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Fiorentina Torino 2-2
, 7 Febbraio 2026

Fiorentina-Torino 2-2, Considerazioni Sparse


Maripan al 94' salva il Torino e spegne gli entusiasmi della Fiorentina: i viola vedono sempre più nero.

Finisce in parità lo scontro salvezza al Franchi tra Fiorentina e Torino. Un punto che vale, se non oro, quantomeno argento per i granata; un punto che vale pochissimo per i viola, inchiodati a 18 punti e ora con le orecchie puntate sulla sfida tra Udinese e Lecce, che potrebbe voler dire nuovamente scivolare in piena zona retrocessione dopo un 2026 iniziato bene, ma ora segnato da un solo punto raccolto nelle ultime tre partite.

Nel primo tempo difficoltà e disequilibri della Fiorentina finiscono per rianimare un depresso Torino. Un po' come nella partita contro il Napoli, ai viola non manca intensità, bensì concentrazione e attenzione ai dettagli: l'eccessiva libertà concessa al play granata Ilkhan diventa il fattore tattico a favore degli ospiti, nonché l'effettivo innesco per il vantaggio granata firmato Casadei. Se il Torino soffre e concede occasioni più o meno ghiotte (enorme quella di Kean lanciato in porta, tocco a scavalcare alto), e senza che la sua fase di sviluppo sia mai particolarmente brillante o pulita, la facilità della squadra di Baroni di superare la prima pressione viola e risalire il campo è in maniera troppo sistematica fonte di pericoli e problemi. Se la cura del particolare non è il punto forte dei giocatori viola (si veda, ancora, l'azione del gol di Casadei), va notato che su questo dettaglio sembrano esserci responsabilità pesanti del tecnico Vanoli. La direttiva a Fagioli, arrivata nel finale di prima frazione, di andare lui a prendere il riferimento sul regista del Torino, sa perfino quasi di dimenticanza, di circostanza non prevista, più che di meccanismi non ben oliati.

Se, nonostante i pericoli (bravo Paleari tra i pali), il primo tempo alla fine si può dire esser stato sotto il controllo granata non solo per il risultato a favore, ma per la maggior efficacia di pochi basilari meccanismi di gioco, la ripresa si apre con la riscossa della Fiorentina. Riscossa che, in maniera beffarda e severa, trova il là con l'infortunio immediato di Gudmundsson (problema alla caviglia, uscito senza poggiare il piede): situazione che obbliga Vanoli a inserire Harrison a destra e a scambiare di corsia un fino a quel momento sparuto Solomon. Il cambio di lato - già abbozzato nel finale di primo tempo - rimette nel vivo del gioco il calciatore israeliano, autore di un gran gol per l'1-1 e innesco del 2-1 successivo, rifinito proprio da Harrison (ottimo impatto dell'inglese) e realizzato da un redivivo Kean, che prova a riscattare un primo tempo opacissimo. Posizione di Solomon altro equivoco della Fiorentina: schierato più per necessità che per virtù a destra in partenza, l'israeliano vincolato a prendere l'ampiezza sul lato del suo piede forte non sembra mai aver modo di esprimere il suo talento, cosa già visibile nelle sfide precedenti.

Il 2-1 sembra aver incanalato la partita in maniera abbastanza netta, con il Torino che pare crollare sul piano dei ritmi e perde sempre più efficacia su duelli e seconde palle. Anche qui, si torna alle responsabilità degli allenatori. Di fronte al cambio di passo (e ai correttivi) della Fiorentina, le risposte di Baroni lasciano perplessi: l'ingresso di Pedersen all'intervallo per Obrador (con cambio di fascia per Lazaro) risulta decisamente peggiorativo, mentre quello di Anjorin al posto di Ilkhan di fatto spegne qualsiasi capacità di uscita bassa dei granata di fronte al ringalluzzito pressing gigliato. Sembra tutto andare ormai verso il meglio per i padroni di casa, ma al barcollante Torino non viene mai dato il colpo del KO; sarà una mancanza fatale. Quando poco dopo il 70' Vanoli cambia le mezzali (dentro Ndour e Fabbian, fuori Brescianini e Mandragora), la Fiorentina invece di mantenere i ritmi alti inizia un progressivo ma inesorabile abbassamento di baricentro, forse spaventata dai pochi e infruttuosi tentativi di contropiede degli ospiti.

La fragilità della Fiorentina ha tanto in comune con quella del Torino, e alla fine sono andate entrambe ad annullarsi alla perfezione. Ai granata, di nuovo, alla fine è bastato poco per rimettere in piedi una partita dalla quale parevano completamente usciti: un paio di sgasate di un elettrico Aboukhal (entrato al 69' al posto di Lazaro) e nel finale il peso in area di un Duvan Zapata pur così lontano dai giorni migliori. Gli ultimi dieci minuti di gara sono un crescente e perfino immotivato panico dei padroni di casa, alla fine perfino indotto dai cambi puramente conservativi di Vanoli (che leva Kean per Piccoli ma soprattutto rinuncia a Solomon per inserire Ranieri: il passaggio a tre dietro costerà carissimo ai viola proprio nel contenere Aboukhal e gli sviluppi laterali del Toro). Una costante stagionale è stata la difficoltà della Fiorentina di difendersi con il blocco basso chiusa a ridosso dell'area; lo ha riproposto negli ultimi minuti, ed è stata punita dopo essersi salvata in un paio di situazioni. Diventa - di nuovo - superfluo fare la conta degli errori individuali sulla punizione che Maripan corregge di testa in porta, a partire dalla scelta di tempo sbagliata di Comuzzo che di fatto concede un fallo evitabile: manca (di certo almeno in campo) una solida guida nella gestione dei momenti difficili. Al fischio finale, il Torino in fin dei conti tira un grosso sospiro di sollievo e si ritrova con 4 punti rimediati in due scontri salvezza, colti forse facendo appena il minimo sindacale. La Fiorentina invece vede sfumare punti preziosissimi ancora una volta negli ultimi scampoli di partita.La tabella salvezza viola non sembrava poter prescindere da tre successi nelle tre gare casalinghe a partire da questa (Torino, Pisa, Parma): programma già compromesso con colpa grave.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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