Logo sportellate
Lecce Roma
, 6 Gennaio 2026

Lecce-Roma 0-2, Considerazioni Sparse


La Roma torna a sorridere coi gol degli attaccanti, il Lecce è a secco di vittorie da fine novembre.

Lecce-Roma è una partita che assomiglia tanto a quegli episodi che capitano quotidianamente nella vita di tutti: porti la macchina del meccanico perché fa un rumore che non ti piace, ma poi quello stesso rumore svanisce in officina al primo controllo, tipo. Così Gasperini, che pare tanto scontento delle sue prime punte, trova una vittoria importantissima al Via Del Mare proprio con i gol dei suoi numeri nove, prima Ferguson, su una giocata di Dybala, poi Dovbyk da opportunista vero. I giallorossi ritrovano così 3 punti in trasferta che mancavano da fine novembre a Cremona, respirando nuovamente aria buona e portandosi a un passo dalle prime delle classe, alle quali però mancano due partite da giocare.

L'emergenza difensiva - assenti Mancini ed Hermoso per squalifica e Rensch per infortunio - costringe Gasperini a un inedito trio, ma il rendimento non cala, e la Roma rischia soltanto in un'occasione di subire il pareggio, con Pierotti che intorno al 60' si divora il gol da pochi metri dopo un'azione sulla destra di N'Dri, subentrato nella ripresa al posto di uno spento Banda, e unico dei suoi a provare a creare qualche grattacapo agli avversari. La squadra di Di Francesco non ha la cattiveria necessaria per portare punti a casa, forse leggermente appagata dal pareggio di qualche giorno fa a Torino contro la Juventus, o semplicemente stanca per un impegno arrivato a sole 72 ore dal precedente, situazione non consueta per i pugliesi.

Ciò che è invece ormai consuetudine è la capacità della Roma di vincere le partite in cui passa in vantaggio, 11 su 11, segno di una squadra molto consapevole dei propri mezzi, ma al contempo bisognosa di segnare per prima per potersi tranquillizzare e gestire il resto del match con maggiore applicazione in fase difensiva. Caratteristica, questa, lontana dal modo di fare calcio che Gasperini ha mostrato negli anni a Bergamo, nei quali i rischi in difesa erano sicuramente più alti, ma lo era altrettanto la produzione offensiva della squadra: basti pensare, a tal proposito, che l'Atalanta ha chiuso la scorsa stagione con 78 gol fatti (media maggiore di due reti a partita), mentre ora la Roma è ad appena 22 in 19 match disputati.

Solo il tempo potrà dire se questo è sintomo di un'evoluzione nel modo di fare calcio Gasperiniano, o se manca ancora qualcosa per trovare una quadra definitiva. La seconda ipotesi appare più probabile, considerato che la Roma vince ma non convince ancora del tutto: le tre sconfitte consecutive in trasferta, e quella col Napoli in casa, pesano ancora molto sulla classifica dei capitolini, e bisogna ritrovare la continuità di inizio stagione per non perdere terreno e posizioni in classifica perché, a parte le solite note, bisogna fare attenzione al Como, che anche oggi ha dimostrato nuovamente di voler partecipare alla lotta per un posto in Europa.

Il Lecce, dal canto suo, continua nel suo campionato altalenante, ma la prestazione di oggi è stata tutt'altro che memorabile: gioco mai fluido e troppo spezzettato; considerata la difficoltà numerica della Roma, ci si sarebbe potuti aspettare una maggiore pressione offensiva, e invece gli uomini di Di Francesco non sono mai riusciti a dare l'impressione di poter fare proprio il match, o di poterlo rimettere in carreggiata dopo lo svantaggio. Il Via del Mare ospiterà anche la prossima partita del Lecce - contro il Parma - e quelli sono punti da non perdere assolutamente per non ritrovarsi a distanza poco sicura dal fondo della classifica, ora distante cinque punti. La Roma, invece, è al 4° posto a braccetto con la Juventus, e attende il Sassuolo all'Olimpico nel prossimo weekend, per ritrovare uomini e continuare a macinare punti in una lotta per l'Europa che per ora non trova padroni.

  • Danilo Cappella, classe 1988, tifoso del Napoli da prima di nascere.
    Calcio e scrittura le mie passioni più grandi, ma anche cinema e musica.

    Dopo Diego, ho creduto in una sola divinità, aveva la cresta e il 17 sulla schiena.

    Autore di un libro sulla passione di un tifoso partenopeo, a chi mi chiede quando mi passerà questa malattia, rispondo come farebbe Nick Hornby: "noi non supereremo mai questa fase".

pencilcrossmenu