
Sei Nazioni 2026, 1° giornata, Considerazioni Sparse
Nel primo turno del Sei Nazioni la Francia lancia un messaggio chiaro a cui risponde l'Inghilterra; l’Italia vince una partita di cuore e si candida a possibile sorpresa del torneo.
La 143° edizione del torneo di rugby più antico del mondo, il Sei Nazioni, ha aperto le danze a Parigi nella serata di giovedì. Una serata particolare, scelta per non sovrapporsi con l’apertura dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina, che però ha regalato spettacolo ed emozioni, in campo e non solo. Sarà un’edizione inedita non solo per l’apertura anticipata ma anche per il calendario ridotto: la settimana di sosta tra seconda e terza giornata è stata tolta, dunque si giocherà per tre weekend consecutivi. Un’esigenza pratica per garantire il giusto spazio alle finestre internazionali, senza togliere troppe energie ai club, in ottica del nuovo torneo di novembre - il Nations Championship - dove le squadre del Sei Nazioni sfideranno le squadre dell’emisfero Australe. Tralasciando le considerazioni tecniche e organizzative, il torneo ha iniziato a dare spettacolo sul campo già dalla prima giornata. Sono stati messi subito in chiaro i valori in gioco e le intenzioni delle squadre: la Francia, detentrice del titolo, vuole confermarsi e sembra avere tutte le carte in regola per bissare il successo; come antagonista si candida l’Inghilterra, squadra ostica che può contare su un’organizzazione impeccabile; per l’Irlanda sarà un torneo di transizione, con la speranza di trovare nuove certezze e la consapevolezza di dover fare alcuni step necessari per tornare ad alti livelli. La Scozia è la solita squadra imprevedibile, capace di tutto e il contrario di tutto, ma ancora troppo incostante e incompleta per poter davvero competere per il titolo; il Galles è forse la nazionale più in difficoltà, dove gli addii della vecchia guardia hanno lasciato un vuoto rimasto ancora senza eredi, ma ogni partita è un’occasione per crescere; c’è poi l’Italia, chiamata a confermare quanto di buono fatto vedere nelle ultime edizioni e, perché no, a provare quel salto di qualità che da tanto si attende.
Il primo tempo di Francia - Irlanda è un filmato che andrebbe fatto vedere in tutte le scuole rugby: la cattiveria agonistica, la tenacia, l’organizzazione tattica e la pulizia tecnica dei francesi nei primi 40’ sono qualcosa di difficilmente replicabile e arginabile da poche squadre al mondo. Tra queste non figura l’Irlanda che, dopo un triennio d’oro con ben due titoli, si trova a far fronte ad alcuni cambiamenti generazionali di difficile lettura. Senza dimenticare le assenze che hanno costretto Andy Farrell a una formazione rimaneggiata, comunque di altissima qualità ma non sufficiente a fermare i campioni in carica. Dopo 50’ il punteggio è di 29-0 per i padroni di casa, ma il campo ha detto molto di più: parlare di Dupont sarebbe ridondante, così come per Ramos e Bielle-Biarrey, tra i migliori interpreti nel loro ruolo; la prestazione di Jalibert, spesso criticato, è lo specchio di una squadra che sembra intenzionata a bissare il successo dello scorso anno. In realtà, a cavallo del 60’, l’Irlanda ha un moto d’orgoglio e con due mete prova a riaprire la contesa. Ci sarebbe spazio anche per una terza meta che avrebbe reso di fuoco gli ultimi 10’, ma il TMO rileva un avanti in partenza e le speranze irlandesi si infrangono sulla successiva meta di Attisogbe che chiude i conti.
Davanti agli oltre 68.000 spettatori dell’Olimpico, sotto il diluvio di Roma, un'Italia dal cuore enorme vince all’esordio contro la Scozia. Una vittoria di intelligenza e sacrificio, che certifica i progressi della squadra sotto la guida di Quesada, capace di far fronte anche ad assenze pesanti (Capuozzo, Allan, Vincent, solo per dirne 3). L’Italia parte forte e, approfittando di una Scozia imprecisa e forse sorpresa segna due bellissime mete: Lynagh raccoglie l’assist al bacio di Nacho Brex e apre la partita; sempre Lynagh vince poi il duello aereo che porta al raggruppamento da cui parte l’azione per lo sprint di Menoncello. La Scozia reagisce e cresce col passare dei minuti, ma il primo tempo finisce in controllo con il risultato di 15-7. La seconda frazione di gioco è caratterizzata da una pioggia battente che non dà tregua ai 30 giocatori in campo: la partita si fa sporca, la palla è scivolosa, i fattori tecnici iniziano a venire meno ed emerge il cuore, l’organizzazione. La pressione scozzese porta a un’altra meta a poco più di 10’ minuti dalla fine ma la difesa dell'Italia rimane concentrata. Si arriva così agli ultimi minuti oltre l’80°, con le 28 fasi di attacco scozzesi e la strenua difesa italiana, fino al “tenuto” di Niccolò Cannone che vale la partita: 18-15 il risultato finale, con l’urlo dell’Olimpico a sigillare un esordio vincente ed entusiasmante.
Partita a senso unico invece a Twickenham, dove l’Inghilterra demolisce un Galles in grandissima difficoltà. Sono 7 le mete segnate dagli inglesi, con il risultato finale di 48-7 che poteva essere ancora più ampio e pesante. I padroni di casa dominano ogni singola fase di gioco, costringendo i Dragoni a una partita di difesa in costante apnea, come dimostrano i 6 cartellini gialli ricevuti durante il match.
Dopo un primo tempo in balìa degli inglesi, terminato sul punteggio di 29-0, il Galles prova a reagire nella ripresa ma la differenza di tecnica e organizzazione tattica in questo momento è abissale. La meta della bandiera arriva al 50’, con l’Inghilterra momentaneamente in 14, dopo l’unica vera fase d’attacco gallese. Da lì in poi ritorna il dominio inglese, con gli uomini di Borthwick che nel finale trovano altre 2 mete. Mattatore assoluto Henry Arundell, autore di tre mete e vera spina nel fianco per la difesa gallese; menzione anche per l’MVP George Ford, una sentenza sui piazzati e capace di far girare la squadra in maniera meravigliosa.
Non è ancora il momento di fare calcoli e possibili proiezioni di classifica: giusto il tempo di metabolizzare le emozioni di questo primo weekend e si torna subito in campo per le sfide del prossimo fine settimana. Sulla carta la seconda giornata non dovrebbe regalare sorprese in termini di risultato ma se c’è una cosa che il rugby ci ha insegnato in questi anni è che non bisogna mai dare niente per scontato. Il San Valentino del Sei Nazioni si aprirà con Irlanda - Italia: la trasferta di Dublino potrebbe sembrare proibitiva per gli azzurri che però vogliono stupire e non hanno niente da perdere; dall’altro lato, i Verdi vorranno sicuramente rifarsi dopo la sconfitta di Parigi e la partita con l’Italia rappresenta l’occasione per rimettersi in carreggiata. La giornata di sabato proseguirà con Scozia - Inghilterra, un match che negli ultimi anni ha regalato colpi di scena e risultati imprevedibili. I ragazzi di Borthwick arrivano con i favori del pronostico ma Murrayfield è sempre teatro di grandi prestazioni da parte degli scozzesi. Vedremo se avrà la meglio l’organizzazione e la concretezza degli inglesi o l’imprevedibilità degli uomini di Townsend. Chiuderà la giornata la sfida del Millennium Stadium tra Galles e Francia, in programma per domenica pomeriggio: i Dragoni sono chiamati a una risposta di orgoglio ma di fronte si trovano la squadra più forte del torneo e per i Blues una larga vittoria potrebbe essere fondamentale per la vittoria del titolo.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.














