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Malen Roma
, 27 Febbraio 2026

Donyell Malen, gol con vista Champions


Le reti e le giocate di Malen stanno ridisegnando la squadra allenata da Gasperini.

In attesa della sfida contro la Juventus – fondamentale in ottica 4° posto – la Roma di Gian Piero Gasperini continua a godersi l’ottimo momento di forma di Donyell Malen. Il centravanti neerlandese, arrivato a gennaio dall’Aston Villa, è rimasto a secco nell’ultima giornata contro la Cremonese ma ha già messo a referto ben 5 gol in 6 partite di campionato, più di quelli realizzati in coppia da Dovbyk e Ferguson in tutto il girone di andata.

Malen è un attaccante che è stato prima fortemente voluto dall’allenatore giallorosso, poi continuamente coccolato ed elogiato. E i gol non sono l’unica ragione per la quale Gasperini, di solito sempre abbastanza avaro di complimenti ai propri giocatori, sembra trattare con i guanti di velluto il 27enne nativo di Wieringen.

Non solo pare che il tecnico di Grugliasco abbia spinto in prima persona per avere Malen, ma è stato sempre lui a mettere le cose in chiaro fin da subito dicendo che l'oranje era stato preso per fare il centravanti e non l’esterno sinistro, preannunciando che il suo arrivo avrebbe escluso quello di Zirkzee. D’altronde, parole di Gasp, “agli Europei nei Paesi Bassi giocava Malen e non Zirkzee”, e la partita vinta dalla Roma contro la Cremonese per 3-0 ha messo in mostra ancora una volta le qualità dell'ex Aston Villa nonostante gli sia mancato il gol.

Anche contro i grigiorossi – così come nelle due precedenti contro Cagliari e Napoli – Malen è stato il giocatore della Roma ad aver effettuato più tiri, questa volta 5. Il neerlandese ha offerto al gioco di Gasperini ciò che più di tutti era mancato durante il girone di andata: la capacità di calciare verso la porta con continuità e l’abilità di saperlo fare anche in condizioni non ottimali. Infatti, dei 5 tiri tentati contro la squadra di Nicola, solo uno è finito in porta, mentre tre sono stati respinti dai difensori e uno è finito fuori. Eppure, nonostante i suoi tiri non abbiano impensierito più di troppo Audero, il peso di Malen si è sentito anche nella domenica sera dell'Olimpico.

Sono proprio la sua rapidità e facilità di calcio, infatti, ad aver svoltato i numeri offensivi della Roma, che prima del suo arrivo viaggiava su una media di 1.2 gol a partita e che con Malen invece viaggia sulla media dell’1.7. L'ex BVB costringe gli avversari ad una marcatura più rigida ma al tempo stesso diversa rispetto a quella che veniva riservata ai suoi predecessori. Nonostante, infatti, dei numeri buonissimi anche nella gestione della palla (ad esempio, con la Cremonese ha realizzato il 75% dei passaggi offensivi tentati), Malen sembra preferire la ricerca della profondità piuttosto che ricevere il pallone addosso spalle alla porta come invece prediligono Dovbyk e soprattutto Ferguson.

Di conseguenza, chi si trovava a marcare questi ultimi veniva chiamato ad un compito di norma più semplice – considerando anche la buona fisicità media dei difensori della Serie A e, soprattutto, la linea spesso molto bassa delle difese del nostro campionato – rispetto a chi, invece, si trova ora a fronteggiare gli scatti in avanti del neerlandese.

Oltre a ciò, Malen si sta dimostrando bravissimo nel dettare il passaggio ai compagni. Il suo attacco alla profondità non è quasi mai solo finalizzato a destabilizzare le difese avversarie bensì serve come traccia di passaggio per i compagni. E non è un caso che tutti i suoi gol in questo inizio di avventura con la Roma – eccezion fatta per il rigore tirato in modo glaciale a Napoli – siano arrivati così: contro il Torino si smarca dettando il passaggio a Dybala e con un movimento di intelligenza simile segnerà poi anche contro il Cagliari su imbucata di Mancini.

Sempre contro Napoli e Cagliari – due doppiette consecutive: l’ultimo giocatore della Roma a riuscirci fu Mkhitaryan nel novembre 2020 – altri due gol sono arrivati attaccando la profondità sul filo del fuorigioco e "chiamando" il passaggio ai compagni, qualcosa su cui Gasperini non aveva potuto per nulla fare affidamento nei mesi precedenti all’arrivo del prodotto dei settori giovanili di Ajax, Arsenal e PSV.

Il fatto che marcare Malen e impedire che vada al tiro sia più complesso fa sì che le avversarie della Roma debbano impiegare più risorse, non potendo più ricorrere ad un solo uomo in marcatura sul centravanti statico, Dovbyk o Ferguson che fosse. Questo comporta che i movimenti di Donyell creino spazi non solo per sé stesso ma anche per i compagni.

E infatti, da quando Malen è sbarcato in Italia, la Roma non solo segna di più ma, in generale, crea una maggiore mole di occasioni da rete. Il problema degli uomini di Gasperini fino a dicembre, infatti, ancora prima che un problema di gol era un problema di numero di occasioni create. Dopo la doppia sconfitta contro Napoli e Cagliari, la Roma figurava come decimo attacco del campionato ma era solo nona per xG creati. Nel girone di ritorno, contro gli stessi avversari, sono arrivati quattro gol anziché zero, tutti segnati proprio da Malen.

Anche nella brutta sconfitta contro l’Udinese e nel pari interno contro il Milan il centravanti di proprietà dei Villans è stato sempre il migliore per numero di tiri effettuati nei 90'. Un dato che forse non è così straordinario per un centravanti ma che è inusuale per un centravanti della Roma, dato che spesso e volentieri negli ultimi anni abbiamo visto transitare nella capitale degli attaccanti stranamente poco inclini alla conclusione verso la porta avversaria.

Infatti, uno dei problemi realizzativi della Roma di Gasperini – ma anche delle Rome degli anni passati – sembra essere la scarsa propensione dei suoi attaccanti a calciare in porta anche quando si trovano in situazioni per loro non congeniali.

Prendiamo ad esempio Soulé e Koné, due dei migliori giocatori di questa stagione dei giallorossi. Il primo – nonostante i sette gol messi a referto fino a ora che lo collocano come capocannoniere della squadra – rinuncia spesso al tiro se non ha il pallone nella sua zolla preferita, ovvero quando può calciare con l’interno collo del piede sinistro. Il centrocampista francese, invece, non riesce ad abbinare all’enorme quantitativo di palloni recuperati l'abilità nel calciare in porta, come sottolineato dallo stesso tecnico piemontese al termine dell’ultima sfida.

Malen, invece, sembra dotato di quel sano egoismo che spesso fa le fortune degli attaccanti. Proprio nella partita contro la Cremonese a volte ha dato l’impressione di cercare anche troppo la conclusione verso la porta, quasi ad ingaggiare un duello personale con il gol. Ma paradossalmente è qualcosa che alla Roma degli ultimi mesi serviva come il pane, sia per aumentare il numero di occasioni, sia per creare anche un senso di pericolo negli avversari, qualcosa che era sembrato totalmente assente, ad esempio, nelle sconfitte contro Napoli, Juventus e Atalanta.

Tutte partite in cui pareva che gli avversari accettassero con serenità di attendere la Roma nella propria trequarti, consapevoli delle difficoltà che avrebbe incontrato a quel punto la squadra di Gasperini nel creare occasioni pericolose. Contro il Milan ed il Napoli, invece, i giallorossi hanno trovato i primi punti stagionali nei big match, i primi gol stagionali negli scontri diretti e, proprio grazie a Malen – in entrambe le sfide il più pericoloso fra tutti i giocatori in campo – avrebbero probabilmente meritato anche qualcosa in più di due pareggi.

Ora la Roma sfiderà la Juventus di Spalletti, in quella che per i giallorossi è una ghiottissima occasione di mettere ben 7 punti di distacco fra sé e i bianconeri. Proprio la Juventus, nel 2020, aveva cercato un giovanissimo Malen, all’epoca ancora al PSV Eindhoven, per rinforzare il proprio reparto offensivo.

Cinque anni dopo, durante la sessione invernale di calciomercato, i bianconeri sono tornati sul giocatore per tentare di risolvere – guarda caso anche loro come la Roma – il problema centravanti visto il grave infortunio di Vlahovic e i problemi di ambientamento di David e Openda. La Roma, però, si era mossa per tempo per regalare a Gasperini il centravanti chiesto a gran voce durante tutto il girone di andata, ed è riuscita a beffare sul tempo sia i bianconeri che il Napoli.

I giallorossi hanno ingaggiato un giocatore che, tra l'altro, dopo quel primo interessamento della Juve ha avuto modo di fare esperienze importanti in Germania prima e in Inghilterra poi, arrivando nella capitale con un bagaglio molto completo sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello della capacità di stare in campo in modo intelligente e legare con i compagni.

Malen è arrivato a Roma in prestito con diritto di riscatto che diventa obbligo al ricorrere di alcune condizioni, prima fra tutte la qualificazione alla prossima Champions League. E chissà che questa domenica il centravanti neerlandese non contribuisca a mettere un altro mattoncino per questo obiettivo così importante sia per il futuro della Roma che per il suo.

  • Valerio Fontana è nato nel 1998 a Roma, divoratore di partite di Calcio e di Tennis, fa lo stesso con i relativi articoli.

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