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Como Roma
, 15 Marzo 2026

Como-Roma 2-1, Considerazioni Sparse


Il Como rimonta la Roma: per i padroni di casa arriva il quarto posto in solitaria, per i giallorossi è notte fonda.

Circa due settimane fa c'è stato un momento in cui la Roma sembrava lanciatissima verso il quarto posto: i giallorossi erano avanti 3-1 in casa contro una Juventus stanchissima, e il conseguente allungo a +7 in classifica sembrava una formalità. A distanza di due partite e poco più la Roma - che si è fatta rimontare quella partita dalla Juventus - si ritrova due punti dietro i bianconeri e tre punti sotto al Como, che oggi ha rimontato i giallorossi con una delle migliori partite stagionali. La squadra di Fabregas ha surclassato gli avversari sia sul piano atletico che su quello tecnico, meritando la vittoria in una partita intensa ma condizionata anche dal rosso rimediato da Wesley. Ma se le squadre forti possono risalire da episodi negativi, per quelle deboli mentalmente come la Roma sembra che il campionato sia finito al pareggio subìto proprio contro la Juve, come dimostrano le due prestazioni mediocri contro Genoa e Como.

Fabregas sceglie di schierare la sua squadra con la difesa a 3 - schema che i lariani avevano adottato solo a San Siro contro il Milan - lasciando fuori la punta di peso e schierando un tridente intercambiabile con Baturina, Caqueret e Nico Paz. Dall'altra parte Gasperini ritrova Hermoso in difesa, Koné a centrocampo ed El Shaarawy davanti. Pronti via e la Roma passa subito: il Como gestisce malissimo un possesso basso, El Shaarawy anticipa Ramon che lo stende e Malen trasforma dal dischetto in modo glaciale. Da lì in poi il ritmo della partita schizza alle stelle, la Roma prova a ripagare i padroni di casa con la stessa moneta andando a pressarli alti ma dopo un primo rischio corso - con Svilar che si supera su Nico Paz - Gasperini opta per abbassare il baricentro. La seconda metà del primo tempo diventa quindi un monologo dei padroni di casa che impongono un ritmo forsennato scambiando continuamente le posizioni degli 11 in campo, e così prima è Ramon che da centravanti aggiunto fallisce il pari da due passi, mentre all'ultimo respiro del primo tempo Nico Paz spara alto da posizione favorevole dopo che la difesa della Roma era stata subito infilata in una delle poche occasioni in cui aveva provato a salire.

Nella ripresa il copione non cambia, il Como costringe la Roma a stare molto bassa ma trova il gol del pareggio proprio in una delle rare occasioni in cui la Roma si è scoperta. Ennesimo fallo evitabile di Mancini e Valle imbuca per il neo entrato Douvikas che va in doppia cifra piazzandola sotto le gambe di un rivedibile Svilar. Neanche cinque minuti dopo, poi, arriva l'episodio decisivo: Wesley neanche tocca Da Cunha ma per Massa è secondo giallo. Il VAR - ancora una volta applicando un protocollo assurdo - non può intervenire e la Roma rimane in dieci. La mezz'ora finale continua quindi sulla falsariga dei frangenti precedenti con i giallorossi a difendere praticamente sulla propria linea di porta fino a quando Diego Carlos trova in mischia il gol che proietta i padroni di casa al quarto posto con pienissimo merito.

Per la Roma è notte fonda con un solo punto nelle ultime tre partite e il treno Champions che sembra definitivamente passato a giudicare dal pessimo stato di forma fisico e psicologico dei giocatori che sembrano la bruttissima copia della squadra ammirata fino a poche partite fa. Tra Genova e oggi sono arrivati solo due tiri in porta - per altro un su rigore e uno su un rimpallo - in oltre 180 minuti. Oggi anche i cambi di Gasperini sono apparsi rivedibili, in particolare la sostituzione di Malen, ma quando si arriva a giocare uno scontro diretto a marzo con El Shaarawy e Pellegrini titolari allora il pesce non può che puzzare dalla testa. E la sensazione è che anche quest'anno la Roma sia arrivata a quel punto della stagione in cui infortuni e mediocrità di alcuni singoli le impediscono di fare il salto di qualità, indipendentemente da chi c'è in panchina.

Dall'altro lato il Como esce rafforzato dal confronto con i giallorossi e si siede, per la prima volta nella sua storia, fra le prime quattro. I lariani hanno dominato in lungo e in largo e sotto ogni punto di vista ma ad un certo punto nell'aria serpeggiava il sapore della beffa, come qualche altra volta è accaduto quest'anno in riva al lago. Invece, sembra che la squadra di Fabregas continui a maturare partita dopo partita, anche grazie al lavoro di un allenatore che sta dimostrando di essere tutt'altro che integralista, come invece era già stato bollato dai soliti giornalisti italiani restii ad ogni tipo di cambiamento. Oggi il Como parte con la difesa a 3, si mette a 4 ad inizio secondo tempo e conclude di nuovo a tre, sfruttando sì una rosa molto profonda ma dando anche dimostrazione di maturità e capacità di adattamento, tutto questo senza perdere quelle caratteristiche - intercambiabilità dei giocatori, fraseggio rapido e pressing feroce - che ne fanno una bellissima realtà nel nostro campionato. Adesso, a nove giornate dalla fine, sta a loro provare a centrare quell'obiettivo Champions che invece per la Roma pare sempre più lontano.

  • Valerio Fontana è nato nel 1998 a Roma, divoratore di partite di Calcio e di Tennis, fa lo stesso con i relativi articoli.

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