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Conference stadi
, 17 Febbraio 2026

I peggiori stadi della Conference League


È davvero difficile giocare a calcio in certi posti d'Europa.

La Conference League è qualcosa di molto strano, difficile da descrivere e spiegare. È la più giovane tra le competizioni europee e, a dirla tutta, non sembra un esperimento ben riuscito se ci limitiamo a considerare il livello calcistico espresso. Mentre è in corso la 5a edizione, è evidente che il problema principale sia la grande differenza di livello tra le classificate dai top campionati europei e le migliori formazioni delle nazioni con meno tradizione. Può capitare un anno in cui una Fiorentina perde con il Losanna, nona forza del campionato svizzero, ma anche una stagione in cui il Chelsea domina la League Phase senza usare i suoi giocatori migliori.

Da quando la scorsa stagione le competizioni europee si sono allargate a 36 squadre, la Conference League è diventata però ancora più esotica. Nel 2025/26 possiamo trovare club che arrivano dall'Armenia, Islanda, Kosovo, Malta e Gibilterra. Questo significa – chi segue le partite lo sa bene – una marea di stadi incredibili.

Premessa importante: mancano dei pezzi da 90 in questa classifica. Purtroppo non c’è il Tolka Park dello Shelbourne Rovers, costretto a giocare al Tallaght per motivi di criteri UEFA, privandoci del piacere di ammirare la mini gradinata che non copre tutto il lato corto del campo. Non c’è il Victor Tedesco Stadium, perché l’Hamrun Spartans è stato costretto a giocare al ben più capiente Ta’ Qali di La Valletta (17 mila contro 6 mila posti). Non c'è quello che è sopravvissuto dell'Artemio Franchi di Firenze – metterlo in copertina era però troppo invitante: una honorable mention per quelle gru dietro la porta è inevitabile.

Stadion Celje

Lo stadio in cui giocano gli sloveni del Celje è relativamente piccolo (13 mila posti) ma molto moderno. Inaugurato nel 2003, è anche utilizzato per le partite della nazionale slovena. A renderlo adatto in questa classifica è l'impatto visivo del settore ospiti rispetto al campo: situato lungo uno dei lati corti, è leggermente rialzato; non si riesce a capire se sia effettivamente stato costruito su una collinetta – dato che è circondato da erba – o se si tratti di una soluzione stilistica dell'architetto. Lo sfondo che vediamo dietro al settore fa propendere per la prima opzione.

Fadil Vokrri Stadium

Siamo a Pristina, capitale del Kosovo. Uno stadio inaugurato negli anni '50 e che dal 2018 è intitolato a Fadil Vokrri, un'istituzione del calcio nazionale. La cosa particolare è la struttura, davvero simile a un velodromo, con curve e tribune basse e senza soluzione di continuità. L'unica eccezione è la tribuna centrale, molto alta e imponente, che sembra quasi un errore del sistema.

Quasi certamente si tratta invece di una conseguenza delle ultime ristrutturazioni, che lo hanno portato a 13 mila posti e a poter ospitare partite della nazionale kosovara. È lo stadio che ospita il Drita per le partite europee. La squadre giocherebbe infatti al Gjilan City Stadium, ma per la competizione ha dovuto spostarsi nella capitale.

Stadio Rujevica

Lo stadio che ospita le partite del Rijeka è piccolo (8mila posti), ma modernissimo. La sua data di inaugurazione nel 2015 lo rende uno degli impianti più nuovi della competizione. La cosa notevole è il settore ospiti, collocato in una gabbia lungo un lato corto del campo. Online circolano molti video, che lo descrivono come una delle away section più incredibili che si possono trovare in Europa. Oltre ad essere circondato da una costruzione in metallo e plexiglass, è incredibilmente basso e stretto (4 file di seggiolini!).

Andruv Stadion

La Cechia non è davvero una meta così esotica se la parametriamo alla cultura ed estetica calcistica europea. Lo stadio del Sigma Olomuc però è tutt’altro che banale. L’Andruv Stadion è uno degli impianti più piccoli della competizione – 12 mila posti la capienza. Il motivo principale per cui lo troviamo in questa classifica è la sua gradinata a forma ellittica. Non una curva, il cui profilo è tondeggiante e avvolgente, ma una gradinata che culmina con un arco.

Scelta architettonica curiosa, che renderebbe difficile un’eventuale copertura per i tifosi presenti, ma che non passa inosservata: una citazione all'ex Picco di La Spezia?

Europa Point Stadium

Anche il Lincoln Red Imps non può giocare davvero in casa nelle partite del giovedì sera. Il Victoria Stadium da 5 mila posti, con un’incredibile roccia che lo sovrasta, non è sufficiente per i requisiti UEFA. Si gioca quindi all’Europa Point Stadium, principale impianto di Gibilterra. Modernissimo, sorge a un passo dal mare. Un lato corto è coperto da una struttura indefinibile: una sorta di skybox a vetrate sull’angolo e una gradinata piccolissima con una sorta di parete a led e pannelli. In mezzo, uno scorcio di mare.

Tammelan Stadion

Anche il KuPS Kuopio non può giocare nella sua vera casa, tra le mura amiche della Magnum Areena (poco più di 2 mila posti). L’alternativa però è all’altezza: il Tammelan di Tampere è in pieno centro residenziale, forma quadrata, spalti vicino al campo. Sembrerebbe quasi uno stadio inglese, sembrerebbe. L’impianto è moderno, ma ai nostri occhi mediterraneocentrici non possono passare inosservate quelle gradinate, bassissime rispetto alle tribune laterali. Per nascondere questa sproporzione, il progettista ha scelto una copertura ondulata. Anche l’aspetto dall'esterno è pazzesco. Conference in purezza.

Laugardalsvollur

Ha ospitato le partite casalinghe in campo internazionale del Breidablik, nonostante lo stadio di casa sarebbe il Kopavogsvullur di Kopavogur. Impianto da 5mila posti nella capitale islandese Reykjavik, che sembra ancora più piccolo a causa della larga pista di atletica. Non si tratta, come spesso accade in Italia, di un retaggio di stadi polifunzionali, in cui delle corsie di tartan consumato allontanano gli spalti dal campo, ma di un campo ancora usato per le gare di atletica. La principale caratteristica del Laugardalsvollur è di avere gli spalti solo lungo i lati lunghi del rettangolo di gioco. Dietro le porte vediamo solo il tappetone per il salto in alto e il nulla dietro, oppure due costruzioni in cemento.

Un consiglio: cercate delle foto del Laugardalsvollur innevato, veramente incantevole.

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Stadion Pod Bijelim Brijegom

Lo stadio di casa del Zrinjski Mostar sembra un impianto in costruzione. Da un lato una tribuna molto ampia e moderna, dagli altri quasi nulla: alberi secchi e impalcature. Visivamente ha un impatto pazzesco: sembra paradossale che abbia una capienza di 9mila posti. La sua storia si incrocia con quella della città durante la guerra dei croati contro la popolazione bosniaca musulmana. Prima che la città fosse divisa e la parte in cui sorge l’impianto – costruito negli anni '50 – ricadesse in quella assegnata alla popolazione di etnica croata, ci giocava il Velez Mostar. Successivamente fu assegnato allo Zrinjski.

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Abovyan City Stadium

Lo stadio del Noah è il più piccolo ad aver ospitato partite del torneo nel 2025/26: circa 3mila posti. Uno stadio che é difficile vedere anche in Serie D italiana come composizione: una tribuna piccola, un settore dal lato opposto ancora più piccolo e basta. Dai lati corti non c’è nulla, solo la periferia di una città armena.

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  • Nato e cresciuto in provincia di Genova. Faccio i video. Mi piace guardare le partite di calcio, ma di più quello che succede sugli spalti.

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