
Genoa-Roma 2-1, Considerazioni Sparse
Con una prestazione brillante, il Genoa batte una Roma tradita ancora una volta dai suoi senatori e allontana così la zona retrocessione.
Dopo la beffa subita nel finale contro la Juventus, e le vittorie dei bianconeri e del Como ieri, ci si aspettava una reazione decisa da parte della Roma, attesa a Marassi dal Genoa del grande ex De Rossi. Invece stavolta i giallorossi non sono riusciti a mettere in campo quella fame che li ha contraddistinti nelle partite che hanno fatto seguito alle tante, troppe, sconfitte stagionali. Sono stati di contro gli uomini del tecnico di Ostia, a fare quella partita aggressiva - di corsa e di fame - che ci si aspettava dalla banda Gasperini che, tradita ancora una volta dai suoi uomini più rappresentativi, ha offerto la peggior prestazione stagionale complicando di molto la corsa alla zona Champions.
De Rossi è costretto a fare a meno di Norton-Cuffy e Baldanzi e sceglie di lasciare in panchina Martin, Malinovskiy e soprattutto la coppia d'attacco titolare - Colombo e Vitinha - alla quale vengono preferiti Ekuban ed Ekhator. Gasperini deve fare i conti con l'assenza ormai definitiva di Dybala, con la pubalgia di Soulè e con la squalifica di Wesley, scegliendo Tsimikas a sinistra e la coppia Pellegrini Venturino a sostegno del solito Malen. A sorpresa riposa Cristante e la sua assenza, così come quella dell'esterno brasiliano, si farà molto sentire in un primo tempo che definire soporifero è un complimento, e nel quale la Roma non riesce mai ad impensierire la porta difesa da Bijlow (che chiuderà con i guanti immacolati). I giallorossi sono apparsi decisamente privi di idee nella prima frazione, e questo nonostante la pressione del Genoa sia stata anche meno costante del solito - tant'è che neanche i padroni di casa si sono mai resi pericolosi, complici anche le mille interruzioni da parte dell'arbitro Colombo, 22 nei primi 45 minuti.
Pronti via e un sussulto della Roma non arriva neanche nella ripresa. Anzi, è il Genoa a trovare il vantaggio al minuto 52 con Messias che trasforma dal dischetto un rigore concesso da fischietto di Como per un'ingenuità del solito Pellegrini. La reazione dei giallorossi è poca roba ma si trasforma in gol solo pochi minuti dopo grazie ad un fortunato rimpallo sulla testa di Ndicka che segna così il suo terzo gol consecutivo. Gasperini prova ad inserire Cristante ed El Aynoui al posto di Venturino e Pellegrini ma i giallorossi non si affacciano mai nella trequarti avversaria, mentre sono i cambi di De Rossi a risultare molto più efficaci dato che il Genoa continua a tenere il campo molto bene senza accusare quei cali fisici che fin qui gli erano costati molti punti e, anzi, alzando di molto l'intensità. All'80esimo, poi, avviene l'episodio che decide la sfida: con un'azione elementare ma precisa, il Genoa sugli sviluppi di una rimessa laterale buca la solita marcatura rivedibile di Celik e Mancini, Masini appoggia in area e Vitinha deve solo spingere in rete il più semplice dei tap in. Ci sarebbe ancora spazio per un quarto d'ora di assalto ma la Roma oggi non ne ha e il Genoa riesce a portare a casa tre punti pesantissimi senza praticamente soffrire mai.
Gli uomini di De Rossi riscattano la brutta sconfitta dell'andata e si portano a +4 sulla zona retrocessione, occupata da oggi dalla Cremonese in caduta libera. Se fin qui il Genoa aveva già mostrato sprazzi di ottimo calcio contro le grandi ma senza raccogliere quasi nulla, oggi finalmente - e nonostante le molte assenze - è riuscito ad ottenere il bottino pieno grazie ad una partita fatta di marcature attente, squadra compatta e grandissima intensità, proprio quell'intensità che il proprio allenatore chiedeva a gran voce mentre cercava di orchestrare la sua prima ed unica campagna acquisti da allenatore della Roma. Il colpo è grosso e nelle prossime due giornate il Grifone incontrerà Verona ed Udinese, con la possibilità di mettere altri mattoncini importanti per costruire una salvezza che - prima dell'avvento di De Rossi - sembrava lontanissima.
L'intensità e la fame viste nei padroni di casa sono, invece, completamente mancate nei giallorossi che oggi hanno raggiunto quota 9 sconfitte in campionato. Anche nella Roma c'erano assenze pesanti ma l'atteggiamento visto in campo non è certo sembrato all'altezza di chi si sta giocando traguardi importanti. Anche alcune scelte di Gasperini sono sembrate poco comprensibili, soprattutto nell'ottica di una partita da vincere a tutti i costi, ma ancora una volta il tecnico di Grugliasco si è ritrovato a dover fare i conti con una squadra che nel momento decisivo della stagione annovera troppe defezioni. Unitamente a questo, il secondo gol completa il mese horror di Mancini e Celik iniziato a Napoli, mentre il primo mostra i limiti di un Pellegrini che sembra arrivato a fine corsa. Con il solito infortunio di Dybala nel momento clou della stagione e l'ennesima prestazione impalabile di Cristante, non è lesa maestà dire che la Roma - ancora una volta - viene tradita dai giocatori che sono qui da più tempo, e questo potrebbe risultare ancora una volta decisivo nella rincorsa a quella Champions League che nella Capitale manca da ormai 7 anni.
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