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Fiorentina Milan 1-1
, 11 Gennaio 2026

Fiorentina-Milan 1-1, Considerazioni Sparse


La Fiorentina manda segnali di guarigione, ma il Milan pur con troppe apnee si salva ancora nel finale

Finisce 1-1 la sfida del Franchi tra Fiorentina e Milan, un punteggio onesto rispetto a quanto mostrato in campo dalle due squadre ma che lascia, per prestazione e dinamiche della partita, più amarezza (ma anche rassicurazioni) ai padroni di casa che agli ospiti. Infatti questi ultimi si sono visti di nuovo costretti alla rimonta disperata nel finale come contro il Genoa, e di nuovo alle prese con fin troppe difficoltà di governo della partita contro squadre di bassa classifica, pur in questo caso con le parziali scusanti dell'anomalia rappresentata dai viola in quella zona (per qualità individuali nettamente differenti dalle rivali in lotta salvezza), oltreché dalle assenze più o meno forzate.

Se Vanoli ormai sembra convinto del nuovo assetto della squadra (4-3-3 con Gudmundsson e Parisi esterni offensivi), Allegri mantiene il suo classico impianto ma si ritrova a gestire un turnover importante dopo il turno infrasettimanale. Laddove in casa viola l'unico cambio nell'undici di partenza è il ritorno dal primo minuto di Kean, il Milan tra chi è acciaccato e chi ha bisogno di tirare un po' il fiato rinuncia dall'inizio a Modric, Rabiot, Bartesaghi e Leao. Con la regia del centrocampo affidata a Ricci, c'è la prima da titolare quindi per Andon Jashari e per Niclas Füllkrug. Opaca la prestazione dello svizzero dentro un centrocampo privo di troppi riferimenti; al contrario produttiva e "sgobbona" la prova del tedesco arrivato in questa sessione di mercato: le combinazioni tra il centravanti in prestito dal West Ham e Pulisic saranno il problema maggiore da gestire per la difesa della Fiorentina.

Se con la Lazio la prima metà di gara era stata segnata dalla quasi sistematica perdita della sfida per il controllo del gioco, in questa partita la Fiorentina approccia con tutt'altra fiducia e ritmo. Ormai è chiaro che in casa gigliata Vanoli abbia invertito il paradigma su come la squadra debba stare in campo: non più passiva ma attiva, non più freneticamente verticale ma con un baricentro altro orientato a far correre la palla. Emerge di nuovo la centralità di Fagioli nei possessi viola, ma emergono anche nuovi segnali positivi sulle catene laterali: se a sinistra i giochi di catena tra Gosens e Gudmundsson si stanno affinando, a destra Dodô ormai stabilmente ritornato terzino a quattro sfoggia la sua miglior prestazione in stagione, rinfrancato dalla presenza di compagni sulla corsia - nonostante un Parisi oggi opaco - e dalla possibilità di effettuare conduzioni in zone di campo meno ansiogene.

Che il Milan sia una squadra di fiammate e non di costante dominio è risaputo, oltreché voluto per espressa filosofia del suo tecnico. Ma è probabile che Allegri non sia rimasto soddisfatto della passività dei suoi, non tanto in prima pressione quanto nella propria metà campo. La Fiorentina è mancata spesso per scelte nell'ultimo terzo (forse complice un Kean ancora non al meglio e nemmeno troppo abituato a non giocare solo sulle verticali), ma ha manipolato il Milan tramite riaggressione e possesso con un discreto successo, portando spesso all'errore i rossoneri nella propria costruzione da dietro e facendo leva sulla difficoltà della squadra di Allegri, qui in difficoltà sul piano dei duelli in mezzo, anche solo nel serrare le fila e chiudere gli spazi (più volte pericoloso Gosens sulla corsia intermedia). L'innesco delle qualità di Pulisic in questa gara è avvenuto solo grazie al superlavoro di pulizia in avanti di Füllkrug, ma lo statunitense ha - un po' a sorpresa - mostrato le polveri bagnate (almeno due se non tre palle gol clamorose sciupate), pur mettendo in difficoltà Comuzzo sulle scelte e mostrando appieno il suo campionario tecnico, fatto di inserimenti senza palla e dribbling micidiali.

Se per una volta le situazioni da calcio piazzato premiavano invece di punire la Fiorentina (in vantaggio con Comuzzo di testa su corner di Gudmundsson), i viola vedono svanire la vittoria su due episodi. Il primo è una grave ingenuità sul gol di Nkunku, commessa già più volte nell'arco della stagione: presunto fallo su Fagioli (fa bene l'arbitro a lasciar correre) e perdita generale di concentrazione, con il Milan che guadagna quel tempo di gioco decisivo per segnare. Seppur meno vistoso, lo stesso pasticcio commesso ad esempio in Genoa-Fiorentina. L'altro episodio, e qui si entra nella sfera della magia nera del pallone, è la traversa interna sulla quale Brescianini stampa la sua conclusione a botta sicura al minuto 96', al termine di una ripartenza sulla quale il Milan si era fatto sorprendere in malo modo. Per volume di occasioni create, il pari resta il risultato più giusto. Ma probabilmente lascia più l'amaro in bocca alla Fiorentina, che a un Milan raramente visto così poco in controllo della situazione. Considerando anche la classifica delle due squadra, uno scenario di gara impensabile fino a poche settimane fa.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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