
Sei Nazioni 2026, 2° giornata, Considerazioni sparse
Nel Sei Nazioni 2026 la Francia prova la fuga, complice il tonfo inglese in Scozia; all’Italia non basta cuore e coraggio.
Cala il sipario sul secondo weekend di Sei Nazioni. Un turno che ha regalato emozioni e sorprese, sia nelle prestazioni che nei risultati. Chi si aspettava un testa a testa fino alla fine tra Inghilterra e Francia è rimasto deluso: tra i due litiganti si è inserita una Scozia che con la sua fantasia sportiva può sorprendere chiunque. I britannici, dopo aver perso all’esordio all’Olimpico, superano l’Inghilterra con una partita sontuosa e a tratti dominata. Una vittoria che ha un valore anche simbolico e storico ma che è cruciale ai fini della classifica, che ora vede la Scozia issarsi al secondo posto.
Questo risultato ha in realtà favorito il compito della Francia che non trova nessuna reale opposizione in Galles e crea il primo strappo. Gli uomini di Galthié vincono e ottengono il bonus offensivo, segnando ben 8 mete. Nel giorno degli innamorati l'Italia ha fatto battere il cuore a migliaia di tifosi, sfiorando l’impresa a Dublino. A vincere è l’Irlanda, più abituata a giocare sui dettagli e sugli episodi, ma la partita è stata in bilico fino ai minuti finali.
Una vittoria che dà morale ai Verdi, che ripartono dopo la sconfitta in terra francese e mettono nel mirino il match con l’Inghilterra. Una prova di cuore e orgoglio per i ragazzi di Quesada, che confermano quanto di buono fatto vedere all’esordio e dimostrano di poter essere finalmente competitivi.
A Dublino l'Italia sfiora l’impresa: una partita giocata alla pari per 80' contro una squadra che fino a un anno fa sembrava inavvicinabile. Alla fine la spuntano i padroni di casa, col risultato di 20-13 che dice molto meno di quanto non abbia detto il campo. La mischia italiana è stata dominante, il gioco alla mano e la pressione in avanti sono stati avvolgenti e a tratti esaltanti.
Cosa è mancato, quindi, all’Italia di Quesada per conquistare questa partita? Da un lato la lucidità in alcuni momenti chiave; dall’altro, il divario qualitativo resta comunque un fattore a favore degli irlandesi, soprattutto nella possibilità di pescare dalla panchina. Il turning point della partita arriva nella ripresa. Dopo aver subito la meta del pareggio a inizio secondo tempo l’Italia non si scompone e continua a macinare gioco.
Il break di Menoncello mette in fuga Lynagh che vola in meta ma il passaggio viene considerato in avanti dopo revisione del TMO. Un momento che avrebbe potuto indirizzare la partita verso gli Azzurri e che invece ha dato la possibilità a Farrel di correre ai ripari, inserendo forze fresche che poi permetteranno ai suoi di portare a casa il risultato.
L’Italia torna a casa con un po’ di amaro in bocca e questo la dice lunga sulla recente crescita avuta dal gruppo (e dall’intero movimento). La mischia azzurra ha fatto una partita tra le più esaltanti degli ultimi anni, in certi momenti della partita “distruggendo” la linea avversaria: ripartire da qui è l’obiettivo per diventare ancora più forti e credibili. Dall’altro lato, l’Irlanda ha dimostrato di essere una grande squadra anche nelle difficoltà e di poter contare su una nuova leva di talenti in grado di non far rimpiangere la vecchia guardia.
Murrayfield sorride ancora alla Scozia e lo fa nella sfida più prestigiosa contro l’Inghilterra. Gli scozzesi giocano una partita perfetta, con un inizio arrembante che mette in difficoltà gli uomini di Borthwick, e una gestione della partita davvero da grande squadra. Le mete scozzesi saranno 4, garantendo così anche il punto di bonus offensivo e rilanciando in classifica la squadra di Townsend (arrivato alla partita numero 100 come capo allenatore della nazionale).
Il primo quarto d’ora è un assolo scozzese, suggellato da due mete (splendida la prima, con l’assist “di schiaffo” di Russell) e un cartellino giallo inglese. L’Inghilterra prova a reagire e nel secondo tempo, nonostante l’inferiorità numerica, riesce a riaprire la gara. O almeno questa è l’impressione che devono aver provato i tifosi inglesi, senza considerare che le intenzioni della Scozia fossero tutt’altre.
L’intercetto di Fagerson sul tentativo di drop di Ford lancia in meta Jones che chiude i conti e dimostra la ferocia con cui la Scozia ha affrontato e vissuto questa gara. Una partita che si vive dentro e fuori dal campo, con richiami storici e una rivalità che non è mai stata del tutto superata. Un esempio? In palio non c’era solo la sfida del Sei Nazioni ma anche la Calcutta Cup, un trofeo che ha origini nel colonialismo inglese in India e che richiama al primo test match della storia tra le due compagini.
È dal 1879 che le squadre si contendono questo pezzo di storia rendendo la sfida una delle più attese dell’anno. Con questa vittoria gli scozzesi si sono tolti anche lo sfizio di interrompere la striscia di 12 vittorie consecutive dell’Inghilterra, riaffermando il fattore Murrayfield: in Scozia, l’Inghilterra non vince dal 2020 e la sconfitta di quest’anno potrebbe pesare tantissimo sulle speranze di vittoria del torneo.

Nessuna sorpresa, invece, al Principality Stadium di Cardiff, dove la Francia vince agilmente contro un Galles troppo leggero per impensierire i galletti. La partita è già chiusa dopo un quarto d’ora, con le prime tre mete francesi. Gli uomini di Tendy provano una timida reazione, trovando anche la meta, ma poi cedono nuovamente sul finire della frazione di gioco. Ramos è praticamente perfetto, Jalibert fa girare la squadra e segna ancora, Dupont è imprescindibile come sempre: l’orchestra francese suona alla meraviglia.
Nella ripresa lo spartito non cambia: pronti via e subito altre due mete perfettamente trasformate. Il risultato finale recita 12-54, ma sarebbe potuto essere ben più ampio, non lasciando alibi ad alcuna interpretazione. Il dominio francese è stato assoluto dal primo all’ultimo minuto di gioco, con il Galles aggrappato all’orgoglio e al sacrificio, che spesso però non sono bastati.
Per il Galles si conferma un periodo difficile e lo dimostrano anche le difficoltà nel vendere i biglietti. Il popolo gallese sembra stufo della pochezza offerta dalla propria nazionale e sta iniziando a disertare lo stadio: prima ancora che la perfezione tecnica, i Dragoni devono riconquistare l’amore del proprio pubblico, per anni una vera marcia in più. Il compito di coach Tendy è difficile ma non impossibile.
Con questa vittoria, invece, la Francia sale a 10 punti nella classifica del Sei Nazioni e tenta la prima fuga, approfittando della caduta inglese in Scozia. Gli uomini di Galthié sono padroni del loro destino e ne sono consapevoli. Queste prime due giornate sono state un messaggio sul perché siano i campioni in carica e su come non abbiano nessuna intenzione di abdicare al trono.
In assenza della classica settimana di pausa, il prossimo weekend si torna subito in campo per il terzo turno. L’Inghilterra è chiamata a rialzarsi dopo la brutta sconfitta di Murrayfield e si troverà di fronte un’Irlanda in ripresa e rinfrancata dalla vittoria contro l’Italia, maturata nonostante le difficoltà. Per gli Inglesi è l’occasione di mettere pressione in classifica alla Francia e di scavalcare la Scozia, provando a tenere accese le speranze per il titolo. Proprio la Scozia sarà la protagonista del secondo match del sabato, quando gli uomini di Townsend voleranno in Galles.
Scozia-Galles rischia di essere la partita meno leggibile del Sei Nazioni: sulla carta gli scozzesi partono favoriti, ma sono la classica squadra capace di tutto e del suo contrario. Contro un Galles che non ha più nulla da perdere ed è chiamato a una grande prestazione davanti ai propri tifosi, il rischio per Townsend è proprio l’imprevedibilità dei suoi: al CT il compito di tenere la barra dritta per rimanere in corsa per il titolo.
Chiuderà il weekend il match di Parigi, in programma per domenica pomeriggio, dove arriverà ospite l’Italia di Quesada. Le ultime sfide tra le due squadre sono finite con distacchi enormi e una sensazione di netta superiorità da parte dei galletti. L’Italia dovrà cercare di replicare la prestazione quasi perfetta di due anni fa, quando solo il palo all’ultimo minuto negò la gioia di una vittoria che sarebbe stata memorabile. La sensazione è che l'Italia sia cresciuta molto in questi due anni e domenica avrà la prova di dimostrarlo.
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