
Torino-Roma 0-2, Considerazioni Sparse
Un gol del neoacquisto Malen e il ritorno di Dybala riportano la Roma al quarto posto solitario. Torino tornato apatico dopo il successo in Coppa Italia.
Ventisei minuti: il tempo che ci mette Donyell Malen a prendersi la Roma. Atterrato in Italia da nemmeno 48 ore, l'attaccante olandese viene piazzato da Gasperini al centro dell'attacco, ed è evidente a tutti dai primissimi istanti di gara quanto l'approccio del numero 14 sia diverso e più pronto al modo di giocare dell'ex allenatore dell'Atalanta rispetto ai suoi predecessori nel ruolo: i movimenti, la presenza fisica, l'attacco della profondità, l'intesa con Dybala, tutto lascia presagire grandi cose, ma è ovviamente molto presto presto per dei giudizi definitivi. È però fattuale che nella prima mezz'ora l'ex Aston Villa sfoggi una prestazione migliore di (quasi) tutte le partite finora disputate da Ferguson e Dovbyk.
Per affrontare la squadra che finora è stata la nemesi stagionale - sconfitta all'andata in campionato ed eliminazione in Coppa Italia qualche giorno fa - la Roma deve rinunciare a Celik, infortunatosi nel riscaldamento, che lascia posto a Rensch, autore di una prestazione che non fa rimpiangere il turco. Baroni, invece, ripropone Ilkhan - autore del gol del 2 a 3 che ha deciso la qualificazione martedì scorso - e non può disporre del Cholito Simeone, uscito acciaccato dalla sfida dell'Olimpico. I giallorossi sono ancora a zero pareggi stagionali, e - a dispetto della legge dei grandi numeri - tale rimane questa statistica dopo la ventunesima giornata di campionato.
Quello che sarà l'andazzo della partita è chiaro da subito: la Roma trova praterie in una difesa del Toro che appare distante da quella attenta e ordinata vista altre volte, gli uomini di Baroni non riescono mai a tenere le giuste distanze dagli attaccanti avversari, e gli uomini in giallorosso sembrano poter affondare il colpo in ogni momento. Già dopo dieci minuti, con un'azione di puro stampo gasperiniano, Pellegrini va vicinissimo a portare in vantaggio i suoi, e dopo altri dieci Malen trova due gol a poca distanza l'uno dall'altro, entrambi su assist di un ispiratissimo Dybala, ma il primo gli viene annullato per fuorigioco, mentre sul secondo può finalmente liberare la sua gioia e fare contento il suo allenatore che, dopo le critiche mosse ai suoi attaccanti, ha forse trovato la punta da tenere titolare per il resto della stagione, e forse di più.
A rubare la scena anche più dell'attaccante olandese, però, è Paulo Dybala: il fantasista argentino è nella sua forma migliore, ai livelli del suo prime come piace dire alle nuove generazioni, sembra giocare con le mani tanto è facile e fluido il suo controllo palla, regala assist che mettono in porta i compagni, e sfiora il gol in diverse occasioni, prima di trovarlo nella ripresa dopo mesi e mesi di astinenza. Con un attacco a questi livelli, non può che sognare il pubblico giallorosso, con la dovuta misura e i giusti obiettivi, ma se si pensa che la Roma ha la miglior difesa del campionato, la ricerca di una continuità di risultati non può essere più un'utopia.
Il Torino, invece, come già capitato diverse volte in stagione, lascia pochissime buone impressioni e ben poco da dire: l'unico a provare a impensierire Svilar, almeno nel primo tempo, è Ngonge, che però è poco aiutato dai compagni e pare predicare nel vuoto per lunghi tratti del match. La Roma rimane in controllo per tutti i novanta minuti, senza mai rischiare davvero di subire gol e, anzi, andando più volte vicina al terzo, nel finale anche con l'altro neoacquisto Robinio Vaz, che però si fa ipnotizzare da Paleari. I giallorossi staccano la Juventus sconfitta a Cagliari riportandosi al quarto posto solitario e ad un solo punto dal Napoli terzo, e - considerato che Conte e Spalletti si sfideranno domenica prossima - Gasperini può guardare avanti con enorme fiducia, consapevole ora di avere diverse nuove frecce da lanciare col suo arco.
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