Logo sportellate
Bologna Fiorentina Piccoli
, 18 Gennaio 2026

Bologna-Fiorentina 1-2, Considerazioni Sparse


La Fiorentina sbanca il Dall'Ara e ributta il Bologna nella crisi: colpo pesante in zona salvezza per i viola.

Il Bologna cade e spegne i timidi segnali di ripresa visti nelle sfide contro Como e Verona, la Fiorentina vince e si prende non solo tre punti pesanti, ma anche la continuità di rendimento con il nuovo sistema di gioco. Nel giorno del lutto per la morte del presidente-patron Rocco Commisso, i viola sembrano aver imboccato il tunnel che può portarli fuori dai marasmi della zona retrocessione (nonostante tutto sembri muoversi là in bassa classifica, vedasi Cagliari): ora si vede davvero la luce, dopo troppe tribolazioni, litigi e incubi. Brutta aria invece dall'altra parte dell'Appennino, con il quinto ko in campionato da dicembre.

Due vittorie e due pari nelle ultime quattro gare per la Fiorentina, con 11 punti e una sola sconfitta (a Parma, ndr) nelle ultime sei partite. Non sono poca cosa, specialmente per una squadra in lotta per la salvezza e che è andata a sfidare di seguito Lazio, Milan e Bologna. Ma, soprattutto, ci sono le prestazioni. E proprio in quel di Bologna la Fiorentina conferma quando di buono già fatto vedere nelle ultime uscite, comprese le ultime due vittorie sfumate nel finale all'Olimpico e contro la banda Allegri. Si parla di una squadra trasformata nell'atteggiamento tattico e negli obiettivi da ricercare in campo, tornata ad esaltarsi nel praticare un calcio meno d'attesa e più propositivo dopo mesi (più di 12) di verticalità ossessiva e attendeismo. La cura, anche psicologica, per la Fiorentina non poteva che passare dal mettere da parte la paura e tornare a sfruttare le proprie risorse tecniche per governare, e perfino azzannare, le partite. Al Dall'Ara Vanoli raccoglie la finora massima espressione di tutto ciò, nonostante l'immancabile panic zone dei minuti finali, figlia di un eccessivo abbassamento di ritmi: soprattutto nel primo tempo, la Fiorentina è stata dominante in ogni dettaglio.

Una cosa tutt'altro che banale e scontata da aspettarsi era vedere la Fiorentina più efficace e più intensa del Bolognanel portare una prima pressione aggressiva. Sembra un dettaglio, ma per una squadra come quella viola avere il coraggio di tenere il baricentro alto era e resta una scommessa non da poco, che Vanoli sta vincendo nelle ultime gare. Anzi, l'andamento della sfida (e l'arrembaggio finale del Bologna, fisiologico ma rispetto al quale i toscani, specie nei cambi, non sono esenti da responsabilità) sembra ribadire che per questa squadra oggi sia vitale mostrare continuamente un approccio propositivo. Lo è per una questione psicologica (la gestione della sofferenza non è più un fattore per i gigliati), lo è anche per una questione tecnica: un centrocampo in cui Fagioli è il direttore d'orchestra è un centrocampo che deve stare alto e lavorare in maniera proattiva anche dentro i blocchi avversari (cosa che oggi la Fiorentina fa con successo, due mesi fa era impossibile anche solo concepirlo), e non ridursi a coprire le barricate; una difesa dove la coppia è formata da Comuzzo e Pongracic (oggi ottimo il croato) è una difesa che deve lavorare sugli anticipi e difendere in avanti, piuttosto che limitarsi al suo blocco basso.Preconcetti che la Fiorentina ha stratificato nel tempo e le hanno complicato la vita all'inverosimile, e oggi a fatica sta provando a scrollarseli di dosso.

Che il Bologna sia una squadra normalizzata senza la giusta brillantezza atletica, è risaputo. Come è risaputo che Casale (dentro in extremis per Vittek) sia un equivoco abbastanza grosso nell'impianto tattico della linea a 4 rossoblù. Ma sarebbe forse riduttivo spiegare il ko dei felsinei solo con i pochi giorni di riposo o la presenza dell'ex Lazio e Verona dal primo minuto, quando è evidente il progressivo calo di rendimento e fiducia della squadra di Italiano negli ultimi due mesi. Contro i viola, il tecnico sembra aver azzeccato poche scelte in fatto di uomini (4 cambi all'intervallo dicono più di qualcosa), e a livello di disposizioni in campo è sembrano controproducente l'iniziale schiacciamento di Odgaard sulla linea difensiva avversaria, finito di fatto a facilitare i riferimenti dei centrali gigliati e a render ancor più complicati i già poco fluidi tentativi di cambio lato dei padroni di casa. Inquietanti però alcune prove individuali: Heggem ha sofferto enormemente nel gestire il lavoro di fatica di Piccoli, mentre Orsolini ha passato 46 minuti in balia di Gosens prima di finire sotto la doccia. Non bastano le accensioni a scoppio ritardato del subentrato Rowe (palo per lui), né un assalto finale che pare da imputare più al mancato apporto dei cambi viola a venti dal termine (Solomon, Sohm e Brescianini) nel contribuire al tenere i ritmi alti. Il Bologna ha provato a riacciuffarla d'inerzia più che con buone soluzioni, un piano che sa di disperazione e difficilmente risulta efficace.

Parlando delle prestazioni individuali, fanno ovviamente menzionate quelli degli ospiti. Se la rocambolesca marcatura (alla fine decisiva) di Piccoli è il giusto premio a una prova enorme sul piano quantitativo, se nonostante la sbandata sul gol di Fabbian restano sempre più rassicuranti le prestazioni di Comuzzo e Fagioli dopo tante difficoltà, se è evidente quanto le ultime partite di Dodô (rinfrancato dal ritorno alla posizione di terzino e dal non dover più coprire una fascia infinita da solo) siano una palese smentita di mesi di narrazione su quale fosse il suo miglior utilizzo, forse una nota più di altri oggi la meritano Ndour e Mandragora: al di là del gol annullato del primo e di quello valido del secondo, i loro limiti tecnici sembravano un punto critico nel nuovo sistema della Fiorentina. A Bologna entrambi invece sono stati precisi e puntuali nei frangenti di possesso palla, e si sono mossi benissimo da mezzali chiamate sia a giocare anche di spalle tra le linee, sia a invadere l'area avversaria. Alla fine, sembra davvero benefico per tanti calciatori provare a giocare a pallone sul serio.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

pencilcrossmenu