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Parma Inter
, 7 Gennaio 2026

Parma-Inter 0-2, Considerazioni Sparse


L'Inter stende un assonnato Parma al Tardini: le reti di Dimarco e Thuram consegnano tre preziosi punti a Cristian Chivu.

Nella nebbiosa serata del Tardini l'Inter di Cristian Chivu offre una prestazione non eccelsa ma sufficiente per avere la meglio sul Parma di Cuestas con il risultato di 0-2. La partita valvole per il 18° turno di Serie A è stata tutt'altro che spumeggiante: i nerazzurri, da una parte, hanno sì creato tante occasioni e tirato tanto ma hanno faticato a chiudere la partita, tirando per le lunghe una pratica sbrigabile in tempi meno dilatati. Dall'altra, i crociati hanno sentato a trovare trame interessanti, risultando poco pericolosi e piuttosto arrendevoli.

L'ampiamente preventivabile canovaccio tattico è palese sin dalle prime battute: il Parma aspetta l'Inter nella propria metà campo cercando di ribaltare il fronte una volta riconquistato il possesso, con i nerazzurri che hanno dunque gioco facile nello schiacciare i padroni di casa nella rispettiva metà campo. Il ritmo stenta dunque a decollare nel corso del primo tempo, con i nerazzurri che rimbalzano sul muro eretto dagli uomini di Cuestas senza riuscire a trovare il guizzo giusto. I meneghini riescono a concludere con facilità ma sono spesso imprecisi: Lautaro sciupa un paio di occasioni ghiotte, Bisseck e Pio Esposito scheggiano entrambi la traversa e la palla sembra non voler entrare. È lecito aspettarsi che si rientrerà negli spogliatoi sullo 0-0, ma gli ospiti riescono a sbloccare la gara in maniera piuttosto inusuale. Dimarco crossa in mezzo, Esposito fa per l'ennesima volta a sportellate all'interno dell'area di rigore e il pallone carambola proprio sui piedi dell'esterno sinistro. La posizione è defilata, e pensare di calciare con il suo mancino sarebbe innaturale: l'ex di turno decide dunque di tentare un inaspettato ed insidioso destro, che fulmina Corvi e si insacca dopo aver dato un bacio al palo.

Vien da sé che, per via dello svantaggio maturato sul tramonto della prima frazione, i padroni di casa siano costretti ad alzare il proprio baricentro nel tentativo di riacciuffare il pari, ma la ripresa procede sugli stessi binari dei 45 minuti precedenti. L'Inter mantiene il possesso della sfera, senza correre grossi rischi ma continuando a vanificare gli sforzi fatti per trovare la rete dello 0-2. Come nel primo tempo, la partita sembra ormai indirizzata verso la vittoria di misura, ma prima Bonny - la cui rete viene annullata - e poi Thuram trovano il raddoppio a novantesimo inoltrato. L'Inter riesce dunque ad allungare su Napoli, che poche ore prima ha subito una battuta d'arresto in casa contro l'Hellas Verona, e sul Milan di Max Allegri, che tuttavia deve ancora giocare e ospiterà il Genoa a San Siro.

Senza sforzarsi chissà quanto, l'Inter passa una serata relativamente tranquilla e senza grossi sussulti, riuscendo ugualmente a portarsi a casa tre punti preziosi. Tiene banco la cronica imprecisione sotto porta - anche contro il Parma troppe sono state le occasioni sprecate, così come contro il Bologna nel turno scorso - ma nonostante i tanti errori poco si può recriminare agli uomini di Chivu. La vittoria contro il Parma non è importante solo in virtù del risultato favorevole maturato al Maradona, ma anche perché arrivata adoperando qualche seconda linea come Pio Esposito, Sučić e Carlos Augusto in modo tale da far riposare qualche titolare. Prima o poi anche Akanji necessiterà di un turno di stop, e in tal senso la sua gestione poteva essere più oculata. Considerazioni che rappresentano ad ogni modo il celeberrimo pelo nell'uovo: i tre punti, tutto sommato, sono ciò che contano, soprattutto quando la prestazione non è memorabile.

Deludente, invece, la partita del Parma. Sebbene il piano di Cuestas avesse retto per quasi un tempo, i crociati sono parsi spenti, senza mordente e remissivi nel mettere i bastoni tra le ruote a Lautaro e compagni. Complice l'ottima gara di Akanji su Pellegrino i gialloblù hanno faticato a risalire il campo, al di là della ghiottissima occasione capitata a metà primo tempo sui piedi di Ondrejka, vicinissimo a far male ancora una volta all'Inter. Nel secondo tempo sono emersi tutti i limiti offensivi degli emiliani, incapaci di creare grossi grattacapi a Sommer. Il rammarico sta nel fatto di non aver sfruttato l'opportunità di graffiare un'Inter tutt'altro che irreprensibile, restando inchiodati a 18 punti in classifica. Il termine del girone d'andata si avvicina: per il momento il Parma sarebbe anche salvo, ma i 12 goal segnati - oltre che valere la palma di peggior attacco della Serie A insieme al Lecce - rappresentano un campanello d'allarme: se la rete dovesse continuare ad essere una chimera, il finale di stagione difficilmente sarà dei più tranquilli in ottica salvezza.

  • Nato a Venezia nel 2003, studia Scienze della Comunicazione a Verona. Si è avvicinato al mondo del calcio grazie alle repliche delle partite di Serie A su Rai Sport e a quelle del PSG su Sportitalia.

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