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Italia femminile qualificazioni Mondiali
, 5 Marzo 2026

L'Italia femminile ha iniziato le qualificazioni per il Mondiale 2027


L'esordio a Reggio Calabria ha visto l'Italia battuta 0-1 dalla Svezia. Quali scenari per la qualificazione al Mondiale?

"Non voglio legare un’immagine del passato, ma stiamo cercando di crearci un’immagine che è davanti ai nostri occhi", aveva aperto il CT dell'Italia Andrea Soncin nella prima conferenza dell'anno, con la volontà di mettersi il passato alle spalle dopo l'ottimo Europeo, e puntare più in alto per il futuro. L'esordio in queste qualificazioni, con lo 0-1 subito dalla Svezia, è però la 6° gara consecutiva senza vittorie per l'Italia, e che dalla semifinale di Ginevra ha perso 5 partite (eliminazione con l'Inghilterra compresa) pareggiando solo con il Giappone nell'amichevole di Como, l'immagine di cui parla Soncin è ancora ben lungi dal definirsi, rimanendo per ora ancora molto sfocata.

Al "Granillo", che ha accolto l'Italia con un discreto pubblico - circa 6000 spettatori secondo la FIGC - è bastata un'azione in ripartenza per permettere alle svedesi di portare a casa il massimo della posta. Scenario da un tiro in porta un gol, come già avvenuto a Castel di Sangro in una delle prime uscite del post Bertolini. La difesa azzurra, sulla corsa di Jusu Bah, va in difficoltà nella lettura di un passaggio per Schröder, troppo lento e arretrato. È quanto basta per confondere i due reparti accorsi in ripiegamento, con la punta che appoggia ad Angeldahl, la quale lascia partire un rasoterra che non lascia scampo a Giuliani, tuffatasi in ritardo.

Da lì è stata la solita Italia, lenta nella manovra e prevedibile nelle soluzioni: Cantore è parsa fuori forma per l'assenza di gare competitive nelle gambe (per lei e Di Guglielmo, impegnate nella NWSL statunitense, la stagione inizierà solo il 14 marzo), non è riuscita a fare la differenza come in passato. Bonansea e Oliviero, forse coloro che si son fatte vedere di più, hanno preso decisioni frettolose nel momento decisivo, o si sono intestardite troppo nei dribbling. Gli ingressi di Greggi e Dragoni, che hanno dinamizzato il centrocampo, sono stati forse tardivi, e l'attacco ha combinato di pericoloso solo il colpo di testa di Cambiaghi (sin lì impalpabile) respinto dal palo al 61'.

Sabato quindi, la gara con la Danimarca è già decisiva per non perdere il treno del primo posto, con le scandinave che si sono imposte per 3-1 sulla Serbia in una gara contrassegnata dalle "italiane", viste le reti di Bredgaard (Fiorentina) e Vangsgaard (Juventus) per le danesi, e la marcatura di Stokić (Milan) per le serbe.

Italia-Svezia: Cambiaghi a duello aereo con l'autrice del gol-partita Olme (foto FIGC)

L'unico modo per l'Italia di andare direttamente al Mondiale è vincere il proprio girone di Lega A. Dalla seconda posizione in giù, è tutto un ciclo di spareggi, con il primo round diviso in due percorsi distinti (Lega A vs Lega C e Lega A vs Lega B, semplificando parecchio il concetto), e con il secondo che darà la certezza di qualificazione solo a 7 delle 8 vincitrici, con l'ultima attesa da un ulteriore spareggio, in questo caso intercontinentale.

Il girone, rispetto ad altri casi - vedere il Gruppo A3 dove una tra Spagna e Inghilterra sarà costretta agli spareggi - è l'unico nel quale le Azzurre possano presentarsi come competitor per la vittoria, per un posto diretto al Mondiale senza patemi. Ciò non toglie che si debbano fare 6 partite di caratura maggiore a quelle recenti, per ottenere il risultato.

A nostro vantaggio, come già avvenuto nell'ultima Nations League, la discontinuità delle svedesi, che in quell'occasione avevano pareggiato entrambe le gare col Galles. Ugual discorso per la Danimarca, sì abbordabile, ma comunque capace - purché in giornata - di rendere la vita estremamente complicata, tanto che le Azzurre avevano perso 3-1 a La Spezia nel febbraio scorso, salvo poi esser capaci di imporsi per 3-0 ad Herning. Tra le loro fila, diverse giocatrici che la Serie A la conoscono a menadito: Thøgersen, Pedersen, Færge, le già citate Bredgaard e Vangsgaard, Fløe Nielsen del sorprendente Napoli (5 gol e 3 assist per lei finora, tornata in odor di Nazionale).

girelli italia femminile
Cristiana Girelli festeggia il gol dello 0-3 in Italia-Danimarca dell'aprile 2025 (foto FIGC)

La Serbia è una potenziale mina vagante: sicuramente è la Nazionale più debole del girone, ma comunque dispone di un reparto offensivo mica da ridere. Su tutte spicca Jovana Damnjanović, punta del Bayern che in 2' nell'ultimo weekend calcistico per i club ha ribaltato la sfida con il Wolfsburg, indirizzando direttamente il Meisterschale 2025/26 verso la Baviera.

Le serbe annoverano anche Sara Stokić del Milan, che ha conoscenza approfondita di come si muovono sul campo le italiane, oltre all'ex Roma e Fiorentina Milica Mijatović, oggi in Turchia. A loro servizio anche l'esperienza di Jelena Čanković, cugina di Damnjanović con un passato tra Barcellona, Rosengård e Chelsea. Il loro 4-3-3, che può evolvere in un 4-4-2 o in un 4-2-3-1 a intasare gli spazi, con un centrocampo in difficoltà come quello contro la Svezia, può diventare decisamente problematico.

La sconfitta di martedì ha quindi riportato in auge tutte le difficoltà delle Azzurre, mai sparite nemmeno all'Europeo. Per capire se sia stato solo un incidente di percorso, o evidenzi qualcosa di più profondo, occorrerà aspettare la gara contro la Danimarca. A quel punto però, una mancata vittoria significherebbe quasi certezza di giocare i playoff, con tutte le difficoltà del caso.

Anche perché, nel frattempo, il CT Soncin continua a trovarsi di fronte a un bivio generazionale. Le giovani scalpitano (nomi come l'attaccante della Roma Corelli, ferma ai box per appendicite), e per quanto mostrato in campionato dimostrano di meritare uno spot quantomeno dalla panchina, mentre la vecchia guardia - dalla quale la Nazionale dipende ancora per molti fattori - è fisiologicamente a fine ciclo. In vista del Mondiale di Brasile 2027, sembra irragionevole sperare di poter contare ancora, come visto nell'Europeo elvetico lo scorso anno, in un ennesimo ultimo ballo di Barbara Bonansea (titolare contro la Svezia) o Cristiana Girelli, che avranno rispettivamente 36 e 37 anni tra un paio d'estati.

Caratura, esperienza e qualità non possono sempre compensare quell'intensità destinata a venir meno. E la sfida di Reggio ha evidenziato anche il maggior ritmo dato da alcune nuove leve. Un tema, quello del ricambio delle azzurre, da sempre centrale: si dice che le giovani debbano giocare, poi quando è il momento di farle effettivamente giocare, di iniziare un inserimento progressivo, sembrano subentrare titubanze. Nomi pesanti, come Arrigoni del Milan, sono rimaste a casa, altre (come l'altra milanista Renzotti) sono state momentaneamente parcheggiate in U23. La Svezia ha lanciato giovani stelle come Felicia Schröder - bloccata dall'Häcken con un maxi-contratto - e Smilla Holmberg, che dopo un'ottima stagione con l'Hammarby è approdata all'Arsenal a gennaio. Il Mondiale passa anche dal ricambio.

  • Piacentino DOC, nel tempo libero studia Civilità e Lingue Straniere Moderne a Parma, ma principalmente scrive di calcio femminile per diverse testate. Appassionato inoltre di ciclismo, ma quando può segue qualsiasi sport.

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