
Inter-Napoli 2-2, Considerazioni Sparse
Una doppietta di McTominay nega all'Inter la prima fuga stagionale; espulso Conte per proteste.
La solidità dell'Inter e il cuore del Napoli: a prescindere da quelli che sono stati gli aspetti tecnici e tattici della partita, si può riassumere così la sfida della 20a giornata di campionato che poteva voler dire fuga per la squadra di Chivu. Due volte in vantaggio, due volte recuperati: non era mai successo ai nerazzurri di non vincere una partita dove erano riusciti a portarsi avanti, ma gli uomini di Conte si sono dimostrati duri a morire e hanno trovato il modo di mantenere viva la lotta per lo scudetto. Partita non priva di polemiche e con un risultato sempre aperto, che rischia di cambiare ancora dopo il pareggio raggiunto dal Napoli nel finale, con Mikhitaryan che colpisce un palo a una manciata di secondi dal triplice fischio.
Il migliore in campo nel primo tempo è Doveri: l'arbitro toscano, nonostante la pressione a cui i direttori di gara nostrani si ritrovano in questo momento storico, gestisce la partita all'inglese, lasciando correre su tutti i mezzi falli. Ne giova il gioco: il Napoli sembra partire meglio anche nell'impostazione dal basso, ma dopo nemmeno dieci minuti, alla prima ripartenza - con McTominay che si fa rubare palla dall'ex Zielinski - è l'Inter a trovare il gol del vantaggio con Dimarco, su assist di Thuram, che infila un altro sinistro chirurgico e impossibile da prendere per il portiere avversario.
La squadra di Conte subisce il colpo e sbanda pericolosamente, perde distanze e sicurezze, lasciando il fianco scoperto all'Inter, che però non tramortisce l'avversario e gli azzurri ritrovano fiducia col passare dei minuti: il pareggio quasi a sorpresa di McTominay, che dopo questo match è a quattro gol in quattro partite contro i nerazzurri, arriva dopo una bella azione corale sviluppata sulla sinistra, con l'inserimento di Elmas decisivo per regalare l'assist del pareggio allo scozzese. Lo scontro più vivo a centrocampo è proprio quello tra l'MVP della scorsa stagione e il suo omologo Zielinski, che da ex gioca una partita in linea con le sue ultime prestazioni, dando ulteriori riprove a Chivu della bontà della sua scelta.
Il duello che però ruba la scena per tutto il match è quello tra Hojlund e Akanji: il pressing asfissiante dell'Inter costringe il Napoli ad andare direttamente sul danese, che vince quasi tutti gli uno contro uno col difensore svizzero, tenendo in piedi i suoi e sciorinando una prestazione che a tratti ha ricordato l'infortunato di lunga data Romelu Lukaku. È proprio l'attaccante azzurro a sfiorare il gol che può cambiare l'inerzia del match ad inizio ripresa, ma è l'Inter a ritrovare il vantaggio con Calhanoglu su calcio di rigore: il turco cambia angolo rispetto ai due tiri dal dischetto calciati e sbagliati in quella porta negli ultimi big match, spiazza Milinkovic-Savic, e riporta davanti ai suoi.
L'assegnazione del calcio di rigore fa poco piacere - per usare un eufemismo - ad Antonio Conte, che perde calma, e protesta troppo vistosamente col direttore di gara, il cui metro torna un po' su standard italiani nella ripresa, per non essere allontanato dal terreno di gioco. La molla emotiva è forte per i partenopei, che buttano il cuore oltre l'ostacolo e trovano nuovamente in McTominay - salito in cattedra come in ogni momento decisivo della sua carriera in azzurro - il proprio faro: pareggio che lascia il Napoli a distanza dall'Inter, ma una sconfitta avrebbe costretto gli azzurri a una rincorsa quasi impossibile nonostante le tante partite mancanti alla fine del campionato. L'Inter si ritrova invece a una partita da distanza dalle inseguitrici, tira il fiato dopo sei vittorie consecutive, e può ora provare a correre più veloce senza il fiato sul collo avuto da inizio stagione.
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