
Torino-Parma 4-1, Considerazioni Sparse
Il Torino schianta il Parma e trova tre punti forse fondamentali per la salvezza.
Il friday night sorride al Torino, che centra la seconda vittoria casalinga consecutiva dall’arrivo di Roberto D’Aversa, con un convincente 4-1 sul Parma. Per i granata un successo meritato, costruito in poco più di 90 secondi ad inizio secondo tempo, quando siglano un uno-due strepitoso spezzando l’equilibrio ed indirizzando definitivamente la partita: in generale, il Torino è sembrato più affamato, probabilmente anche perché più bisognoso di punti, mentre il Parma è stato punito in modo eccessivo dal punteggio, dopo una prestazione che in realtà non è stata così disastrosa. Per D’Aversa, ex di giornata, 6 punti in tre gare e la sensazione di aver dato identità ad una squadra che non l’aveva trovata per mesi e mesi da inizio stagione.
Il Torino ha segnato per la prima volta in stagione 4 gol in una singola gara: i granata sono apparsi veementi nel recupero palla ed estremamente connessi e ispirati nella manovra offensiva. Probabilmente D’Aversa sta avendo presa su tutto il gruppo, ma la sua mano si vede principalmente sul reparto offensivo: Vlasic incontenibile, Adams è un connettore formidabile, Simeone e Zapata sono tornati a fare ciò che san far da sempre, i gol. Gli attaccanti granata sembrano divertirsi assieme, questo si esprime maggiormente nelle ripartenze, e non è un caso che 3 dei 4 gol di stasera arrivino proprio da questo tipo di situazioni. In generale, quella di stasera è probabilmente la miglior prestazione del Torino in questa stagione, e spiace che l’abbiano vista in 4 gatti, con lo stadio ancora vuoto per protesta verso la gestione di Urbano Cairo, che al quarto gol sembrava sorridente come nulla stesse accadendo. Ma, in effetti, al presidente granata della tifoseria è sempre importato pochissimo.
Il Parma stasera cade proprio sul suo punto solitamente forte, ossia la solidità difensiva: per questa squadra, che è maestra di gare accorte e clean sheets , prendere 4 gol in una gara è un evento. Gli emiliani in realtà non hanno disputato una brutta gara, ma hanno vissuto dei momenti di amnesia pagati carissimi, individualmente e collettivamente: il primo gol è una papera del rientrante Suzuki, il secondo ed il terzo sono disattenzioni pagate carissime. Al di là di questo, la squadra di Cuesta dopo il terzo gol subito è uscita dal campo, non provando neanche a riprendersi dalla doppia sberla, e questa forse è la vera brutta notizia della serata. Quando il Parma non può giocare col blocco basso e deve fare la partita fa fatica, e questo è risaputo: al di là della tattica però, ciò che è importante per la squadra di Cuesta è che una classifica relativamente tranquilla non porti a troppe distrazioni, come avvenuto stasera.
Butterfly and spider: la palma di migliore in campo, anche se non rientra nel tabellino in alcun modo, va a Nikola Vlasic, che mette la firma su tre delle quattro marcature e non spreca un pallone. L’attacco granata è tutto molto positivo, sia Simeone ed Adams (rispettivamente gol ed assist) sia i subentrati Zapata e Kulenovic, che confezionano la quarta rete con un bolide del colombiano su assist del collega. Nel duello Ismajli -Pellegrino vincono entrambi, con l’albanese che giganteggia e l’argentino che segna nell’unica occasione in cui non è il suo dirimpettaio a marcarlo, confermando che il Torino è la sua vittima prediletta. Tra i crociati qualcosa combina pure la fantasia di Strefezza, mentre finiscono dietro la lavagna Keita e Suzuki: il primo è sfortunato nell’autorete, ma sbaglia anche molto in impostazione, mentre il portiere mostra tutta la sua ruggine dopo 3’ di gara.
Torino e Parma, oggi, sono molto vicini alla salvezza: se gli emiliani erano già in una situazione serena (+10), i granata questa sera hanno trovato punti che sono ossigeno puro, e vanno a +9 sulla zona rossa. I due allenatori hanno parecchi meriti sulla classifica odierna, e sono certamente due sorprese: Carlos Cuesta, con i suoi 29 anni, era una scommessa bella e buona, mentre D’Aversa arrivava da esperienze non esaltanti in un momento ed una situazione di classifica al limite del drammatico per i granata. Sarà interessante capire cosa vorranno fare le due società di loro: se per lo spagnolo la riconferma pare scontata, anche il neo-tecnico del Torino si sta giocando al meglio le sue carte. In questo momento, lato granata, l’urgenza non sta tanto nel cambio di guida tecnica, ma di guida societaria: Urbano Cairo può anche salvare la stagione con la permanenza in A, ma ha oramai perso la credibilità, e lo stadio vuoto anche stasera lo dimostra.
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