
Fiorentina-Pisa 1-0, Considerazioni Sparse
Per la prima volta in stagione la Fiorentina mette a segno due vittorie consecutive. Pisa a un passo dalla B.
La Fiorentina coglie la seconda vittoria consecutiva in campionato (la terza in totale, contando l'andata dei playoff di Conference), e per la prima volta aggancia in maniera sostanziale il treno salvezza, complici lo stop del Lecce e l'ennesima sconfitta di una Cremonese in profonda crisi. Lo fa con una prestazione minimale, di pura gestione dopo un vantaggio fortunoso, senza scuotersi di dosso le ansie che ne contraddistinguono la stagione, manifestatesi soprattutto in un finale carico di tensione e paure.
La carambola che favorisce Kean (3° gol nelle ultime 3) per il gol dell'1-0 pare una mazzata arrivata troppo presto per un Pisa già di per sé poco convinto di questa partita. Sarà l'orario, la situazione di classifica, il freddo, ma il primo tempo della gara scorre placido e senza scossoni, coi nerazzurri in svantaggio che faticano ad abbozzare qualsiasi idea offensiva, e i viola quasi crogiolarsi nella propria superiorità tecnica sui ritmi bassi. La squadra di Hijlemark non si fa mai vedere dalle parti di De Gea nella prima frazione (l'unico tiro è di Loyola da distanza siderale); la Fiorentina placida muove il pallone per un possesso prettamente di consolidamento, senza rischi né troppe ambizioni. E, nonostante questo, sono sempre i viola a sfiorare il raddoppio con Kean (colpo di testa alto da ottima posizione).
E tuttavia, a memoria di quanto possano essere potenzialmente ansiogene e schizofreniche le partite in zona salvezza a questo punto della stagione, il Pisa ha da recriminare (in primis verso sé stesso) l'aver regalato completamente un tempo, ed essersi reso conto con troppo ritardo che un derby così sentito, e atteso, c'era modo di onorarlo in qualche maniera. Nella ripresa la partita in qualche modo si scioglie, le squadre in campo si dilatano, i ritmi si alzano e iniziano alcuni ribaltamenti di fronte; gli ospiti pur a fatica provano ad affacciarsi in avanti dopo i primi 45' passati ad aver paura del pallone come se scottasse. Riduttivo dire che il merito sia dei cambi di Hijlemark all'intervallo (fuori uno Stojilković annullato da Pongracic e Iling Jr, dentro Meister e Aebischer), quanto piuttosto di una, magari piccola, scossa mentale ricevuta dalla squadra. Troppo poco, troppo tardi, per una formazione che probabilmente si sente già in Serie B.
Anche nella ripresa il Pisa non ha una produzione offensiva superiore a quella della Fiorentina (anzi), ma la partita comunque cambia sapore rispetto alla prima metà: da gara in controllo per i Viola diventa una gara che potrebbe sfuggire di mano con un niente. Tutto è ben rappresentato, più di quanto ogni parola possa fare, dal gol divorato in pieno recupero da Fazzini, e sul ribaltamento di fronte dalla clamorosa libertà concessa a pochi metri dalla porta a Canestrelli, il cui pallone finisce direttamente nel cantiere della Fiesole. E qui ci sono le difficoltà quasi ancestrali di una Fiorentina troppo forte per essere in lotta salvezza, e per questo particolarmente inadatta a questo ruolo attoriale finitole addosso nella Serie A 25/26. Alla fine, la vittoria arriva comunque, e non può che essere un'iniezione di fiducia importante per una squadra che, ancora, ne è tremendamente a corto.
Se il Pisa ormai pare aver staccato il biglietto di ritorno in cadetteria, la Fiorentina seppur con tutte le fatiche citate può tirare fuori la testa dall'acqua, e prendersi punti che sono puro ossigeno. Ora la classifica mette ben 5 squadre in 3 punti, a cavallo tra il 14° e il 18° posto, con anche il Torino ripiombato nel buco nero, nonostante il pari in rimonta di poche settimane fa proprio contro la Fiorentina. Alla fine, sui viola rimane la solita sensazione: hanno tutti i mezzi del mondo per salvarsi, ma devono sconfiggere ancora il loro rivale più grande. Ovvero, la Fiorentina stessa.
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