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Monaco Juventus
, 29 Gennaio 2026

Monaco-Juventus 0-0, Considerazioni Sparse


Al termine di una partita poco entusiasmante, sia Juventus che Monaco si qualificano ai Playoff dopo il maxi girone di Champions.

Si conclude con un pareggio a Monaco il maxi girone di Champions della Juventus. Un punto che consente ai bianconeri, questa sera in tenuta total black, di qualificarsi come testa di serie ai playoff; ammessi al turno seguente, con qualche brivido, anche i francesi. Un pareggio che di fatto accontenta entrambe le squadre, che ottengono il massimo con il minimo sforzo. A rischiare di più, infatti, era la squadra di Pocognoli, arrivata all’ultimo turno con 9 punti e costretta a guardarsi le spalle. Sia la Juventus che il Monaco però sono sembrate più interessate a gestire la situazione che a vincere la gara: ne è uscita una partita accesa solo da alcune fiammate di Balogun e compagni, che in alcune occasioni hanno impensierito la retroguardia bianconera;

Che sarebbe stata una serata di gestione lo si capisce prima ancora di entrare in campo dalle scelte di Spalletti. Il tecnico di Certaldo cambia cinque uomini rispetto alla sfida di domenica contro il Napoli, concedendosi anche a partita in corso alcuni esperimenti tattici non sempre riusciti. La Juventus schiera un 3-5-2 asimmetrico, con McKennie esterno destro a tutta fascia che si accentra in fase di possesso. Davanti, l’attacco a due Conceicao - Openda non dialoga quasi mai ed è solo il belga che prova ad accendersi. Questa rivisitazione porta in campo una Juve disattenta e spenta: pronti via, un disimpegno sbagliato di Perin regala palla ad Akliouche che, forse sorpreso, non riesce ad approfittarne. Nel primo tempo è soprattutto il Monaco a provarci, con la profondità di Balogun che mette in difficoltà tutta la linea difensiva, fino al gol - giustamente - annullato all’attaccante americano. Di fatto, la Juve offre qualcosa dal punto di vista offensivo solo negli ultimi 5 minuti della prima frazione senza però mai impensierire davvero Kohn. Le squadre vanno così negli spogliatoi dopo un primo tempo abbastanza povero di emozioni, se non per qualche fiammata monegasca, giocato sotto ritmo da una Juve il cui centrocampo non è riuscito né a fare da filtro né ad accompagnare la manovra offensive: anche stasera la prestazione di Koopmeiners è stata pressoché impalpabile;

Spalletti prova a cambiare volto ai suoi già nell’intervallo, con il doppio cambio Yildiz e Adzic per Miretti e Conceicao. Lo spartito però non cambia e anche le folate dei francesi iniziano a diminuire. Il contributo dalla panchina è minimo: Yildiz non accende la luce e Adzic fatica a trovare la posizione. Neanche gli ingressi di Zhegrova e David, con la Juve che termina la gara con una sorta di 4-2-4, riescono ad accendere una Juventus apparsa stanca e spenta, probabilmente più concentrata al campionato e alla prossima sfida contro il Parma. Alla fine la Vecchia Signora conclude la gara con 0 tiri in porta e 0 calci d’angolo, a dimostrazione di una gara giocata a bassa intensità, con la sola intenzione di mantenere il pareggio per rimanere testa di serie nei Playoff;

Passando ai singoli, se Spalletti si aspettava di ricevere risposte positive da alcuni suoi giocatori non sarà rimasto soddisfatto. Come detto in apertura, la partita di Koopmeiners è stata piuttosto deludente: una prestazione monotona, senza errori e sicuramente disciplinata, ma molto piatta e lontanissima da quelle che lo avevano contraddistinto a Bergamo. Anche Cabal è sembrato piuttosto fuori fase, per nulla propositivo in fase offensiva e pasticcione in fase difensiva, dove non sempre è stato puntuale nelle coperture. Passo indietro anche per Miretti dopo le ultime brillanti prestazioni: non a caso il classe 2003 è stato sostituito all’intervallo e l’impressione è che il suo ruolo sia più avanti rispetto alla linea dei centrocampisti.  Per quanto la sua prestazione non sia stata entusiasmante, l’unico che è sembrato veramente voglioso di provarci è stato Openda. Il belga ha provato ad accendersi, facendosi vedere in profondità e tenendo impegnata la retroguardia francese, mancando però di lucidità e precisione;

Adesso arriveranno i Playoff. Per la Juve si prospetta una sfida difficile in ogni caso indipendentemente dall’urna: Club Bruges o Galatasaray sono squadre ostiche, anche se per motivi quasi opposti. I belgi, giustizieri dell’Atalanta nell’edizione scorsa, sono giovani e spavaldi, giocano un calcio corale che si esalta nelle combinazioni nello stretto e nelle giocate decisive dei giocatori di maggior talento (Aleksandar Stankovic su tutti). I turchi, ricchi di vecchie conoscenze della Serie A, possono vantare un attacco composto da Osimhen, Icardi e Sane, con alle spalle Gundogan, solo per citare alcuni nomi. Il vantaggio del fattore campo, con il ritorno in casa, sarà fondamentale. Anche per il Monaco non sarà facile passare il turno, con il rischio concreto di beccare i campioni in carica del PSG per uno spareggio tutto francese ma di difficoltà estrema. In questo caso l’urna potrebbe regalare ai monegaschi una sfida più abbordabile, ma comunque molto difficile, contro il Newcastle. Domani a mezzogiorno il quadro sarà completo e le squadre potranno iniziare il loro avvicinamento alla sfida che significa ottavi di Champions.

  • Nato (e tornato) a Rimini, filosofo per vocazione e marketer per esigenze materialistiche. Amante delle storie, che siano su un campo da gioco, su uno schermo o in cuffia. Vive la vita un podcast di Barbero alla volta.

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