
Lecce-Inter 0-2, Considerazioni Sparse
L'Inter batte il Lecce grazie ai calci d'angolo al termine di una partita tirata: in rete Mkhitaryan e Akanji.
Questo Lecce-Inter era importante per entrambe le squadre. I nerazzurri erano chiamati a rispondere alla pessima prestazione offerta in terra norvegese al cospetto del Bodø/Glimt; i giallorossi, dal canto loro, approcciavano l'incontro consapevoli di aver guadagnato sei preziosissimi punti nelle ultime due giornate e che la partita contro l'Inter, nonostante i favori del pronostico pendessero proprio verso i meneghini, poteva dar seguito all'incoraggiante stato di forma. Ebbene, la capolista vince per 0-2 al termine di una partita difficile, non scontata, grazie ad un arma che molto spesso ha tolto le castagne dal fuoco all'Inter, nel corso della stagione corrente: i calci d'angolo.
Nel corso del primo tempo i nerazzurri arrivano con costanza dalle parti di Falcone, senza riuscire però a sbloccare il match. In un Via Del Mare presente, astioso nei confronti degli ospiti, la squadra di Chivu mantiene il possesso del pallone per larghi tratti di gara, cercando di attirare il Lecce nella propria metà campo, ma l'imprecisione al tiro e nella ricerca dell'ultimo passaggio han fatto sì che l'estremo difensore dei giallorossi rientrasse negli spogliatoi, tutto sommato, senza dover fare gli straordinari per mantenere il risultato di parità. Ad andare al tiro sono spesso le due punte, Pio Esposito e Thuram, ma se il primo ha tentato di concludere in maniera spesso goffa, sporca, il francese è parso arrivare nell'ultimo terzo di campo con la sufficienza che in molti gli rimproverano - emblematica l'azione sciupata al minuto 24, seppur in fuorigioco - nonostante una prestazione sufficiente nel suo complesso. Il Lecce, dal canto suo, prova a far male ai nerazzurri, sospinto dal proprio pubblico, ma tutto ciò che riesce a ricavare dalla prima frazione di gioco è il tiro sbilenco e fuori misura di Ramadani.
Il tema degli attaccanti è delicato, in casa Inter. È fresca la notizia dell'infortunio rimediato da Lautaro Martinez - che resterà ai box per circa un mese, saltando il ritorno con il Bodø e il derby con il Milan - ed è questo il momento in cui i suoi compagni di reparto hanno l'occasione per brillare di luce propria. Thuram su tutti, seppur l'opinione pubblica (in particolar modo, quella interista) sia spesso troppo critica nei suoi confronti, è chiamato a trascinare la squadra e a farsi sentire in zona goal. Verosimilmente sarà lui il titolare, insieme a Pio Esposito, che nel corso delle recenti uscite si è reso particolarmente prezioso. Diverso il caso di Bonny, che avrà finalmente l'occasione per tornare a giocare con maggior continuità: ultimamente le ottime prestazioni dell'ex Spezia lo hanno un po' oscurato, togliendogli minutaggio, ma con l'argentino infortunato Chivu gli darà senz'altro spazio.
Anche contro il Lecce, analizzando proprio le punte, Esposito si è sempre reso utile per far salire la squadra, prendendo molti falli, mentre Thuram ha partecipato spesso alla manovra. I due attaccanti, però, non hanno lasciato il segno e l'Inter ha faticato enormemente a sbloccare il risultato: nel corso del secondo tempo è forse sorto un po' di nervosismo, le squadre si sono allungate e la partita stava prendendo dei binari pericolosi per la squadra di Chivu e, invece, interessanti per il Lecce. Proprio i salentini, però, non hanno mai realmente impegnato Sommer: le possibilità per far male ai nerazzurri non erano così remote, e la sterilità offensiva della squadra di Di Francesco - che rimane la squadra con il peggior attacco in Serie A, con 17 gol all'attivo - è venuta a galla anche in quest'occasione.

Come anticipato, a deciderla sono stati i calci piazzati di Dimarco. L'esterno ha timbrato, contro il Lecce, il suo tredicesimo assist in campionato e l'ottavo nelle ultime cinque uscite, confermando come l'Inter dipenda molto dai suoi spunti in questo momento della stagione. A consegnare i tre punti a Chivu sono dunque Mkhitaryan e Akanji, proprio su sviluppi di corner. La prestazione non è stata formidabile, ma l'importante, in casa nerazzurra, era vincere, mettere pressione al Milan e cercare nuova linfa in vista del tutt'altro che scontato ritorno di Champions League con il Bodø. Infine, lato Lecce, la sconfitta era un risultato che ci si poteva aspettare, ma il tempo per leccarsi le ferite è poco: la squadra di Di Francesco dovrà affrontare, nelle prossime giornate, Como, Cremonese (in un match-salvezza che può spostare molto), Napoli, Roma e Atalanta: un calendario piuttosto ostico che molto dirà sulle sorti dei salentini.
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