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Juventus Sassuolo
, 21 Marzo 2026

Juventus-Sassuolo 1-1, Considerazioni Sparse


La Juventus impatta contro un Sassuolo volenteroso e ordinato; a Yildiz risponde Pinamonti.

L'obiettivo della Juventus, questa sera, era uno e uno soltanto: vincere. Per raggiungere la terza vittoria consecutiva, dopo il pareggio arrivato in extremis contro la Roma che ha ridato speranze di piazzamento Champions ai bianconeri, e per tornare al quarto posto per una notte, in attesa del Como impegnato domani contro il Pisa. Il Sassuolo, dal canto suo, non ha particolari velleità di classifica, né ha bisogno di guardarsi alle spalle (nonostante le ultime due sconfitte di fila), essendo a distanza di sicurezza da una lotta salvezza che pare poter coinvolgere sempre più squadre. Non i neroverdi però, rivelazione reale di questa stagione, per risultati ottenuti ma ancora di più per qualità di gioco espresso.

Sembrerebbe tutto abbastanza apparecchiato per una vittoria in scioltezza della squadra di Spalletti, che si presenta con quattro prime punte in panchina e Boga falso nueve dal primo minuto. La scelta non è casuale, ovviamente, anzi viene spesso e volentieri validata dai lanci di prima di Locatelli che cerca con insistenza la profondità del franco-ivoriano, stranamente abulico per buona parte della gara dopo aver sciorinato prestazioni di livello eccelso nelle ultime uscite. Nel primo tempo a farla da padrone è Francisco Conceição, che come sempre è croce e delizia: fa della sua rapidità e del suo basso baricentro armi micidiali per mettere in crisi la difesa avversaria, ma appare sempre poco lucido e impreciso quando si tratta di essere concreto in fase realizzativa.

Ad ogni modo, è proprio lui a servire l'assist a Yildiz per l'uno a zero bianconero. Menzione speciale per il vantaggio della Juventus va però a Perin, autore di un lancio precisissimo che lancia il contropiede dei suoi mettendoli nelle condizioni ideali per andare a rete. Considerato da sempre un secondo di livello ma mai un portiere di prima fascia, l'ex Genoa si è ritrovato a difendere la porta bianconera nel momento di maggior crisi del suo compagno di reparto sul quale si era investito parecchio, e lo ha fatto ancora una volta in silenzio e senza battere ciglio. Che questo possa bastare a farlo considerare o meno un numero uno su cui fare affidamento sarà solo il tempo a dirlo, intanto lui continua a parare e, alla bisogna, a sfornare assist.

Nonostante le buone intenzioni e la personalità mostrata dal Sassuolo nel primo tempo, dopo quarantacinque minuti la Juventus è meritatamente in vantaggio, e nulla lascerebbe presagire grossi cambiamenti nell'andamento del match nella ripresa. Invece quello che accade è che i bianconeri si adagiano sul risultato in essere, lasciano campo ai neroverdi che prendono sempre più coraggio e trovano il pareggio con Pinamonti dopo una bell'azione corale portata avanti da Volpato, tra i migliori dei suoi, e Berardi, come sempre spina nel fianco e (forse) eterno rimpianto per tutte le big del nostro campionato. Perdono certezze e misure gli uomini di Spalletti, che decide di invertire le posizioni di Yildiz e Boga, mandando ancora più in confusione lo sviluppo della manovra dei suoi.

I rientri di Vlahovic e Milik, quest'ultimo dopo quasi due anni di assenza, sono notizia sicuramente buona per tutto l'ambiente bianconero, ma il loro ingresso in campo sa più di mossa della disperazione dell'allenatore toscano, che le prova tutte per portarsi a casa il match. Alla fine avrebbe anche ragione in questa scelta, se Locatelli non sbagliasse, a cinque minuti dal termine, il rigore - guadagnato dall'attaccante serbo - che poteva dare la sterzata definitiva al match. L'eroe del match è quindi Muric, che dopo aver neutralizzato il tiro dal dischetto, compie un autentico miracolo su colpo di testa di Milik. La Juventus rimane agganciata al treno per il quarto posto, ma questo passo falso può costare davvero caro; la squadra di Grosso, invece, continua a macinare gioco, punti e applausi.

  • Danilo Cappella, classe 1988, tifoso del Napoli da prima di nascere.
    Calcio e scrittura le mie passioni più grandi, ma anche cinema e musica.

    Dopo Diego, ho creduto in una sola divinità, aveva la cresta e il 17 sulla schiena.

    Autore di un libro sulla passione di un tifoso partenopeo, a chi mi chiede quando mi passerà questa malattia, rispondo come farebbe Nick Hornby: "noi non supereremo mai questa fase".

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