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Roma
, 1 Marzo 2026

Roma-Juventus 3-3, Considerazioni Sparse


La Roma dilapida un vantaggio di due gol e regala alla Juventus un pareggio che mantiene i bianconeri in corsa per un posto Champions.

Il posticipo della ventisettesima giornata mette di fronte Roma e Juventus, due squadre che arrivano a un appuntamento quasi decisivo in condizioni diverse ma a loro modo simili: la squadra di Gasperini fortemente lanciata nella propria corsa a un posto nella prossima Champions League ma ancora a secco di vittorie negli scontri diretti, nella quale ha conseguito più applausi che punti, quella di Spalletti - al suo ennesimo ritorno nello stadio che lo ha reso grande - ancora scottata dalla eliminazione a testa alta di mercoledì contro il Galatasaray, ma con la consapevolezza di aver ritrovato certezze e possibile slancio per il finale di stagione, sebbene proprio i giallorossi distino già quattro punti, e il Como sia lì. Entrambe vogliono vincere, ma per la Juventus è quasi necessario.

Il ritmo è altissimo già dai primissimi minuti: Pellegrini si divora un gol a porta vuota dopo una grande azione di Pisilli, sempre più protagonista nello scacchiere giallorosso, poi Yildiz e Conceiçao provano con due conclusioni da fuori a mettere i brividi a Svilar. I ritmi calano leggermente, ma le occasioni continuano ad arrivare da una parte e dall'altra: McKennie da un lato e Cristante dall'altro cercano di impensierire i portieri avversari con due colpi di testa che finiscono larghi, prima dello straordinario gol di Wesley che a una manciata di minuti dal termine della prima frazione di gioco sblocca in maniera decisiva il match, mandando il pubblico in estasi.

Al rientro dagli spogliatoi, è prevedibile una reazione netta della Juventus, e infatti il gol del pareggio non tarda ad arrivare, con Conceiçao che trafigge Svilar rimettendo la partita sul binario di partenza. La partita però - a differenza di quanto siamo abituati a vedere nel campionato nostrano - non diventa soporifera andando verso uno scontato e noioso pareggio (che arriverà comunque, ma in maniera spettacolare), e la Roma trova nuovamente il vantaggio dopo pochi minuti, con N'Dicka che riporta avanti i suoi su azione conseguente da calcio d'angolo. Trova a quel punto comodità negli scontri uno cono contro uno a tutto campo la squadra giallorossa, che aspetta la Juventus nella propria metà campo per poi trafiggerla nuovamente in contropiede con il sesto gol in campionato di Malen.

Roma Juventus

Gasperini ha trovato il suo bomber: dopo mesi in cui le critiche di Gasperini ai suoi precedenti numeri nove potevano sembrare eccessive e senza particolare fondamento, va dato atto che la ricerca di un attaccante moderno, adatto al gioco dell'allenatore ex Atalanta ha portato i suoi frutti. L'olandese trova in Bremer un avversario ostico con cui fare a spallate per tutto il match, ma non molla mai di un centimetro, protegge palla e fa salire la squadra ogni volta che può, e approfitta di una delle pochissime disattenzioni del difensore bianconero per mettere ancora una volta un timbro indelebile sulla partita e forse sulla stagione della Roma.

Quello che deve far spavento, per Spalletti e i suoi, è la quantità di gol subiti:
considerando tutte le competizioni, sono venti reti prese nelle ultime sette partite, una media spaventosa per una squadra che punta ai vertici del campionato e ad essere competitiva in Europa. Quello che invece deve rincuorare è il cuore di questa squadra - già mostrato nell'impossibile rimonta di Mercoledì - che non molla fino alla fine, accorcia le distanze, e trova all'ultimo minuto di recupero, con Gatti, il gol che mantiene le distanze invariate dagli uomini di Gasperini, che avranno molto di cui parlare e confrontarsi per aver sprecato l'ennesima occasione di portare a casa tre punti in uno scontro diretto. A prescindere da ogni cosa, si può asserire che - per una volta - la partita di stasera sia stato un valido spot per il calcio italiano.

  • Danilo Cappella, classe 1988, tifoso del Napoli da prima di nascere.
    Calcio e scrittura le mie passioni più grandi, ma anche cinema e musica.

    Dopo Diego, ho creduto in una sola divinità, aveva la cresta e il 17 sulla schiena.

    Autore di un libro sulla passione di un tifoso partenopeo, a chi mi chiede quando mi passerà questa malattia, rispondo come farebbe Nick Hornby: "noi non supereremo mai questa fase".

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