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Inghilterra Irlanda 6 nazioni
, 23 Febbraio 2026

Sei Nazioni 2026, 3° giornata, Considerazioni sparse


Sorpresa Irlanda a Twickenham, brivido Scozia in Galles e certezza Francia contro un’Italia coraggiosa: la sintesi dell'ultimo turno del Sei Nazioni.

Sorprese ed emozioni nel terzo turno del Sei Nazioni di Rugby. Un torneo che vede la Francia saldamente in testa e una lotta per niente scontata per il secondo posto. Al momento, però, nessuna squadra sembra essere all’altezza dei francesi, miglior squadra dell’emisfero boreale e probabilmente, in questo momento, seconda solo al Sudafrica nel mondo.

Il risultato del weekend è sicuramente la vittoria irlandese a Twickenham. La squadra di Farrell domina la partita dall’inizio alla fine, non lasciando scampo a un’Inghilterra troppo brutta per essere vera, soprattutto nel primo tempo. Una vittoria che rilancia l’Irlanda nella corsa al titolo, anche se la sconfitta all’esordio con la Francia costringe i Verdi a sperare in un passo falso dei Galletti; seconda sconfitta consecutiva, invece, per l’Inghilterra che rischia di essere la vera delusa da questo torneo.

Il secondo match del sabato regala emozioni e sorprese ma non nel risultato finale. Si allunga infatti a 4 la striscia di vittorie scozzesi contro il Galles nel Sei Nazioni. Al Principality Stadium di Cardiff i Dragoni ritrovano l'orgoglio e la tenacia ma non la vittoria, soccombendo nel finale alla rimonta scozzese guidata da Finn Russell. Una partita che ha vissuto di fiammate, dettate soprattutto da errori grossolani commessi da entrambe le squadre: paradossalmente ha vinto la squadra che ha sbagliato di più ma che poteva contare su una qualità superiore e soprattutto ha limitato gli errori negli ultimi 20’ di partita.

Cambia lo stadio ma non cambia il risultato in terra francese: a Lille la Francia supera l’Italia al termine di una partita che ha mostrato il perché i francesi siano una delle migliori squadre al mondo. L’Italrugby gioca una partita coraggiosa, rimanendo aggrappata al risultato fino al 70’, quando il cartellino giallo di Lynagh segna la fine della stoica resistenza azzurra e la Francia prende il largo;

Un’Irlanda sontuosa travolge l’Inghilterra a Twickenham, facendo suonare un campanello d’allarme per la formazione della Rosa. I ragazzi di Farrell giocano una partita praticamente perfetta, come testimonia il risultato finale, 21-42, con i padroni di casa doppiati nel punteggio ma soprattutto nel gioco e nella prestazione. Gli uomini di Borthwick sono a tratti irriconoscibili, poco efficaci nei punti di incontro (ben 12 turnover a favore degli irlandesi, grazie anche a un pressoché perfetto Beirne) e in difficoltà in quasi tutte le fasi di gioco.

Dall’altro lato, i Verdi giocano con intensità, coraggio e caparbietà, mantenendo il controllo della gara dal primo all’ultimo minuto. L’MVP è Gibson-Park che gioca una partita alla Dupont: sempre nel vivo dell’azione, capace di rifinire o finalizzare a seconda della situazione, capace di dare ritmo e intensità a tutta la squadra.

Il primo tempo è un assolo dell'Irlanda, con l’Inghilterra che dopo mezz’ora si trova sotto per 22-0. Neanche la meta a primo tempo praticamente concluso riesce a galvanizzare i padroni di casa: il secondo tempo si apre seguendo lo spartito della prima frazione, con gli irlandesi a dominare il gioco. Saranno 5 le mete finali per la squadra di Farrell, che si aggiudica così anche il punto di bonus offensivo. Detto di Gibson-Park, tutta la squadra gioca una partita quasi perfetta: Baloucoune è imprendibile all’ala, Crawley è chirurgico ai piazzati, la linea degli avanti sempre in pressione.

L’unica nota da registrare continua a essere la mischia che, come contro l’Italia, soffre per tutta la partita e viene spesso sovrastata. Lato inglese, giornata amara per il capitano Mato Itoje, oggi alla 100 presenza in Nazionale, che nel finale assiste dalla panchina alla debacle della sua squadra. All’Inghilterra non resta che leccarsi le ferite e provare a sfruttare la settimana di pausa per rimettere le cose in ordine in vista della trasferta in Italia;

Non bastano 60’ di alto livello al Galles per ritrovare una vittoria nel torneo che manca dal 2023. A Cardiff i Dragoni giocano una partita attenta, ordinata e disciplinata, che per oltre un’ora è più che sufficiente per tenere sotto una Scozia a tratti frustrante per la sua indolenza e superficialità. Poi, i cambi dalla panchina, la sveglia suonata da Russell, la maggiore qualità tecnica, fanno la differenza per gli Highlanders che ribaltano il risultato fino al 23-26 finale. Una partita che, grazie anche agli errori commessi, è risultata divertente e imprevedibile per tifosi e spettatori, ma che sicuramente non ha fatto felici i due allenatori.

Per Tandy, in realtà, si tratta di un punto di ripartenza su cui provare a costruire un futuro un po’ più luminoso e speranzoso. Per un’ora i suoi ragazzi giocano un’ottima partita, specialmente nel primo tempo dove mettono sotto la Scozia in ogni fondamentale. Sicuramente, dopo aver chiuso la prima frazione in vantaggio per 17-5 e aver aperto il secondo tempo con un piazzato di Costelow, la speranza era quella di un finale diverso.

Nonostante la sconfitta, però, le risposte della squadra, chiamata anche a una prova di orgoglio davanti al proprio pubblico, sono state positive. Il Galles trova comunque il primo punto del suo torneo grazie al bonus difensivo: una magra consolazione ma pur sempre meglio del segno zero nella classifica generale. 

La differenza l’ha fatta soprattutto la panchina: gli ingressi per la Scozia di Graham e Horne hanno dato agli uomini di Townsend la scossa che serviva per ribaltare il risultato. Di fatto, la Scozia esce da Cardiff con il miglior bottino possibile: vittoria e punto di bonus offensivo, un esito tutt’altro che scontato dopo la prima frazione di gioco.

Rimane sempre da chiedersi come sia possibile che una nazionale capace di battere meritatamente l’Inghilterra, si ritrovi poi a fornire prestazioni opache come quella di sabato: il salto di qualità che serve per tornare a essere dei seri candidati al titolo risiede proprio nella risposta a questa domanda. Il compito, non facile, di Townsend e del suo team sarà proprio quello di trovare la soluzione a questo dilemma;

Nessuna sorpresa a Lille dove la nazionale di Galthié si impone sull’Italrugby con il risultato di 33-8. Un finale forse troppo pesante per l'Italia, che è rimasta aggrappata al risultato fino a 10' minuti dalla fine, difendendo con ordine e attaccando coraggio ma peccando di precisione nei momenti decisivi.
Il primo tempo si potrebbe riassumere con questa statistica: l’Italia entra nei 22 francesi 10 volte ma porta a casa una sola meta; la Francia, invece, concretizza la metà dei suoi ingressi, segnando 3 mete su 6 ingressi oltre la linea dei 22. I Galletti si dimostrano cinici e perfetti quando serve, grazie a una qualità tecnica che in questo momento non ha eguali in Europa.

Francia Italia Sei Nazioni

L’Italia ci prova, rimane in partita con coraggio e volontà ma pecca sbaglia sempre l’ultima scelta, l’ultimo passaggio, l’ultimo metro. Il risultato all’intervallo è di 19-8, con l’Italia a contatto ma la Francia in controllo e con l’impressione di poter aumentare il divario accelerando giri del motore a comando. Il secondo tempo è in realtà molto equilibrato, con le due squadre che faticano a trovare gli spazi, complice una difesa ottima da parte di entrambe. Come nel primo tempo, sono i dettagli a fare la differenza ed è sempre la Francia a sbagliare meno. 

La quarta meta, quella del punto bonus, arriva al 72’ con l’esordiente Drean su invenzione di Romos quando, già in 14 per l’ammonizione di Lynagh, l’Italia si trovava in 13 per l’infortunio di Capuozzo e la mancata sostituzione. Un episodio che ha fatto infuriare il CT italiano e che di fatto ha messo fine alla contesa. Il risultato viene poi arrotondato dalla meta di Gailleton.

Cosa ha funzionato e cosa no per l’Italia di Quesada? La mischia si è confermata di altissimo livello e, al netto di un paio di chiamate arbitrali quantomeno dubbie, ha sempre retto il confronto uscendo spesso vincitrice. Poco precisa, invece, la touche, dove tra intercetti e lanci sbagliati, gli errori italiani sono stati diversi e sono costati punti (sia subiti che mancati).

Si arriva così al weekend di pausa che servirà a recuperare energie fisiche e mentali per prepararsi al rush finale delle ultime due giornate. Il primo weekend di marzo potrebbe essere quello decisivo per l’assegnazione del titolo. 

Nella serata di venerdì, a Dublino arriverà il fanalino di coda Galles: una partita sulla carta scontata ma la prova d’orgoglio dei Dragoni nell’ultima sfida potrebbe permettere alla squadra di Tandy di mettere in difficoltà gli uomini di Farrell. I Verdi, dopo la brutta sconfitta dell’esordio, si sono ripresi alla grande e saranno reduci dalla meravigliosa vittoria di Twickenham. L’Irlanda, vincendo con bonus, potrebbe provare a mettere pressione alla Francia, attesa dal match point contro la Scozia.

Il match di Murrayfield, infatti, potrebbe decretare il bis francese oppure rimandare tutti i verdetti dell'ultima giornata. La Scozia deve vincere per raggiungere la Francia e poi, in base a bonus offensivi e difensivi ottenuti dalle due squadre, eventualmente superarla. Un’impresa che al momento sembra impossibile, specie avendo negli occhi l’opaca prestazione offerta dagli Highlanders al Principality Stadium di Cardiff, ma che assume quei contorni di esaltazione e follia che la Scozia ha dimostrato di poter concretizzare. La Francia, da parte sua, vorrà chiudere il discorso il prima possibile per festeggiare poi il trionfo all’ultima giornata contro gli storici rivali inglesi.

Chiuderà la giornata il match dell’Olimpico, con l’Italia che accoglie a Roma l’Inghilterra. Gli Inglesi sono una delle due squadre che gli azzurri non sono mai riusciti a battere ma mai come in questo momento il risultato sembra in bilico. La squadra di Quesada ha dimostrato di potersela giocare alla pari quasi con tutti e, se recupererà qualche indisponibile (Brex su tutti), potrebbe mettere in difficoltà gli uomini di Borthwick. Un fattore importante saranno le motivazioni: l’Italia gioca per l’impresa davanti al suo pubblico mentre l’Inghilterra, a meno di risultati clamorosi nel match di Murrayfield, praticamente fuori dai giochi in un torneo che nelle previsioni la vedeva come principale antagonista della Francia.

  • Nato (e tornato) a Rimini, filosofo per vocazione e marketer per esigenze materialistiche. Amante delle storie, che siano su un campo da gioco, su uno schermo o in cuffia. Vive la vita un podcast di Barbero alla volta.

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