
Milan-Inter 1-0, Considerazioni Sparse
Un gol di Estupiñán regala al Milan il secondo derby stagionale e permette alla squadra di Allegri di arrivare a sette punti dall'Inter.
Il Serpente contro il Diavolo, Chivu contro Allegri, gli sciori contro i brumisti (come diceva Ermanno Aebi): la stessa storia che si ripete anno dopo anno, stagione dopo stagione, ogni volta con un sapore diverso, ogni volta come fosse la prima. Questo derby della Madonnina, in particolare, sa di momento decisivo della stagione: prima del match l'Inter ha dieci lunghezze di vantaggio sui cugini a undici giornate dalla fine; una vittoria nerazzurra (forse anche un pareggio) chiuderebbe i conti del campionato in maniera quasi definitiva, una vittoria rossonera - invece - lascerebbe aperta qualche speranza per una rimonta che saprebbe comunque d'impresa.
Tensione palpabile e ritmo alto: il primo tempo viaggia su queste due costanti. Chivu è costretto a rinunciare, oltre al suo capitano, anche a Thuram, e propone in attacco un'inedita coppia titolare Esposito-Bonny, mente Allegri rinuncia all'acciaccato Bartesaghi, presente in panchina, per riproporre Estupiñán sulla sinistra: il calcio è incredibile perché le sliding doors che propone settimana dopo settimana sono sempre imprevedibili e in grado di sorprendere. A dispetto di quanto ci si potrebbe aspettare dagli standard di gioco dei due allenatori, il grande vantaggio in classifica dell'Inter costringe il Milan a non poter aspettare gli avversari nella propria metà campo per poi provare a colpirli in contropiede, bensì li costringe a cercar di tenere il pallino da gioco fin dalle prime battute, passando sempre per la genialità dell'eterno Modric - che va vicinissimo al gol dopo un paio di minuti di gioco - e per l'inesauribile corsa di Rabiot.
La percentuale di possesso palla sarà comunque a vantaggio dei nerazzurri alla fine del primo tempo: il Milan vive principalmente di sprazzi. Dopo la pressione portata nei primi minuti, l'Inter prende le misure e diventa padrona del campo. Le leggi di questo sport, però, non cambiano mai: Mkhitaryan si divora un gol dopo una cavalcata partita da metà campo, e dall'altra parte Estupiñán trova il corridoio giusto dove inserirsi alle spalle di un distratto Luis Henrique per trafiggere Sommer e portare in vantaggio i suoi. Da quel momento l'Inter sbanda un po' fino alla chiusura della prima frazione, concedendo il fianco al Milan che però non trova il colpo del possibile knock out.
Il canovaccio nella ripresa è prevedibile: l'Inter chiude gli uomini di Allegri nella loro metà campo e attacca senza sosta alla ricerca del gol del pareggio. Come ogni storia da derby, come ogni film scritto da un autore di thriller, ad avere sui piedi il pallone che può cambiare le sorti dell'incontro è un altro terzino sinistro, quello che finora non ha mai tradito: Federico Dimarco, che spara alto da posizione ottimale. L'andamento rimane comunque fedele a sé stesso, ma l'Inter appare in difficoltà nel creare occasioni soprattutto perché sembra mancare peso offensivo: i due attaccanti sbattono sempre contro la solida difesa rossonera, ma Bonny in particolare è l'ombra del giocatore che si è visto nella prima parte di stagione, ed è impalpabile anche al cospetto del suo compagno di reparto.
Alla fine Allegri la porta a casa con il suo solito stile: passato in vantaggio chiede alla squadra di difendersi e basta; nel finale di partita, complici i cambi, gioca addirittura con un 4-5-1 super coperto, e a parte qualche cross e un paio di mischie, l'Inter non riesce mai davvero a impensierire Maignan. L'Inter sembra comunque aver poco di cui preoccuparsi: solo una disattenzione difensiva e un po' imprecisione in fase offensiva hanno portato a questa sconfitta. Ci sarà sicuramente un contraccolpo psicologico importante da affrontare per avere perso due derby su due, ma il vantaggio in classifica è ancora ampio e i nerazzurri devono solo tenere botta, sebbene il calendario da qui alla fine sorrida più al Milan che agli uomini di Chivu. I rossoneri, dal canto loro, sperano ovviamente di avvicinarsi alla vetta nelle prossime settimane per regalarsi un finale di stagione da sogno.
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