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Napoli Roma
, 15 Febbraio 2026

Napoli-Roma 2-2, Considerazioni Sparse


Non riesce una Roma brillante ed aggressiva a conquistare il bottino pieno al Maradona, dove la striscia positiva del Napoli raggiunge quota 23 partite, mantenendo così il terzo posto in classifica.

Il posticipo serale della 25° giornata di Serie A chiude questa domenica calcistica proponendo quello che, di fatto, è uno spareggio per la Champions League: il Napoli ci arriva con tre lunghezze di vantaggio rispetto alla Roma ma anche con un'eliminazione rimediata in Coppa Italia e l'ennesimo infortunio, che ha colpito McTominay, a ridurre ancora di un'unità i petali da sfogliare sulla margherita tra le mani di Conte; gli ospiti di contro arrivano con un distacco potenzialmente azzerabile in classifica e con la prospettiva di mettere un certo margine di sicurezza sulla Juventus, ma anch'essi con un dazio pesante da pagare all'infermiera, che sottrae a Gasperini Hermoso, Koné, Dybala e (quantomeno inizialmente) anche Soulé, rallentato da una fastidiosa pubalgia.

Per sostituire gli assenti, Gasperini si affida alle forze fresche arrivate nella capitale durante il mercato di gennaio, schierando l'ex Celta Vigo Zaragoza nell'inedita posizione di ala destra: allo spagnolo bastano pochissimi minuti per mettere in mezzo un pallone preziosissimo che il solito Malen trasforma nell'1-0, capitalizzando al massimo un'errore sulla trequarti di Spinazzola e capovolgendo in maniera perentoria il fronte offensivo. Se il gol arriva con una certa componente di casualità, il risultato non lascia spazio a eventi imponderabili di alcuna natura: la Roma infatti per tutta la prima frazione di gioco ha offerto uno spot prezioso per la visibilità del calcio italiano col suo gioco totale dai tratti impetuosi che hanno spazzato via dal campo i padroni di casa. Il Napoli, per la verità, ha fatto quello che ha potuto, ma i meriti dei giallorossi hanno indirizzato pesantemente l'inerzia della gara: la Roma infatti ha giocato un calcio a ritmi semplicemente insostenibili per il Napoli, privo in mezzo al campo della gamba e dei polmoni necessari per offrire un qualunque appiglio di resistenza. La Roma, infatti, potrebbe addirittura dilagare, grazie agli strappi in profondità di Malen che riescono sempre a creare scompiglio nella retroguardia del Napoli.

Il calcio però è un gioco diabolico, che premia gli audaci ma più severamente punisce chi non batte il ferro finché è caldo: sul finire del primo tempo, complice un fisiologico calo degli ospiti, il Napoli lentamente inizia a prendere campo, trascinato da un arrembante e mai domo Højlund, commuovente moderno don chisciotte a combattere contro i mulini a vento Mancini e N'Dicka senza nemmeno il supporto adeguato dei suoi scudieri Vergara e Politano, e a farsi coraggio dalle parti di Svilar. Coraggio che premia l'audace conclusione dalla distanza di Spinazzola, che viene deviata quel tanto che basta per farla terminare in rete alle spalle di Svilar. Un pareggio che, al termine della ripresa, punisce oltremodo lo scarso killer-instinct degli uomini di Gasperini, ma che il Napoli pian piano legittima alla ripresa delle ostilità, quando trova le contromosse adeguate per limitare la Roma, alla quale l'ingresso di Soulé non dà la scossa auspicata, e anzi si riesce anche a fare pericoloso in attacco.

Se la gara finora non aveva ancora raggiunto il pathos desiderato, ecco che gli dei del pallone aggiungono un ulteriore spruzzo di dramma per vivacizzare ancora la partita: quando la Roma trova il varco in cui Wesley si inserisce a tutta velocità inseguito alla disperata da Rrahmani, il flessore del kosovaro cede ancora (terzo infortunio muscolare in stagione per il leader difensivo dei partenopei) costringendo il difensore ad accasciarsi, ma lo fa proprio sulla caviglia dell'esterno brasiliano, per uno sfortunatissimo ma ineccepibile rigore che Malen trasforma appena prima di uscire dal campo per Robinio Vaz, riportando la Roma in vantaggio. Se però i cambi tolgono a Gasperini (oltre a Malen è costretto a uscire anche Wesley, rimpiazzato da uno Tsimikas ancora una volta insufficiente), i cambi danno al Napoli, che si ricorda che il mercato invernale, pur nelle sue difficoltà burocratiche, ha portato in dote la coppia brasiliana Giovane e Alisson Santos, che a pochi minuti dalla fine confeziona il gol che fissa definitivamente il risultato.

Al termine di una gara vibrante e divertente anche per i non direttamente coinvolti dal destino delle due squadre, si potrebbe dire che il risultato sia stato uno shakespeariano "tanto rumore per nulla": se in effetti questo è tutto sommato vero per la Roma, che manca l'aggancio ai partenopei e guadagna solo un punto sulla Juventus, per il Napoli il punto non solo fa mantenere invariato lo status quo, ma consente di avere un vantaggio proprio sui giallorossi negli scontri diretti in caso di arrivo a pari punti al termine del campionato. Ma soprattutto trova delle nuove risorse in Santos e Giovane, oltre al recupero di Gilmour, che in una situazione di perenne emergenza in cui versa il Napoli dall'inizio del campionato forse valgono quasi quanto i punti messi in cascina.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
    Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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