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JuvTURIN, ITALY - FEBRUARY 08: Daniel Maldini of SS Lazio compete with Bremer of Juventus during the Serie A match between Juventus FC and SS Lazio at the Juventus stadium on February 08, 2026 in Turin, Italy. (Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)
, 8 Febbraio 2026

Juventus-Lazio 2-2, Considerazioni Sparse


Una Lazio cinica ed eroica sfiora l'impresa allo Stadium, Kalulu nel recupero salva la Juventus.

Maurizio Sarri conferma dieci undicesimi della squadra che ha avuto la meglio sul Genoa la settimana scorsa, quindi con Provstgaard dietro in luogo di Romagnoli, Kenneth Taylor nel ruolo di mezzala e davanti Isaksen e Pedro a supporto del falso 9 Daniel Maldini; l'unica novità è rappresentata da Nuno Tavares, che vince il ballottaggio con Pellegrini e si appropria dell'out di sinistra. In casa Juve Spalletti deve far fronte a diversi acciacchi e si trova a ridisegnare il suo 11 tipo: Koopmeiners fa il centrale di sinistra del 4-2-3-1 al posto di Kelly, Cambiaso gioca da esterno alto con Cabal sulla linea dei difensori, mentre in avanti è confermato Jonathan David.

Fin dai primissimi minuti, il rientrante Kenan Yildiz ci tiene a ricordare alla Lazio che è lui il pericolo pubblico numero uno, tanto da costringere Sarri a costruirgli intorno gabbie di due o tre giocatori per arginarlo. L'inizio della Juve è diesel, complice l'atteggiamento della Lazio che non permette alla squadra di Spalletti di giocare la palla da dietro: il pressing dei biancocelesti non è veemente, ma il posizionamento del tridente e il lavoro costante sulle traiettorie costringe i padroni di casa a dover sudare per uscire col pallone a terra, tanto da portare i bianconeri a ricorrere al lancio più spesso del solito. Quando la Lazio recupera palla, cerca immediatamente la verticalizzazione su Isaksen, il più in palla della prima parte di gara, sempre pronto a puntare Cabal per cercare la conclusione a giro o il suggerimento per i compagni di reparto.

La prima occasione della serata è per la Juventus, con Bremer che chiama Provedel agli straordinari con un'incornata potente ma centrale scaturita da un pregevole cross di Kalulu. Col passare dei minuti i bianconeri riescono ad arrivare con più frequenza a ridosso della linea difensiva laziale, e portano pericoli a più riprese; Koopmeiners va vicino a sbloccare la gara due volte, prima con un rasoterra di destro che batte Provedel ma viene cancellato dal fuorigioco di Khephren Thuram - sulla traiettoria del tiro -, poi con una conclusione speculare che si spegne di poco a lato del palo. Il miglior attaccante della Juve è, come spesso accade, il suo pressing: la Lazio soffre terribilmente la costanza con cui gli offensivi della squadra di Spalletti piombano sulla linea difensiva, e deve aggrapparsi agli interventi difensivi disperati di Gila & co. e a qualche errore di misura dei bianconeri nell'ultimo tocco.

Quando la prima frazione sembra potersi chiudere su uno 0-0 che sta stretto alla Juve, la Lazio passa all'improvviso: ingenuità di Locatelli che si fa scippare il pallone da Maldini, l'ex Atalanta trasmette sull'esterno per Pedro, il cui tiro da posizione defilata è reso imprendibile da una deviazione di Bremer che manda la palla sul primo palo. Come con l'Atalanta, la Juve crolla alla prima, vera occasione concessa, pur recriminando per la mole di gioco non concretizzata, mentre una Lazio quadrata e cinica riesce a non capitolare e chiude i primi 45' con un vantaggio anche insperato.

La ripresa ha inizio con Dele-Bashiru in campo in luogo di un acciaccato Basic, e con Edon Zhegrova al posto di un positivo Cabal, mentre Cambiaso torna nel ruolo di terzino sinistro. La scelta di Spalletti paga subito, ma non nel modo in cui il tecnico di Certaldo sperato: sulla sventagliata di Cataldi, è proprio Cambiaso a perdersi Isaksen, che si presenta a tu per tu con Di Gregorio e lo supera con un un tiro ascendente che sbatte sulla traversa e si insacca un rete. Lo 0-2 è una doccia freddissima per la Juventus, che si getta avanti con tutta sé stessa, ma senza l'efficacia dei giorni migliori, frastornata da un'altra gara in salita, tanto da rischiare il colpo del KO già al 55', graziata da un tiro svirgolato da Dele-Bashiru da posizione ghiottissima. Scrollatasi di dosso la paura, la Juve pianta le tende sulla trequarti laziale e, dopo diverse azioni insistite che costringono i capitolini a difendere molto bassi, dimezza lo svantaggio: Provedel si allunga sul mancino di Zhegrova, la palla finisce a Cambiaso che riscatta parzialmente l'errore servendo l'assist per la testa di McKennie, che con la fronte indirizza il pallone verso la base interna del palo e fa 1-2.

juve lazio

Sarri getta nella mischia Noslin e Cancellieri per trovare gamba e vigore sulle fasce, e per poco la Lazio non trova il terzo gol, con Taylor che rovina una ripartenza pregevole aprendo troppo il piattone dal cuore dell'area di rigore. La partita vive di botta e risposta, e nei duelli individuali si esalta Nuno Tavares, protagonista di un'eccellente gara difensiva: il suo intervento in scivolata ad anticipare Bremer, messo in porta da Jonathan David a Provedel battuto, vale quanto un gol.

Mentre Spalletti prova il tutto e per tutto inserendo Boga e Openda, la Lazio perde entrambi i centrali nel giro di una manciata di minuti: Gila e Provstgaard, protagonisti di un'ottima gara, sono costretti a lasciar posto a Romagnoli e Patric, ma i biancocelesti non si disuniscono e continuano e presidiare la propria area in modo eroico. La lucidità viene pian piano meno in casa Juve, coi bianconeri che forzano troppi palloni per vie centrali, mentre la Lazio ha una ghiottissima occasione in contropiede 3vs1, sciupata da un Noslin che conclude in modo troppo brutto per essere vero. Quando la partita sembra ormai agli archivi, la Juventus rialza la testa e trova il pari: a staccare sul cross di Boga - il più positivo tra i subentrati - è, ironia della sorte, uno dei bianconeri meno avvezzi al gioco aereo, quel Pierre Kalulu che sin lì era stato probabilmente il migliore tra i padroni di casa, e che suggella la sua prova con una rete pesantissima. Nel finale la Signora trova addirittura due chance per il sorpasso, ma Openda conferma un feeling non esattamente elevato con la rete, e spedisce fuori in entrambe le occasioni.

Gran sospiro di sollievo per la Juventus, che stava per vedersi scivolare via dalle mani l'ennesima partita dominata sul piano del palleggio e delle conclusioni: i bianconeri pagano errori individuali (per Locatelli è praticamente il primo stagionale di una certa importanza) e cali di concentrazione paurosi, Spalletti stesso è stato immediatamente punito per aver piazzato Cambiaso su Isaksen invece di lasciare in campo Cabal. Diversi uomini offensivi della Juve sono sembrati appannati: Yildiz, partito forte, è pian piano finito preda di un'insolita frenesia, David non è riuscito a divincolarsi nella morsa di Gila e Provstgaard, Zhegrova ha alternato buoni spunti a momenti in cui è sembrato un giocatore troppo monocorde, l'unico a salvarsi è Boga, entrato col giusto piglio e resosi pericoloso ogni volta che ha avuto la possibilità di puntare l'uomo.

La Lazio si mangia le mani per la vittoria sfumata al fotofinish, ma Sarri può consolarsi con la grande prova difensiva dei suoi (Provstgaard è il nome da attenzionare per l'immediato futuro) e con qualche altra nota alta. Spicca la grande serata di Isaksen, ma il migliore a interpretare ogni fase di gioco è stato Daniel Maldini, autore dell'assist dello 0-1 e capace di mandare sistematicamente fuori giri un cliente insidiosissimo come Bremer. Il classe 2001, in un ruolo quasi inedito, ripaga pienamente la fiducia di Sarri; scalzarlo dal centro dell'attacco, per Ratkov e Noslin, sarà incredibilmente complicato.

  • Made in Senigallia, insegnante di inglese e di sostegno, scrive e parla di Juventus e di calcio (che spesso son cose diverse) in giro per il web dal 2012. Autore dei libri "Football Globetrotters - calciatori nati con la valigia in mano" e "Espiazione Juve - il quinquennio buio della Signora"

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