale di Brasile 2014 nella partita contro l'Uruguay, la partita del morso di Suárez. Quella partita, forse, la ricordiamo con ancora più tristezza. Tuttavia, l'Uruguay era una nazionale di medio-alto livello contro cui ci si sarebbe potuto aspettare di perdere. Il vero dramma - l'upset - era già stato consumato contro la Costa Rica.
Cosa fa oggi: Ruiz da gennaio allena l’Alajuelense II, seconda squadra di un club forte del Costa Rica. La stessa squadra in cui lui aveva iniziato e concluso la sua carriera da calciatore.
Italia-Russia 0-3, 1° giugno 2012
«Abbiamo subito troppo e commesso troppi errori, speriamo siano capitati tutti stasera». Sono le parole di Prandelli dopo questa amichevole, che arrivava poco prima dell’Europeo (che però andò poi bene).
Amichevole, tanti cambi tra primo e secondo tempo, tutti i gol che arrivano nella ripresa. La Russia era una buona squadra, anche se lontana da quella che aveva fatto benissimo a EURO2008. Giocavamo con la coppia Cassano-Balotelli titolari, quella che farà le fortune 4 anni dopo nell'Europeo fra Polonia e Ucraina. Qualcuno leggerà questo con la nostalgia di una remota età dell'oro, qualcuno come essere passati attraverso l'inferno.
Cosa fa oggi: Roman Sirkov, autore della doppietta che ha chiuso la partita, si è ritirato nel 2016. Oggi è direttore generale del Saturn di Ramenskoe, terza divisione russa. Nell’agosto 2020, durante una partita amatoriale, ha aggredito un arbitro, causandogli un ricovero. È stato condannato a 100 ore di servizi comunitari. Ha invitato i russi contrari all’invasione ucraina a lasciare il paese.
Italia-Slovacchia 2-3, 24 giugno 2010
Doppietta di Vittek, gol di Kopunek: il dramma è servito. Per l’Italia segnano Di Natale e Quagliarella, entrato solo nel finale di gara sembrando un’ira di dio.
Vittek è una semi leggenda della nazionale slovacca, 6° per presenze all time, 2° per gol, ma è un attaccante che non ha mai segnato tanto. Se vi sembra uno scherzo, sappiate che è nato il primo aprile.
Per non dimenticare: nel Gruppo F, insieme alla nazionale italiana, erano stati sorteggiati Paraguay, Nuova Zelanda e, per l'appunto, Slovacchia. Rimane davvero incredibile che l'Italia campione del mondo in carica, sia uscita malconcia da questo girone.
Cosa fa oggi: abbiamo trovato su Facebook un Robert Vittek Official Italians Fan Club che non pubblica dal 2017. Non ho trovato notizie su cosa faccia ora Robert Vittek. Neanche guardando i suoi social ci è chiaro, ma indossa spesso giacca e cravatta.
Italia-Egitto 0-1, 18 giugno 2009
L’Italia perde la seconda partita della Confederations Cup 2009 contro l’Egitto, allora campione d’Africa. Giocavamo con il tridente Iaquinta-Giuseppe Rossi-Quagliarella. Rileggendo quella formazione, si può dire che eravamo in piena banter era della nazionale, ma forse allora non ce ne rendevamo conto, sentendoci troppo superiori per questa curiosa competizione.
Comunque, gol di Homos al 40’ e nessuna possibilità di pareggiare. Fra le altre cose, in quella occasione l'Italia vestiva uno dei kit più iconici che possiamo ricordare: maglia azzurra e pantaloncini marroni.
Cosa fa oggi: la carriera di Homos è trascorsa sempre in Egitto. Oggi fa il vice allenatore dell’Enppi Sc in Premier League egiziana.
Islanda-Italia 2-0, 18 agosto 2004
La prima partita dell'Italia allenata da Lippi. «È destino: non mi riesce mai di cominciare bene» dirà il CT dopo questa amichevole. Anche nel finire un'esperienza non gli è andata sempre benissimo. Nel mezzo, però, capolavori che hanno segnato le nostre vite.
Si gioca in Islanda e non parliamo ancora della nazionale sorpresa dell'Europeo del 2016, ma di una squadra ancora un po' ai margini del calcio europeo. I due gol arrivano uno dopo l'altro in due minuti tra il 17' e il 20', prima Eiður Guðjohnsen – la stella della squadra – poi Einarsson.
Da citare la presenza in nazionale di diversi "esperimenti", calciatori i cui nomi non associamo alla maglia azzurra: Volpi e Bazzani titolari, Miccoli e Diana da subentrati. Ma anche Blasi, Favalli e Birindelli.
Cosa fa oggi: sarebbe scontato parlare di un calciatore con la carriera di Eiður Guðjohnsen. Gylfi Einarsson si è ritirato dopo una carriera trascorsa soprattutto in Scandinavia. Dopo aver smesso ha lavorato come direttore commerciale per aziende del suo paese.
Corea del Sud-Italia 2-1, 18 giugno 2002
La partita che tutti ricordano per l’arbitraggio di Moreno, chiaramente a favore per i padroni di casa. Se siete nati entro la prima metà degli anni Novanta, sapete già tutto di questa partita.
Cose che magari si ricordano meno: l’Italia pur avendo una delle migliori rose della sua storia recente (Totti, Vieri, Maldini, Buffon, Del Piero) giocava piuttosto male ed era arrivata sul filo agli ottavi. Trapattoni portava sempre con sé un’ampolla di acqua santa regalatagli dalla sorella suora.
Il presidente Gaucci si arrabbia molto con Han, che giocava nel Perugia e decide di non riscattarlo: «Si è messo a fare il fenomeno solo quando si è trattato di giocare contro l’Italia. Io sono nazionalista e questo comportamento lo considero non soltanto una ferita al mio orgoglio italiano, ma anche un’offesa a una paese che due anni fa gli aveva spalancato le porte».
Cosa fa oggi: tra le sue occupazioni principali, Han è diventato una personalità televisiva di successo, come commentatore sportivo e presentatore.
Irlanda del Nord-Italia 2-1, 1958
Non ho nulla di questa partita di legato direttamente ai miei ricordi: so solo che giocavamo contro l’Irlanda del Nord, l'Italia perse e fu la prima volta che non ci qualificammo a un Mondiale di calcio. Mi pare sufficiente per chiudere qui questo articolo con un bonus (questa non rientra decisamente negli anni recenti, ma porta con sé sinistri presagi).
C'è qualcosa però che vale la pena notare: forse non saprete che la partita è stata giocata due volte. La prima come amichevole a dicembre: l’arbitro ungherese designato non poteva arrivare da Londra a causa della nebbia e ne fu usato uno irlandese, ma l’Italia si oppose e la partita venne considerata non valida per la qualificazione.
Al secondo tentativo, l'Italia perse incredibilmente. Sul Corriere della Sera, si può leggere un Gianni Brera che – come molti – se la prese con l’allenatore perché aveva schierato troppi oriundi. Un po' come se 68 anni dopo qualcuno scrivesse che abbiamo perso contro l'Irlanda del Nord perché i bambini non giocano più a calcio per strada.
Buoni playoff a tutte e tutti.
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