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Inter Arsenal
, 20 Gennaio 2026

Inter-Arsenal 1-3, Considerazioni Sparse


I londinesi espugnano San Siro e costringono l'Inter a giocarsi l'accesso agli ottavi contro il Borussia Dortmund.

Dopo le prime quattro partite di Champions League, l'Inter figurava tra le squadre a punteggio pieno a quota 12. Si sapeva: il calendario era particolarmente agevole all'inizio, salvo poi complicarsi nel finale con Atletico Madrid, Liverpool, Arsenal e Borussia Dortmund. Tuttavia, proprio il fatto di arrivare a questi impegni senza aver perso punti per strada dava la possibilità ai nerazzurri di affrontare match più complicati sulla carta senza avere il fiato sul collo. Ebbene, in vista della trasferta in terra tedesca, gli uomini di Chivu sono rimasti ancorati a 12 punti, senza riuscire ad ottenere nemmeno un punto contro squadre sicuramente attrezzate ma non ingiocabili - per citare una celebre uscita di Mkhitaryan, ricorrente oggetto di sfottò e di prese in giro - e a smuovere la classifica. Va sottolineato che perdere contro questo Arsenal era un qualcosa che ci si poteva benissimo aspettare, e che piuttosto le partite dove si poteva strappare almeno un pareggio erano la trasferta del Wanda Metropolitano e la gara casalinga contro dei Reds tutt'altro che irreprensibili.

I padroni di casa approcciano la gara in maniera troppo molle, rendendo la vita troppo semplice alla squadra di Arteta. I gunners si insediano nell'area avversaria a partire dal primo possesso, trovando per due volte la conclusione nel giro di una trentina di secondi. L'Arsenal è padrone del campo, argina qualsiasi tentativo di risalita nerazzurra e si piazza stabilmente nella metà campo dell'Inter. Il goal, date le premesse, è solo questione di tempo, e arriva dopo dieci giri d'orologio. Timber tenta il tiro con il mancino, la palla viene deviata da Dimarco e Gabriel Jesus trafigge Sommer in spaccata anticipando tutti. Si segnala un posizionamento difensivo tutt'altro che felice da parte di Luis Henrique, che indietreggia inspiegabilmente tenendo in gioco il connazionale. Dopo essere andata sotto l'Inter reagisce, alzando il baricentro e dimostrando di poter far male anche a un Arsenal in gran spolvero. I meneghini recuperano più di qualche pallone in zone avanzate di campo e si affidano a Thuram, utilissimo a far salire la squadra.

Al minuto 17, la rete del momentaneo pareggio: Lautaro pesca proprio il francese in profondità, ma l'Arsenal ripiega con efficacia. La sfera carambola al limite dell'area: non si intravedono giocatori dell'Inter a rimorchio, e la poca reattività di Zubimendi fa dedurre che non vi siano ulteriori pericoli in vista. Come un fulmine a ciel sereno, però, Sučić anticipa lo spagnolo, piazzando il pallone dove Raya non può arrivare. Dopo venti minuti di gioco entusiasmanti, le due squadre abbassano lievemente i ritmi, tirando il fiato e cercando di riordinare le idee. L'Inter trova qualche transizione interessante, e al minuto 27 lo stesso croato, insieme a Thuram e Barella, sciupa un tre contro due in campo aperto potenzialmente pericolosissimo. Una delle leggi non scritte di questo diabolico sport recita "gol sbagliato, gol subito", e gli ospiti non perdono l'occasione per certificare la sua veridicità con una delle specialità della casa: le palle inattive. Trossard anticipa Barella sul secondo palo, Sommer e la difesa dell'Inter stanno a guardare e Gabriel Jesus segna il più semplice dei tap-in. Per i padroni di casa, tutto da rifare: si va negli spogliatoi sul risultato di 1-2.

Nel secondo tempo le due squadre continuano a darsele di santa ragione, dando spettacolo. L'Inter però sembra accusare il colpo dal punto di vista fisico: Chivu decide dunque di inserire Esposito al posto di Lautaro. Dopo qualche sponda effettuata proprio dal subentrato e una sua conclusione che sibila velenosamente alla destra di Raya, San Siro cerca di fare la voce grossa caricando i suoi, che per una decina di minuti danno l'impressione di poter mettere sotto l'Arsenal. Arteta corre ai ripari ed inserisce Gabriel proprio per arginare un solidissimo Esposito, il cui impatto va piano piano scemando. Uno degli aspetti che più colpisce dei gunners è proprio questa: la capacità di leggere i momenti della partita. Quando c'è da pressare alto, lo fa con grande praticità. Quando bisogna soffrire, non disdegna un compatto e roccioso blocco basso. Quando c'è da addormentare la partita, le capacità tecniche e di palleggio dei propri giocatori riescono il più delle volte a mandare fuori fase la pressione avversaria.

Dopo una fase della partita favorevole ai nerazzurri, i londinesi riprendono le misure e tornano a gestire il possesso. Chivu tenta la mossa della disperazione inserendo Bonny e Diouf all'82'- secondo slot di cambi arrivato forse troppo in ritardo? - e l'Inter si sbilancia alla ricerca del goal del pareggio, ma pochi istanti dopo l'ingresso dei due francesi Gyokeres chiude la pratica ribaltando il fronte e battendo Sommer. L'Arsenal vince meritatamente, anche se il passivo è forse troppo severo nei confronti dell'Inter. I meneghini continuano a creare tanto anche al cospetto di una difesa solida e preparata come quella disegnata da Arteta, ma si confermano incapaci di convertire tale mole di gioco in gol, risultando spesso confusionari e poco precisi quando si tratta di effettuare l'ultimo passaggio o la conclusione in porta. La seconda parte di questo girone di Champions League poteva sicuramente essere gestito in maniera più lucida da parte dei nerazzurri, che ora sono costretti a fare risultato in uno dei campi più caldi d'Europa, quello del Borussia Dortmund. Non rientrare tra le prime 8, per come si erano messe le cose, sarebbe una vera beffa.

  • Nato a Venezia nel 2003, studia Scienze della Comunicazione a Verona. Si è avvicinato al mondo del calcio grazie alle repliche delle partite di Serie A su Rai Sport e a quelle del PSG su Sportitalia.

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