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Lazio Fiorentina
, 7 Gennaio 2026

Lazio-Fiorentina 2-2, Considerazioni Sparse


Un punto che non smuove nulla se non (forse) le coscienze di Lazio e Fiorentina.

La cena, 22 giocatori di movimento e arbitro compreso, si è consumata in uno stadio Olimpico che costantemente, nonché giustamente, provvede a ricordare quanto Lotito sia completamente inadeguato per questa piazza e per questa squadra. Nel frattempo in Lazio-Fiorentina si consumavano errori su errori, atti inconsulti di nervosismo, sbavature e fagiolate in area che hanno persino reso la partita gradevole ed emozionante. Se si pensa che le due squadre navigano, specialmente la Viola, in posizioni di classifica decisamente non consone per via delle mille traversie societarie e psicologiche che stanno attraversando, si può dire che quanto visto ha divertito ed emozionato.

Partita nella partita è stata quella consumatasi tra i membri della colonia spagnola: De Gea contro GIla, ancora De Gea contro Pedro, nel momento del rigore decisivo, che ha sancito il 2-2 finale. Soprattutto il primo vis a vis ha dato le maggiori vibrazioni: il difensore laziale ha per 3 volte cercato la via della rete vedendosi respingere le proprie conclusioni sulla linea ogni volta che è riuscito a prendere palla in area avversaria. Il secondo scontro consumatosi ha visto, invece, un freddissimo Pedro battere il portiere agli sgoccioli dagli 11 metri. Note a margine, sempre in tema di giocatori scesi in campo, sono l'addio quasi certo di Guendouzi - ultima volta in biancoceleste per l'ex Marsiglia - e l'ingresso in campo di Solomon, i cui sostegni via social alle azioni delle IdF hanno provocato una messe di fischi ogniqualvolta toccava (o tentava di toccare) il pallone.

Particolari contenuti tattici non ce ne sono da segnalare: la gara, per certi versi, è stata più interpretata come una corrida che come una partita raffinata a scacchi. La Lazio ha provato svariate volte, soprattutto nel primo tempo, a verticalizzare costantemente il gioco dando frizzantezza alla fase offensiva. La Fiorentina, nonostante la concessione di svariate palle-gol ai biancocelesti, ha provato a chiudere ogni linea, facendo muro dinanzi l'area di rigore con l'idea, di appoggiarsi, in maniera abbastanza fallimentare, su Piccoli nel primo e in parte della seconda frazione. Decisiva lato Fiorentina la salita in cattedra di un Fagioli sempre più finalmente centrale nell'11 di Vanoli (si riveda e si apprezzi la costruzione con cui inventa l'1-1 di Gosens, degna risposta alla bella combinazione valsa il vantaggio firmato Cataldi), fondamentale per scuotere la squadra nella ripresa e creare i presupposti di un pareggio dal retrogusto persino amaro per il vantaggio trovato all'89'; dal lato opposto si è vista la solita desertificazione quando si tratta di calciare verso il portiere avversario eccezion fatta per GIla - un difensore.

Un dato comune: Sarri e Vanoli, più obbligati che altro, sono costretti a dover puntare come prima opzione per il ruolo di centravanti su giocatori come Piccoli, lato Fiorentina, e Cancellieri, lato Lazio. Il primo appare spesso spaesato, volto più a cercare di intercettare qualche lancione dalla propria trequarti nella vana speranza che qualche centrocampista lo segua. Il secondo, lontano dalla forma raggiunta prima dell'infortunio durante l'ultima sosta nazionali, è davvero poco efficace in ogni posizione dell'arco offensivo ricopra: prima punta, seconda punta, esterno. Non riesce a far salire la squadra, raramente salta l'uomo, dialoga e cerca sponde in maniera del tutto sporadica; quando conclude, solitamente centra il portiere o qualche sfortunato fotografo a bordocampo. Questa predilezione di Sarri per Cancellieri risulta di difficile comprensione, ma è forse più esemplificativa del mal assortimento garantito dal lavoro della dirigenza a disposizione del tecnico.

Casa Lazio: Il mercato da, il mercato daje! Mantra dei prossimi giorni sarà scoprire come Fabiani e Lotito abbiano intenzionalmente acquistato giocatori non indicati dall'allenatore, accettando di buon grado dichiarazioni di fuoco di Sarri pur di scandagliare YouTube per vedere "highlights: goal&skills" di prospetti ben lontani dal dimostrarsi affidabili nell'immediato per una medio-alta Serie A. La prima mossa in entrata è stata fatta per il post Castellanos: Petar Ratkov è atterrato a Roma, ma il 2003 del RB Salzburg non corrisponde neanche per idea all'identikit tracciato da Sarri - tracciabile da qualunque mister di Serie A alla ricerca di un titolare dal rendimento costante nei mesi. Movimenti insistiti anche in casa Fiorentina, la cui necessità è confermata dalla gara di stasera. Serve un giocatore gregario più ordinato da mettere al posto di Ndour (Brescianini?), probabilmente servirà anche più di un'alternativa sulla casella dell'ala destra: nonostante l'impegno e l'abnegazione di Fabiano Parisi, ai viola manca incisività nell'ultimo terzo da quel lato.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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