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Como Fiorentina 1-2
, 14 Febbraio 2026

Como-Fiorentina 1-2, Considerazioni Sparse


La Fiorentina sbanca a sorpresa il Sinigaglia: è la seconda sconfitta stagionale del Como tra le mura amiche.

Il risultato di Como in questo sabato è di quelli inaspettati, anche se fa ancora un po' strano dirlo visto l'ipotetica diversa caratura delle due rivali di turno: la Fiorentina, che contro la squadra di Fabregas veniva da tre ko nelle tre sfide precedenti, si impone 1-2 sul campo dei lariani, impresa quest'anno riuscita solo al Milan. Lo fa con una prestazione più cinica e più attenta di quella dei padroni di casa, rimasti colpevolmente sotto ritmo per tutta un'abbondante prima metà di gara, e travolti da un vortice di nervosismo - in parte indotto - nel convulso finale trascorso a caccia della rimonta.

Ritmi bassi, dicevamo. E in effetti l'approccio di entrambe le squadre alla partita è guardingo, compassato, orientato a non commettere errori e leggerezze. Il primo (forse già fatale), lo commette proprio il Como, finito in svantaggio al 26' grazie a una piccola magia di Fagioli, bravo soprattutto a cercare con determinazione una palla già carambolata troppe volte in un'azione degli ospiti più caparbia che pulita. Un vero e proprio blitz quello dei gigliati, che si stavano facendo apprezzare per atteggiamento di alcuni singoli (Parisi e Harrison su tutti) fino a quel momento, ma comunque nel quadro di una partita dove le occasioni da gol stavano mancando. Un flow prettamente conservativo dettato e imposto dalla squadra di Fabregas, il cui possesso per vie orizzontali è parso molto orientato al sicuro consolidamento e alla paziente ricerca delle giuste connessioni nella zona centrale tra Baturina e Nico Paz (oggi in giornata no).

La difficoltà del Como di alzare in maniera efficace i ritmi ha permesso alla Fiorentina, soprattutto dopo il vantaggio, di colmare alcuni limiti nel distanziamento tra reparti durante i momenti di pressing e a saturare con grande densità le linee. Un leitmotiv dei viola, una volta avanti, è stato quello di togliere profondità a Douvikas (ben arginato da Pongracic, oggi in coppia con il redivivo Ranieri), e da par suo il Como non è stato reattivo nel compensare questo lavorando con efficacia sull'ampiezza (significativa la sostituzione di Kuhn nell'intervallo per un ben più vivace Jesus Rodriguez). Alcuni fattori dati dagli uomini in campo in questo hanno aiutato Vanoli e la sua squadra: le prestazioni a tutto campo dei già citati Harrison (macchinoso nell'ultimo terzo, ma ben calatosi nel ruolo di sacrificio a supporto di Dodô) e Parisi (innesco del primo vantaggio viola e autore di una prestazione enorme sul piano quantitativo, poi sfortunatissimo sull'autorete), e una prova di estrema attenzione da parte proprio di Niccolò Fagioli.

Andando a stringere, seppur il gol partita in effetti arrivi dai piedi di Kean (prova opaca, ma bravo sul dischetto a trasformare il rigore assegnato per fallo ingenuo di Perrone su Mandragora), è l'autore del momentaneo 0-1 l'uomo che ha fatto davvero la differenza oggi. La partita di Fagioli si preannunciava estremamente delicata, per il naturale orbitare nelle sue zone di Nico Paz e per la necessità da parte di questa Fiorentina di trovare qualcuno in grado di prenderla per mano. Al Sinigaglia Fagioli ha risposto presente, chiudendo nel cassetto quei momenti di superficialità che avevano già macchiato più o meno gravemente le sue prestazioni, e mettendo "la testa nel carro armato". Il tutto, non senza assumere come da ruolo la conduzione decisionale oltreché emotiva del gioco viola, mantenendo la massima lucidità per tutti i minuti in campo. Quello che serviva, e che finora è mancato, alla Fiorentina nella sua faticosissima lotta salvezza.

In tema di lucidità, ha un che di comico il modo in cui una partita trascorsa (fin troppo) placida almeno fino al 70', sia diventata un vero circo nel finale. Espulso Vanoli, autorete di Parisi, espulso un componente della panchina di Fabregas, ammonito Rodriguez per proteste, prima ammonito Morata per proteste insieme a Mandragora, con lo spagnolo poi espulso (era entrato al 57'), due rigori chiesti dal Como in maniera anche troppo plateale, e almeno due sceneggiate messe in atto in campo in un culmine di tensione. Complice la necessità di rimonta e una partita progressivamente sterilizzata dalla Fiorentina (e poi sfortunosamente riaperta), i lariani si sono fatti travolgere da una frenesia a tratti isterica, come ridestatisi di botto dall'ultima sveglia di emergenza che comunque ti farà arrivare tardi a lavoro. A colpire in negativo non è tanto la difficoltà offensiva della squadra di Fabregas contro un avversario, già in vantaggio, che va a chiudersi: è il sommarsi della lentezza dello sviluppo della manovra con delle superficialità difensive (Kempf su Fagioli, oltreché il citato Perrone su Madragora) alquanto inusuali per la seconda miglior difesa del campionato. Il Como ha fatto una prestazione complessiva fin troppo simile a quella della lepre della favola di Esopo, contro una Fiorentina tartarughesca e una volta tanto capace di rivoltare la tensione a suo vantaggio.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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