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massolin modena
, 13 Febbraio 2026

Yanis Massolin, sinuosamente creativo


Il centrocampista francese dominando in Serie B: la stagione al Modena gli è valsa la chiamata dell'Inter.

Yanis Massolin non è, prendendo in prestito la sua lingua, un enfant prodige. Piuttosto, è un fulmine a ciel sereno, una meteora inaspettata. Non ha preso parte allo strutturato sistema dell'accademia calcistica francese, né militato in settori giovanili d'alto livello. Eppure, con il tempo, caparbiamente, si è costruito un nome e si è fatto notare.

È un classe 2002, il prossimo settembre compirà 24 anni e nella sua carriera non ha mai conosciuto un esordio illustre. Ha mosso i suoi primi passi calcistici in squadre di rango inferiore: fa il suo debutto in una prima squadra nel 2021, all'età di 19 anni, nell'AS Yzeure, formazione che all'epoca militava nel Championnat National 2, l'equivalente francese della quarta divisione italiana.

Passerà al termine dell'annata nella seconda e nella prima squadra del Clermont, dove collezionerà 14 presenze in due stagioni. Sarà poi la volta del Franc Borains, club della seconda divisione belga. Il suo passaggio in Belgio verrà notato: il Modena lo adocchia e lo mette a disposizione di mister Sottil in Serie B, prelevandolo per €700 mila.

Massolin non è mai stato uno di quei giovanissimi che fanno parlare di sé sin da subito per via della precocità calcistica. Col passare del tempo si è però distinto, e rappresenta un prototipo di centrocampista davvero interessante: è ancora da sgrezzare sotto alcuni aspetti, ma il suo talento è innegabile. Tant'è che son bastati 6 mesi in Italia per far si che una delle big della Serie A, l'Inter, non tergiversasse nell'accaparrarselo.

Il francese è ora di proprietà nerazzurra, ma resterà al Modena sino al termine del 2025/26. In attesa di capire se Massolin verrà inserito sin da subito nelle rotazioni nerazzurre, cerchiamo di descriverlo e di capire cosa può dare alla squadra allenata da Cristian Chivu.

https://twitter.com/Inter/status/2018391596870332700?s=20

Intraprendenza, tecnica e fisicità: Massolin è tutto questo

Quando entra in campo è difficile non notarlo. Massolin svetta grazie ai 197 cm di altezza, è longilineo e ha questi riccioloni che, quando corre, rimbalzano, si muovono, indomabili. Già per quanto riguarda l'aspetto esteriore, ruba l'occhio. Ciò che davvero lo contraddistingue però è ciò che riesce a fare sul rettangolo verde.

Nel 3-5-2 disegnato da Andrea Sottil può giocare, a livello nominale, sia come mezz'ala destra che come seconda punta a sostegno del #9, incarnato da uno Gliozzi, Pedro Mendes o gli ultimi arrivati De Luca e Ambrosino. Di fatto, però, Massolin svaria, si muove, facendosi vedere tra le linee. Agisce principalmente sulla destra: in quanto mancino, occupare quella zona di campo, a piede invertito, gli permette di mettere in risalto le sue capacità.

La heatmap di SofaScore mostra come spesso si allarghi per andare in isolamento e puntare la difesa.

Talvolta scende in impostazione per aiutare la salita della squadra, ma tendenzialmente Massolin non è un giocatore che tocca tanti palloni nel corso dei 90' (circa 32). Di solito, infatti, aspetta che il Modena sviluppi la manovra per poi farsi vedere nella metà campo avversaria. Non è dunque raro che si scolleghi dalla gara. Nonostante ciò, è una delle principali fonti di gioco dei canarini: basta vederlo gestire qualche pallone per capire che Massolin, al pallone, dà del tu. Nonostante l'importante altezza il francese è un giocatore agile, sinuoso, tecnico, al quale piace tentare giocate difficili e ricercate.

La sua caratteristica principale e quella che infiamma maggiormente il pubblico è il dribbling. Massolin spicca in questo fondamentale e il Modena si appoggia molto sulle sue capacità di saltare l'uomo. Il francese mette spesso in imbarazzo le retroguardie avversarie ricevendo sulla destra, puntando il diretto avversario, rientrando e saltando anche più di un giocatore alla volta. E i numeri lo certificano: l'ex Clermont è il giocatore che, nella totalità della Serie B, tenta (5,58) ed effettua più dribbling (3,87) con ottime percentuali di riuscita (più del 69%, via FootyStats).

E la sua fisicità in queste situazioni torna estremamente utile: Massolin, dato il suo essere ingombrante e il disporre di leve che gli consentono di coprire tanto campo in poche falcate, spesso sposta gli avversari, frapponendo il suo corpo tra essi e il pallone. Addirittura, quando li supera di netto, questi ultimi sono costretti letteralmente ad aggrapparsi a lui nel tentativo di fermarlo. Se a ciò aggiungiamo il fatto che, grazie alla sua pulizia tecnica, riesce sempre ad effettuare conduzioni pulite ed efficaci, vien da sé che il francese rappresenta un calciatore difficilmente arginabile tra i cadetti.

Massolin è inoltre un giocatore creativo non solo per quanto riguarda il dribbling, ma anche quando deve servire i compagni. Disponendo di una buona visione di gioco, una volta saltato l'uomo, cerca frequentemente il filtrante per tracce interne in modo tale da sfruttare i movimenti fatti da Gliozzi e compagni. Non a caso, primeggia in Serie B anche nella voce dei passaggi chiave, effettuandone 2,79 ogni novanta minuti.

L'azione che porta al penalty contro il Monza ne è la prova. Qui, Massolin riceva da Gerli, si gira e punta Ravanelli, saltandolo. Il brianzolo gli sta alle calcagna, non lo molla. Il francese, però, nonostante la pressione avversaria, sforna un passaggio illuminante che si infila tra Pessina e Ciurria e mette in porta Gliozzi, successivamente steso in area di rigore. Questa è una delle giocate preferite da Massolin, e questa volta ha portato i suoi frutti in maniera piuttosto evidente.

La gran giocata del #17 contro il Monza.

Il francese è dunque un giocatore divertente da vedere, che illumina il campo quando riceve il pallone in quanto imprevedibile, ma che deve sgrezzarsi ancora un po'. Non è raro che Massolin perda dei tempi di gioco controllando la sfera qualche volta di troppo, rispecchiandosi forse nelle sue indubbie capacità. Talvolta, inoltre, proprio dopo essere rientrato sul suo mancino, tenta un giocata forzata, cercando di essere decisivo. Deve quindi migliorare nelle scelte dal momento che, tra le altre cose, perde un importante quantitativo di palloni a partita (2,58) e la sua percentuale di passaggi riusciti, pari al 78% circa, non è invidiabile date le sue capacità tecniche.

Un altro suo punto debole è la fase difensiva. Essendo un calciatore maggiormente votato all'attacco è naturale che in fase di non possesso sia meno incisivo, ma talvolta si dimostra pigro, ad esempio, nelle transizioni negative nonostante abbia le capacità per recuperare l'avversario facilmente data la sua importante falcata. Anche nei contrasti deve migliorare: fisicamente è imponente, ma non disponendo di una massa muscolare così sviluppata può andare in difficoltà sia nei contrasti a terra che in quelli aerei.

Massolin è quindi un giocatore moderno, che abbina la tecnica alla fisicità ma che deve lavorare ancora su alcuni aspetti, quali lo stare collegato alla gara, le decisioni da prendere in campo e la fase difensiva. Tutti elementi che, nei sei mesi restanti della sin qui convincente esperienza al Modena e allenandosi all'Inter, può assolutamente limare.

Cosa può dare Massolin all'Inter?

Il francese è in rampa di lancio: rappresenta chiaramente un giocatore fuori categoria per la Serie B, son bastate poche presenze tra le fila del Modena per far sì che Ausilio e Marotta mettessero le mani su di lui. Proprio il fatto che le sue partite ad alto livello non siano così tante, all'età di 23 anni, pone però qualche legittimo dubbio. Probabilmente non lo vedremo fin da subito protagonista nelle gerarchie nerazzurre, ma con il passare del tempo può ritagliarsi un minutaggio interessante. Oppure, se Chivu e la dirigenza lo ritenessero necessario, potrà sempre essere rigirato in prestito, magari proprio in Serie A, in modo tale da metterlo alla prova nel massimo campionato.

Tuttavia, ragionando per caratteristiche, Massolin può dare qualcosa all'Inter che ora non ha, ma allo stato attuale della sua crescita non colmerebbe le reali esigenze del centrocampo nerazzurro.

Come avevano fatto intendere i rumors rimbalzati durante la scorsa estate, infatti, l'Inter avrebbe in realtà bisogno di un calciatore capace di aggiungere muscoli, quantità e interdizione al proprio centrocampo. Se si analizzano tutti gli elementi del reparto uno per uno, infatti, è facile notare come nessuno di essi spicchi particolarmente in tali requisiti, rendendo il centrocampo a disposizione dell'Inter piuttosto leggerino. In tal senso, Massolin non andrebbe a compensare tali mancanze.

Inoltre, le due mezz'ali dell'Inter devono, tendenzialmente, dare una mano in fase d'impostazione al mediano, Çalhanoğlu o Zielinski che sia; per il momento, Massolin non è un giocatore con tali caratteristiche. Va considerato però l'assetto tattico del Modena: i canarini sfruttano volutamente il francese in zone avanzate ma, potenzialmente, date le sue capacità tecniche e nella gestione della pressione avversaria, non sarebbe utopistico vederlo agire in zone più arretrate del campo per poi risalire il campo ad ampie falcate.

Infatti, considerando il calo fisiologico di un giocatore come Mkhitaryan e l'inserimento titubante di Diouf fino ad ora, le conduzioni di Massolin potrebbero rivelarsi una risorsa interessante. E i principali pregi del centrocampista, vale a dire il dribbling e l'intraprendenza, consentirebbero a Chivu di schierare in campo un calciatore diverso da tutti gli altri attualmente in rosa, cambiando le carte in tavola ed aggiungendo soluzioni alla propria manovra. In particolar modo, la giocata che tanto piace a Massolin, il rientrare sul sinistro per poi cercare le punte, potrebbe risultare efficace nell'Inter, che si trova spesso - almeno in campionato - alle prese con dei blocchi bassi.

Qualche highlights del calciatore nato a Moulins.

Tirando le somme: Massolin è un prototipo di centrocampista che, se si dovesse calare bene nell'ambiente nerazzurro, porterebbe una ventata d'aria fresca in un reparto che, prima o poi, andrebbe anche rinnovato. Chivu dovrebbe lavorarci, affinarlo, levigarlo, esaltandone i pregi e nascondendo i difetti - ad esempio, pressando alto in maniera efficace, si parzialmente oscurare le mancanze di Massolin nella fase difensiva.

Nell'attesa di sapere se e come l'ex calciatore di Yzeure, Clermont e Franc Borains si ambienterà nell'Inter, piazza indubbiamente più esigente di Modena, ci sono ancora svariate partite da giocare in Serie B proprio agli ordini della squadra allenata da Sottil. E, se vi capita, dateci un'occhiata. Non ve ne pentirete.

  • Nato a Venezia nel 2003, studia Scienze della Comunicazione a Verona. Si è avvicinato al mondo del calcio grazie alle repliche delle partite di Serie A su Rai Sport e a quelle del PSG su Sportitalia.

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