
Sei Nazioni 2026, 4° giornata, Considerazioni sparse
Storica vittoria dell'Italia al Sei Nazioni contro l'Inghilterra, clamorosa caduta della Francia in Scozia e l’Irlanda prova ad approfittarne con la vittoria contro il Galles.
Non è stato il più bel weekend del Sei Nazioni di Rugby solamente perché manca ancora un turno e il prossimo sarà quello decisivo per l’assegnazione del trofeo con ben tre squadre in lotta. Ma a livello di spettacolarità, di sorprese, di giocate brillanti e di suspense, la quarta giornata del Sei Nazioni 2026 è destinata a rimanere nella storia. Nella storia italiana, perché a Roma è arrivata l’impresa contro l’Inghilterra. In quella scozzese, con la squadra capitanata da Finn Russell che riapre completamente il discorso titolo imponendosi sulla Francia al termine di una partita spettacolare e quasi perfetta.
Spettatrice attenta della partita tra scozzesi e francesi è stata l’Irlanda, che nell’apertura di turno ha avuto la meglio sul Galles, non senza difficoltà. Una partita che sulla carta non avrebbe dovuto avere storia e che invece ha regalato emozioni, mostrando i progressi fatti dal XV di Tandy che stanno trovando sempre più fiducia e compattezza. Alla fine il risultato ha premiato i Verdi che ora possono ambire al colpaccio, qualcosa di impensabile dopo l’esordio nel Sei Nazioni con pesante sconfitta in terra francese.
Il match di Murrayfield infuoca il torneo, rovesciando i pronostici e lasciando tutti con il fiato in sospeso fino a sabato prossimo. Gli Highlanders giocano una partita clamorosa e ribaltano una Francia imprecisa e forse sorpresa dalla ferocia scozzese, riuscendo comunque a strappare un punto che potrebbe rivelarsi decisivo.
A chiudere il turno la prima storica vittoria dell'Italia contro l’Inghilterra, vera e propria nemesi per gli azzurri. Nella serata di Roma gli uomini di Quesada scrivono la storia, trovando dopo 33 tentativi la vittoria contro la Nazionale della Rosa al termine di una partita sporca e tecnicamente imperfetta da parte di entrambe le squadre. Il boato dell’Olimpico al termine della gara è stato incredibile, così come il sostegno durante tutto il match, anche e soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà.
All’Aviva Stadium di Dublino l’Irlanda fatica più del previsto ma ottiene il massimo contro un Galles coraggioso e determinato: vittoria e punto di bonus per gli uomini di Farrell che adesso mettono addirittura nel mirino la vittoria del titolo. Una partita intensa, una vera e propria battaglia dove alla fine emerge la maggior qualità iralndese ma Tandy ha davvero poco da rimproverare ai suoi.
Dopo i primi 10’ la partita sembrava chiusa, con la seconda meta irlandese a segnare un’altra nottataccia per il Galles. L’intervento del TMO che rileva un avanti, però, annulla la marcatura irlandese e il Galles rimane in partita. L’Irlanda è comunque padrona del campo e al 40’ è avanti per 12-3, prima della fuga del pilone Rhys Carré che brucia la difesa irlandese e sigilla il primo tempo sul risultato di 12-10, rimettendo tutto completamente in discussione.
La seconda frazione si apre esattamente come la prima, con l’Irlanda a caricare e a trovare subito un’altra meta con Conan, perfettamente trasformata da Crowley. Il Galles non si scompone, rimane aggrappato alla partita e intorno al 60’ la riapre: la meta di Botham riporta i Dragoni a sole due lunghezze di distanza e riaccende le speranze gallesi.
La tenuta del campo degli uomini di Tandy è lodevole ma la qualità irlandese ha il sopravvento e negli ultimi 10 minuti, complice anche un po’ di stanchezza, viene fuori la differenza tecnica tra le due squadre. Alla fine a spuntarla è l’Irlanda per 27-17, ottenendo il massimo da una partita non giocata benissimo ma dall’esito positivo. Il Galles torna a casa a mani vuote e con un molti rimpianti per non essere riuscito a prendere almeno il bonus difensivo che sarebbe stato un giusto premio di consolazione per la prestazione offerta.
Splende il sole a Murrayfield e forse non è nemmeno la stella più brillante della giornata. Per 65’ la Scozia gioca un rugby di livello altissimo, mettendo in difficoltà e mandando in confusione la più quotata e apparentemente imbattibile Francia. Il risultato finale, un pirotecnico 50-40, non mette davvero in risalto la distanza di gioco espressa dalle due squadre e il dominio scozzese sulla partita. Negli ultimi 10/15 minuti, a risultato ormai acquisito, gli uomini di Townsend hanno allargato le righe permettendo alla Francia, comunque abile a sfruttare gli spazi e brava a non arrendersi mai, di accorciare le distanze e trovare il punto di bonus offensivo, vero obiettivo francese per come si era messa la gara.
Il primo tempo è stato giocato ad armi pari, con la solita partenza forte degli scozzesi e la squadra di Galthié a emergere nella distanza, conquistando tutti i palloni nelle situazioni di rottura del gioco e abilissima nell’accendere le frecce sulle ali. Sono proprio Bielle-Biarrey e Attissogbe a firmare le due mete che ribaltano l’iniziale di Graham. A quel punto la partita sembrava potesse prendere la direzione dei Blues e invece i padroni di casa hanno reagito alla grandissima, trovando prima la meta di Stein sugli sviluppi di una touche studiata alla perfezione e poi la meta del controsorpasso con uno Schoeman da Man of The Match.
Chi si aspettava un secondo tempo a tinte francesi è rimasto immediatamente stupito e deluso. A fare la voce grossa nella ripresa è stata nuovamente la Scozia che in 25’ trova altre quattro mete, tutte trasformate da un Russell in grande spolvero. Il tabellino segna un incredibile 47-14, qualcosa di difficilmente prevedibili alla vigilia. A questo punto gli uomini di Townsend abbassano ritmo e soglia dell’attenzione, mentre la Francia si sveglia dal torpore e dalla confusione, mettendo nel mirino il punto di bonus che potrebbe essere fondamentale per aggiudicarsi il torneo. Guidati da Ramos i francesi segnano quattro mete, ricucendo le distanze fino al 50-40 finale.
Ora entrambe le due squadre si trovano in testa alla classifica a quota 16 punti e si giocheranno il trofeo nell’ultima giornata, con l’Irlanda terza incomodo che sarà proprio l’avversaria della Scozia in un match che in ogni caso sarà decisivo per l’assegnazione del trofeo.
Serata magica per l’Italrugby a Roma: prima vittoria contro l’Inghilterra e la presa di coscienza della propria forza e del proprio status. A essere onesti, il successo arriva al termine di quella che probabilmente è stata la peggior prestazione dell’Italia sotto la guida di Quesada.
L’Italia arriva all’Olimpico con la convinzione che mai come quest’anno sia possibile scrivere una pagina di storia. Forse è questa pressione a dettare una partita contrassegnata da tanti errori e tante imprecisioni, con mancanze di lucidità che hanno rischiato di compromettere la gara al cospetto di un’Inghilterra che dimostra di attraversare un momento di difficoltà ma rimane pur sempre una squadra solida e ostica. Alla fine la tenacia, i nervi e un Menoncello formato MVP regalano una notte magica a tutti i tifosi azzurri, imponendosi per 23-18.
Dopo le cocenti sconfitte contro Scozia e Irlanda, e le conseguenti critiche, Borthwick porta a Roma una nazionale rivoluzionata, con ben nove cambi rispetto al solito XV. La partenza inglese è rabbiosa, con tanta aggressività nei punti di incontro e la volontà di mettere in costante pressione la difesa azzurra. L’Italia regge bene il colpo e addirittura riesce a portarsi in avanti con il calcio di Garbisi. L’Inghilterra continua con il suo piano partita e cerca di far leva sui punti deboli azzurri, ovvero il gioco aereo e i punti di incontro.
Per la verità quest’oggi nell’Italia non hanno funzionato tante cose, compresa la mischia (complice anche un arbitraggio non sempre all’altezza, ma questo vale per entrambe le squadre). Il momento che meglio fotografa la prestazione confusa degli azzurri arriva al termine del primo tempo: con il cronometro già oltre il 40’ e la palla in mano dopo l’introduzione in mischia, invece di calciare fuori per andare all’intervallo in vantaggio, l’Italia cerca un’improbabile offensiva e sugli sviluppi della palla persa arriva la meta inglese che chiude la prima frazione per 10-12.
Dopo l’intervallo l’Inghilterra entra in campo con fiducia e trova punti sulle punizioni concesse da una difesa italiana imprecisa e spesso in ritardo, che porta anche all’ammonizione di Nicotera. Nel momento più difficile, con il pubblico che continua a sostenere gli Azzurri, ecco l’episodio che svolta il match: giallo con bunker per Underhill (con cartellino che rimane giallo lasciando più di qualche perplessità), Italia che riprende fiducia e accorcia le distanze con due piazzati di Garbisi.
Sul 16-18, l’Italia ha una punizione e gode di doppia superiorità numerica complice il giallo rimediato da capitan Itoje: si decide di provare la touche per trovare il bottino grosso, ma sulla maul la difesa inglese è abile e astuta nel portare fuori gli avanti italiani. Il momento buono per il sorpasso sembra ormai passato ma la combinazione Ioane - Menoncello - Marin a poco meno di dieci minuti dalla fine infiamma l’Olimpico e firma il 23-18 definitivo.
In una serata così, si può sorvolare sugli errori tecnici perché il risultato è storico e vale molto di più dei quattro punti in classifica. Vale lo status di squadra che non è più terra di conquista e che dimostra di potersela giocare a viso aperto contro tutti.
Un giorno per decidere tutto: sabato 14 marzo andrà in scena l’ultimo atto del Sei Nazioni 2026 e tutto è ancora aperto. Erano anni che non si vedeva un torneo così combattuto e aperto, con ben 3 squadre a potersi contendere il trofeo fino all’ultima giornata. Un andamento che ha sovvertito tutti i pronostici, i quali vedevano una Francia nettamente favorita e la sola Inghilterra come possibile ma non troppo probabile contender in vista dello scontro diretto che era previsto proprio per l’ultima giornata.
Invece, la Francia arriva all’ultimo turno del Sei Nazioni ancora in testa in classifica ma a braccetto con una Scozia che, dopo la sconfitta dell’esordio a Roma, ha sorpreso tutti; l’Inghilterra, dall’altro lato, è la vera delusione del torneo, avendo vinto solo all’esordio contro il Galles. Francia e Inghilterra giocheranno già sapendo i risultati delle altre partite e questo sarà un possibile vantaggio per i blues, perché una vittoria Irlandese contro la Scozia potrebbe facilitare il lavoro e permettere di portare comunque a casa il trofeo.
Ad aprire la giornata, infatti, sarà proprio Irlanda-Scozia, con i padroni di casa a un solo punto di distanza dalla coppia di testa. Per entrambe l’obiettivo è vincere con il punto di bonus offensivo, cercando di mettere così più pressione possibile alla Francia. In caso di arrivo a pari punti, infatti, i francesi avrebbero dalla loro parte una maggior differenza punti e questo garantirebbe comunque il titolo agli uomini di Galthié.
In mezzo a queste due sfide si inserisce il match di Cardiff, dove l’Italia proverà a vincere per la terza volta consecutiva contro il Galles cercando di scrivere un’altra pagina di storia in un torneo che rimarrebbe negli annali. I padroni di casa, però, hanno trovato fiducia e ottime prestazioni nelle ultime due uscite e non vogliono chiudere nuovamente da fanalino di coda con 0 vittorie. Il risultato è tutto da vivere e da scoprire: ci attende un altro sabato di grande, grandissimo rugby.
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