
Juventus-Napoli 3-0, Considerazioni Sparse
Apre David nel primo tempo, chiudono Yildiz e Kostic nella ripresa: finisce in trionfo per la Juventus di Spalletti.
Uscite dall'ultimo turno di Champions League con umori diametralmente opposti, Juventus e Napoli si ritrovano allo Stadium a un mese e mezzo dalla partita del Maradona che aveva visto prevalere i partenopei per 2-1. Luciano Spalletti riconsegna una maglia da titolare a Chico Conceição, spostando il coltellino svizzero McKennie sulla trequarti con Miretti che scivola in panchina; la Signora è nel suo 11 tipo, con Locatelli-Thuram in mediana, Kelly con Bremer al centro della difesa e Jonathan David come unica punta del 4-2-3-1. Antonio Conte deve arrabattarsi come può viste le innumerevoli assenze in casa Napoli: Vanja Milinkovic-Savic va in tribuna per un problema muscolare, sostituito dal redivivo Meret, in mezzo Buongiorno vince il ballottaggio con Beukema, mentre ai lati di Hojlund ci sono Elmas e la sorpresa Vergara, classe 2003 alla terza gara da titolare consecutiva. Fin dalle prime battute, il modulo della Juve scivola - soprattutto in non possesso - in un 3-4-3 che vede McKennie spostarsi dal centro all'out di destra, per impedire al Napoli di sviluppare da sinistra. La squadra di Spalletti prova a mettere fin da subito pressione agli azzurri, ma nelle prime battute fatica a trovare Conceição e soprattutto Yildiz, mentre il Napoli è abile a sfruttare gli errori di palleggio e a portarsi velocemente in avanti, anche se la marcatura asfissiante di Bremer non permette a Hojlund di fungere come al solito da riferimento avanzato. Pian piano la Juve alza i giri e si fa vedere dalle parti di Meret, dapprima con un lob beffardo di Conceição a metà tra il tiro e il cross, poi con un'incornata di McKennie e infine con un destro notevole di Khephren Thuram dallo spigolo sinistro dell'area, la cui dolcissima traiettoria si stampa sul palo.
Gli uomini di Spalletti rischiano la beffa su un tiro deviato di Vergara ben gestito da Di Gregorio, poi passano con Jonathan David. Il canadese, servito con un esterno volante spettacoloso da capitan Locatelli, vince il corpo a corpo con Spinazzola, si presenta davanti a Meret e lo fredda per l'1-0. Il Napoli accusa il colpo e rischia di cadere immediatamente, con un sanguinoso pallone perso a metà campo che lancia Yildiz verso la porta; il turco attira Meret verso di sé, poi serve uno smarcatissimo Conceição, la cui conclusione forse un po' troppo ritardata viene cancellata sulla linea da un salvataggio in tackle disperato di Buongiorno. La squadra di Conte torna lentamente al centro del ring, ma non crea grossi grattacapi alla Juventus, in difficoltà solamente quando decide di complicarsi la vita in uscita bassa. Dopo un rigore chiesto per parte, il primo tempo finisce su un 1-0 che sta quasi stretto alla Juve; David è probabilmente il migliore tra i padroni di casa, per la rete e per l'enorme lavoro di cucitura dell'azione e di prima pressione svolto lungo tutti i 45'. Assieme a lui va citato un Locatelli provvidenziale nello sbrogliare tutte le situazioni potenzialmente pericolose, mentre Conceição è fin troppo impreciso nell'ultimo tocco, anche se la sua sola presenza in campo costringe gli avversari a collassare sul suo lato per impedirne l'1vs1. In casa Napoli, non sembra pagare la scelta di schierare entrambi i quinti a piede invertito come col Copenhagen, e in generale gli azzurri appaiono poco convinti in prima costruzione, sempre tallonati dagli avanti bianconeri.
La ripresa inizia senza cambi, ma con maggior equilibrio tra le due contendenti, che iniziano scambiandosi colpi ma senza mai farsi troppo male. Il Napoli costringe a più riprese la Juventus a schiacciarsi, i bianconeri dal canto loro pressano in modo meno efficace ma in uscita bassa mandano sistematicamente fuori giri la prima linea ospite, permettendo agli uomini offensivi di attaccare fronte alla porta la linea difensiva azzurra. Il meno lucido della Juve, in entrambe le fasi, è Andrea Cambiaso, non a caso sostituito dopo un'ora da Cabal, mentre uno stanco Conceição lascia posto a Kostic, che torna in quel ruolo di mezzapunta che aveva ricoperto nelle prime uscite della gestione Spalletti. Il tecnico di Certaldo va su tutte le furie nel capire che la sua squadra fatica oltremodo nel gestire il pallone con la calma e la lucidità del primo tempo, difficoltà intercettate da Conte che prova ad aumentare la forza d'urto del suo undici inserendo il nuovo acquisto Giovane in luogo di Elmas, con Vergara spostato dalla fascia destra a quella sinistra. A frustrare i tentativi ospiti, più che Bremer, è Lloyd Kelly, sempre perfetto nella scelta dei tempi e convincente anche quando si sgancia in avanti per creare superiorità con progressioni o palle filtranti.
Conte pensa al modulo a due punte, con il rientrante Romelu Lukaku, per provare a dare la spallata definitiva al match. Spalletti, dal canto suo, sempre più preoccupato dalle difficoltà di circolazione della sfera, sostituisce uno stanco David non con Openda ma con Fabio Miretti, mettendo il multiuso McKennie a giostrare da centravanti. Proprio quando Lukaku sta per entrare in campo, arriva il 2-0 della Juventus: su un improvvido passaggio orizzontale di Juan Jesus si avventa proprio il subentrato Miretti, che è rapido e preciso nel servire Yildiz, il cui piatto destro dal limite dell'area piccola beffa Meret regalando il raddoppio ai bianconeri. L'ingresso di Lukaku non aiuta un Napoli frastornato, che nei suoi attacchi disperati è veramente troppo approssimativo e impreciso, lasciando praterie ai contrattacchi della Juve. Su uno di questi, Buongiorno è sfortunato nella respinta, facendo carambolare il pallone addosso a Kostic, che da fuori area prende la mira e lascia partire una staffilata mancina che s'insacca all'angolino basso, rete speculare a quella realizzata da Baturina in Como-Torino e pietra tombale del big match dello Stadium.
La Juventus di Spalletti esce in trionfo dallo scontro diretto col Napoli: i bianconeri sono stati più puliti nelle giocate, più incisivi in avanti e più bravi a soffrire nei momenti in cui erano gli ospiti a tenere il pallino del gioco. Il tecnico può sorridere per il grande impatto degli uomini entrati dalla panchina, per la crescita esponenziale di Thuram, Locatelli e Jonathan David, e anche per la bravura della squadra di rimanere "aggrappata alla partita" - espressione che piace particolarmente all'allenatore bianconero - nei momenti in cui essa non riesce a mantenere il controllo del pallone. Dopo un tempo e mezzo quasi in equilibrio, il Napoli capitola, soffocato da una Juventus fisicamente più brillante e capace di vincere gran parte dei duelli offensivi. Troppo pesanti le assenze per la squadra di Conte, ma anche le prestazioni dei tre centrali partenopei non possono che finire sul banco degli imputati. Dal punto di vista offensivo, venuto a mancare Hojlund - fin troppo impegnato nel duello con Bremer - , il Napoli si è scoperto privo di soluzioni. Fondamentale, vista l'assenza prolungata di Neres, saranno il veloce ambientamento di Giovane e il recupero a condizioni perlomeno accettabili di uomini chiave come Zambo Anguissa e Lukaku.
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