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Amorim esonero
, 6 Gennaio 2026

Segnali dalla 20° giornata di Premier League


Amorim sacked in the morning, le emozioni infinite di Manchester City-Chelsea.

A Etihad, il gol di Enzo Fernandez ha messo fine a un altro frenetico, eccitante weekend di Premier League. Nella Twelfth Night inglese, la nostra Epifania, un drammatico West Ham-Nottingham Forest segnerà già l'inizio di una nuova giornata di campionato, la 21° - l'ultima di questa massacrante striscia di partite natalizie.

Intanto continuano a succedere cose, e a saltare panchine.

Il West Ham sta sbagliando tutto

Sabato pomeriggio il Wolverhampton ha vinto la sua prima partita stagionale, battendo 3-0 al Molineaux il West Ham grazie alle reti di Arias, Hwang e Matheus Mane - intrigante 2007 inglese premiato meritatamente come MOTM. Già da qualche settimana, il lavoro di Rob Edwards aveva permesso ai Wolves di tornare a essere una squadra "normale". Notevoli progressi si erano già visti a Emirates, a metà dicembre, nonostante la sconfitta di misura con l'Arsenal. A Old Trafford, nell'ultima partita del 2025, i lupi erano addirittura riusciti a strappare un punticino.

L'occasione per trovare il primo successo appariva troppa ghiotta: nelle Midlands giungeva un West Ham allo sbando, e per i Wolves i tre punti sono arrivati anche in modo piuttosto semplice. Salvarsi sarebbe un'impresa da libri di storia e in pochi scommetterebbero sui ragazzi di Edwards, ma se il Wolverhampton - e i suoi fantastici tifosi - sono quelli visti contro gli Irons, allora forse potrebbe succedere qualcosa di miracoloso.

Il West Ham non vince da quasi due mesi. Con soli 4 punti nelle ultime 9 di campionato, gli Irons sono scivolati al terzultimo posto, a 4 punti di distanza dal Nottingham Forest quartultimo. Martedì sera, al London Stadium, il West Ham ospiterà proprio i rossi di Sean Dyche, in una sfida terribilmente importante e pericolosa, per entrambe.

Nell'est di Londra non sta funzionando praticamente nulla, ma lo si poteva immaginare. In estate, la cessione di Kudus aveva fatto intuire che il club non avesse grandi ambizioni. Il ghanese, tra lo stupore generale, non è stato neanche rimpiazzato, anzi: il West Ham non è nemmeno riuscito a portare a casa quell'attaccante che manca ormai dall'incidente di Michail Antonio.

Da li in poi, come prevedibile, niente è andato nel verso giusto. A fine settembre è arrivato l'esonero di Potter, reo di non essere entrato in empatia con i tifosi e di averci messo poco del suo per migliorare la situazione. L'arrivo di Nuno Espirito Santo sembrava aver sistemato le cose: da inizio novembre, però, è tornato il buio. Per sopperire alla mancanza di un 9 vero e proprio, nelle ultime settimane in quella posizione sta giocando Bowen. Il capitano, nonostante la classe e l'orgoglio, non sembra a suo agio in quella posizione: il West Ham, complice la pessima stagione di Summervile e soprattutto Paquetà, fa tremendamente fatica a trovare soluzioni per far male agli avversari.

A gennaio qualcosa succederà. I colpi delle prime giornate di mercato rispondono ai nomi di Pablo Felipe - centravanti brasiliano in arrivo dal Gil Vicente per circa €23 milioni - e Taty Castellanos, con l'ex laziale che costerebbe attorno alla trentina di milioni di euro. Il West Ham sta usando la Serie A anche per piazzare gli esuberi. Niclas Füllkrug, arrivato nell'estate 2024 per alzare il livello nel reparto offensivo, è stato spedito in prestito al Milan.

Tante cose cambieranno quindi, in queste settimane. Ma nulla è più importante, in questo momento, della sfida col Nottingham Forest. Una sconfitta potrebbe mettere seriamente in pericolo il club che nel 2023 ha alzato la Conference League. Ma gli errori si pagano sempre, soprattutto in Premier League.

Boccheggiando, il Manchester City

A Etihad, Manchester City e Chelsea hanno dato vita a un match molto divertente. L’1-1 finale, figlio delle reti di Reijnders nel primo tempo e di Enzo Fernandez allo scadere, permette ai londinesi di raggiungere lo United al 5° posto e di garantirsi qualche ora di serenità, dopo un periodo piuttosto complicato. Prestazione piena d’orgoglio, quella dei Blues: in grande difficoltà per tutto il primo tempo, il Chelsea ha rialzato la testa nella ripresa, grazie anche ai cambi di McFarlane, manager ad interim al debutto in Premier League dopo la separazione con Enzo Maresca.

Senza Sanchez, Cucurella e Fofana, e con Caicedo squalificato, il tecnico inglese ha scelto Badiashile per affiancare Chalobah, mettendo capitan James in mezzo insieme a Fernandez e preferendo Estêvão a Garnacho come esterno offensivo dirimpettaio di Pedro Neto. Il Chelsea é partito male, confuso e frastornato; nel secondo tempo, trascinato dai suoi leader - James su tutti - é stata tutta un’altra storia. Il gol di Enzo Fernandez, il suo 5° in campionato, è arrivato dopo che i Blues avevano sprecato almeno altre due occasioni nitide, con Pedro Neto e Palmer.

Mercoledì sera il Chelsea si sposterà di un paio di miglia per chiudere le festività in casa del Fulham: a Craven Cottage potrebbe debuttare il nuovo allenatore, Liam Rosenior. Ma con Todd Boehly, lo sappiamo, mai dare nulla per scontato.

Al gol dell’argentino, Guardiola é stato colto mentre urlava al cielo tutta la sua rabbia. Frustrazione comprensibilissima, con l’Arsenal che scappa a +6 e l’Aston Villa che scalpita a -1. Il City è vivo, ma la fatica si fa sentire. Dopo i problemi al polpaccio di Nico, contro il Chelsea hanno alzato bandiera bianca anche Rubén Dias e Gvardiol. Il nuovo Pep non ammette turnover: giocando sempre gli stessi, qualcuno comincia a pagarne le conseguenze.

Sotto accusa anche le scelte del catalano a partita in corso. Perché togliere Reijnders e non uno Cherki in affanno? Perché non concedere un po' di riposo a O’Reilly, sverniciato da Malo Gusto al 90’ in occasione del gol degli ospiti? Piccoli dettagli che hanno fatto la differenza, complice anche un pizzico di sfortuna. La stagione del City rimane comunque assolutamente positiva: ora arriva il Brighton, ritrovare il successo potrebbe volere dire recuperare qualche punto sull'Arsenal impegnato a Emirates contro il Liverpool.

La strana normalità dei Reds

Le tante partite ravvicinate dell’ultimo periodo hanno fatto un’altra vittima illustre. Hugo Ekitike, uno degli attaccanti più in forma del campionato, non è infatti volato per la trasferta del Liverpool col Fulham per un “slight hamstring injury”. Data la natura del problema, il francese difficilmente potrà essere a disposizione anche per il big match coi Gunners.

A Craven Cottage, già senza Isak e Salah, Arne Slot si é affidato alla strana coppia Wirtz-Gakpo, con Szoboszlai a destra a completare il tridente. Il Liverpool, in qualche modo, al 93’ sembrava anche averla sfangata. Dopo le reti di Wilson - ancora lui - e il pareggio Wirtz, era stato proprio Gakpo a siglare il gol del vantaggio a pochi istanti dalla fine.

Ma la stagione dei Reds è nata sotto una cattiva stella. Nell’azione successiva al gol del neerlandese, il Fulham ha trovato la rete del pareggio con Harrison Reed, al 4° gol in più di 200 presente con gli Whites. Il centrocampista inglese, appena entrato, ha trovato un jolly, scagliando una mina di destro all’angolino alto opposto della porta di Allisson. Un pareggio più che giusto, che premia l’audacia di un Fulham che va spesso oltre i propri limiti. Un pareggio che per come é arrivato però ha il sapore della beffa, per i campioni in carica.

Non fa quasi più notizia che il Liverpool perda punti con squadre sulla carta inferiori. Dopo il pareggio casalingo contro il Leeds, i due punti persi a Craven Cottage frenano la rincorsa dei Reds al 3° posto, lasciando la squadra di Slot solitaria al 4°, con 3 punti di vantaggio sulla coppia formata da Chelsea e Manchester United.

Per il Fulham invece il punto conquistato rappresenta l’ennesima impresa di una stagione che in tanti ipotizzavamo diversa. I Cottagers al giro di boa della Premier flirtano con la parte sinistra della tabella, in linea con i sorprendenti risultati degli ultimi anni. E dire che quest’anno non era così scontato. Dopo un mercato in entrata nullo fino alle ultime settimane d'agosto - e le preoccupazioni di Marco Silva che “minacciava” di non continuare l'esperienza in riva al Tamigi - il Fulham sembrava destinato a una annata di grande sofferenza.

Ancora una volta però, grazie al grande lavoro del tecnico portoghese, gli Whites sono una delle realtà più serie e credibili del campionato inglese. Con Iwobi, Bassey e Chukuweze impegnati con la Nigeria in Coppa d'Africa - Tete, King e Sessegnon infortunati -, a Silva mancavano molti titolari. Ma, come al solito, in campo non se ne é accorto nessuno.

Ciao Ruben Amorim, ci mancherai

Nella mattinata di lunedì è arrivata la notizia dell’esonero di Ruben Amorim. A differenza dell’affaire Maresca, i contorni sembrano più chiari. Amorim é stato sollevato dall’incarico dal Manchester United per divergenze legate all’imminente mercato di riparazione: al termine dell'1-1 a Leeds, il portoghese aveva usato toni forti per rimarcare la sua centralità nelle decisioni del club legate all’ambito sportivo: “I come here to be the manager of Manchester United, not just the coach”.

Nei 14 mesi in carica sulla panchina dei Red Devils, Amorim ha collezionato una non invidiabile win ratio del 39%, facendo registrare una media di 1.24 punti a partita in Premier League. Nel 2025 il suo United ha perso più partite (19) di quelle che ha vinto. Solo Ange Postecoglou, nello stesso periodo, ne ha perse di più (25). I Red Devils hanno vinto solo una volta nelle ultime 5, fallendo così la possibilità di risalire posizioni in classifica: ora lo United occupa la 6° posizione, lontano 3 punti dal Liverpool 4° e a pari punti con il Chelsea 5°.

Amorim si é mostrato a Manchester secondo tutte le sue sfaccettature. Si era presentato, raggiante e spavaldo, nel novembre 2024 autoproclamandosi “the right man in the right place”. Il tempo passava, i risultati latitavano e le righe aumentavano, lo stress ha cominciato a divorarlo. A novembre 2025, all’ennesima domanda sull'amato 3-4-3 e sulla sua eventuale disponibilità a cambiare qualcosa, si era risentito, affermando che l’unica possibilità di cambiare modulo era quella di cambiare anche l’allenatore.

Non poter più assistere alle sue conferenze pre e post partita sarà un boccone duro da digerire. Anche un po’ sadicamente, era sempre stimolante capire ogni volta quale versione di Amorim avremmo commentato. Quello rassegnato, quello orgoglioso, oppure quello sincero, anche fin troppo, come quando nel 2024 avvisò i suoi che la retrocessione non era un’eventualità così remota.

Per la sostituzione di Amorim, nella shortlist di Ineos, sembrano in pole Xavi, Soutghate e Maresca. Ma nessuno di loro, siamo sicuri, potrà intasare i nostri social come ha fatto in questi mesi Amorim con le sue frasi ad effetto (forse il primo del trio, condito da tante lacrime catalane): sempre sincere, sempre appassionate, sempre - suo malgrado - inadeguate.

I problemi, agli altri

Primo in Premier con 6 punti di vantaggio sulla seconda, primo in Champions League, in semifinale di coppa di Lega e al quarto turno in FA Cup: l’Arsenal è a metà del guado con un percorso praticamente perfetto. Sabato sera, al Vitality Stadium di Bournemouth, dove i Gunners erano caduti nel novembre 2024, è arrivata un’altra vittoria importantissima, in rimonta. L’Arsenal è riuscito a ribaltarla grazie al destro di Gabriel e alla prima doppietta in carriera di Rice. A Emirates arriverà ora il Liverpool, non proprio nel suo momento più splendente: quale occasione migliore per vendicare la sconfitta di inizio stagione?

Viaggia ancora spedito l’Aston Villa, che ha ospitato e battuto il pericolante Nottingham Forest. 3-1 il finale dopo le reti di Watkins, McGinn (doppietta) e Gibbs-White. Nel loro stadio i Villans sono praticamente ingiocabili: dall’agosto 2024, al Villa Park la squadra di Emery ha perso solo due partite, entrambe col Crystal Palace.

Contro il Forest, data l’assenza di Onana per un infortunio occorso nella sfida con l’Arsenal, Emery ha scelto Tielemans e Kamara in mezzo, con McGinn avanzato. Tutti insieme sono costati £2,5 milioni, quelle spese dal club per strappare McGinn all’Hibernian: Tielemans e Kamara a zero è un esempio virtuoso di visione e programmazione. Un tesoro troppo importante, soprattutto nella Premier dei nostri giorni. Se a tutto questo aggiungiamo anche la scelta di un allenatore fantastico e sempre troppo sottovalutato, ecco che il miracolo Aston Villa diventa un po' meno miracoloso.

  • Milano. Iscritto all’albo dei Match Analyst LongoMatch. Diplomato al Liceo Scientifico, nonostante l’orale della maturità sostenuto il giorno dopo la finale di Berlino. Laureato in Scienze Politiche. Malato di calcio. Al primo appuntamento ho portato la mia ragazza a vedere il derby della Mole, quello dell’eurogol di Bruno Peres. Stiamo ancora insieme.

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