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Fiorentina Rakow
, 19 Marzo 2026

Rakow-Fiorentina 1-2, Considerazioni Sparse


La Fiorentina prova a darsi continuità battendo il Rakow e approdando ai quarti di Conference League.

Continua l'avventura europea della Fiorentina, che dopo il successo allo scadere dell'andata bissa il risultato (sequenza dei gol compresa) sulle sabbie mobili di Sosnowiec, casa europea del Rakow vista la mancanza degli standard UEFA del proprio impianto di Czestochowa. Una vittoria - e una qualificazione - non brillante ma indubbiamente meritata quella dei viola, alla fine dei conti con pochi rischi corsi a referto e, nonostante un rientro in campo dopo l'intervallo non all'altezza, confermatisi di ben diversa caratura rispetto all'avversario. Di nuovo, piccoli ma rassicuranti segnali in casa viola dopo il pesante successo contro la Cremonese, che al momento vale una classifica non più in zona rossa, seppur non priva di ansie alle spalle in ottica salvezza.

La partita. La sintesi della gara è semplice: il Rakow spinge, non affonda, la Fiorentina subentra in controllo. Intervallo e si riparte, il Rakow spinge, stavolta affonda al primo colpo, la Fiorentina si spaventa, traballa, ma poi si riprende e impone i suoi ritmi alla partita, raddrizzando punteggio e programmi in vista quarti al culmine del suo forcing (seppur con un gol fortunoso: Piccoli devia casualmente la conclusione di Ndour e beffa il portiere Zych). E allora sono i polacchi che tornano a premere, più di cuore che di sostanza e con un brivido di un rigore fischiato ma poi tolto al Rakow (simulazione di Barnes), fino a un abbozzo di assedio finale spento allo scadere dal gol di centrocampo di Pongracic, vista la salita di Zych per l'ultimo disperato angolo.

I singoli. Curioso come Karol Struski, per larghi tratti uno dei peggiori della gara se non il peggiore in assoluto (in particolare nel primo tempo), con a referto una lunga serie di palloni persi o giocati malamente a metà campo, sia stato l'uomo capace di far tremare per un istante la Fiorentina. Altrettanto curioso che Cher Ndour, colui che (con la partecipazione di un non brillante Christensen tra i pali) aveva finito per favorire la rete del collega polacco, e con il quale condivideva una giornata poco brillante nella gestione dei possessi, sia stato fra i protagonisti dell'azione del pari viola. Azione dove, pur non apparendo sul referto, il maestro di cerimonie lo fa ancora uno smagliante Fabiano Parisi, in quel momento fresco di avanzamento a esterno offensivo di destra, ormai sua nuova zona comfort e ormai unica, vera, solida certezza di questa stagione per i viola.

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L'esultanza di Struski, autore nel momentaneo vantaggio del Rakow. (foto RKS Rakow)

In una gara dove Vanoli, determinato a evitare sventure e paure come accaduto contro lo Jagiellonia, lancia Fagioli e un recuperato Kean dal primo minuto (ma lascia a riposo De Gea, oltre che l'acciaccato Gosens entrato nell'ultima mezzora), le risposte dei calibri pesanti viola sono diverse e divergenti. A tratti poetico Fagioli, con vibes dal vaghissimo (e lontano) retrogusto ronaldiano a Mosca (soprattutto per le condizioni del campo, ma più che apprezzabili un paio di sue incursioni in serpentina), peraltro comunque sempre costretto a faticosi ripiegamenti dentro la linea difensiva sulle ripartenze del Rakow; nervoso invece Kean, apparso nervoso e lontano dalla forma migliore. In compenso, la Fiorentina in qualche modo strano finisce per godersi le carambole di Roberto Piccoli, al secondo gol consecutivo, e apparso sorridente e un po' più fiducioso su sé stesso e sul futuro, al punto di sperare nel lancio di Pongracic verso la porta vuota sulla situazione dell'1-2. Come Simone Barone.

Le prospettive. Sulla strada di Conference la Fiorentina ora incrocerà una delle rivali più quotate, gli inglesi del Crystal Palace, passati non senza fatica ai supplementari nella doppia sfida contro i ciprioti dell'AEK Larnaca. Un successo contro gli inglesi vorrebbe dire eliminare forse il più forte candidato alla vittoria della Conference: uno scenario carico di variabili per un'annata tribolata e complicata come quella dei viola. Prima però, c'è il campionato. L'Inter, la pausa, la trasferta a Verona, che potrebbe valere la spallata finale alla lotta per non retrocedere (o un nuovo, ennesimo, psicodramma stagionale). C'è però una timida sensazione di ritrovata fiducia che aleggia nell'aria, alimentata dal fatto stesso che questo turno europeo non si è trasformato in un panic moment ma è andato, tutto sommato, liscio come da pronostico. Restare in A non può che essere la priorità assoluta per la Fiorentina in questo momento, ma la Conference da impiccio può ancora rivelarsi la strada maestra per dare un senso a un 25-26 che di senso, finora, ne ha avuto ben poco per i viola.

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  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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