
Inter-Bologna 3-1, Considerazioni Sparse
L'Inter si riprende la vetta con una prestazione che non lascia spazio a dubbi. A segno Zielinski, Lautaro e Thuram. Inutile la rete finale di Castro.
Tra le scorie che l'Inter si porta dietro da ormai un anno, gioca un ruolo importante il Bologna di Vincenzo Italiano. Il gol in sforbiciata di Orsolini che indirizzò lo scudetto verso Napoli nello scorso campionato è ancora nella memoria dei tifosi nerazzurri, così come la cocente eliminazione ai rigori in semifinale di Supercoppa di qualche settimana fa. Italiano si presenta a San Siro rinunciando, quantomeno dal primo minuto, al suo leader tecnico - tre gol e due assist nelle ultime sei contro l'Inter - ma la scelta, figlia di un colpo subito nell'ultimo allenamento dal 7 rossoblù, non paga. Chivu, dal canto suo, conferma gli stessi undici di Bergamo, con Zielinski ancora titolare e la ThuLa davanti, per continuare il percorso netto iniziato dopo la sconfitta nel derby, fatto di quattro vittorie in altrettante partite.
Già nei primi dieci minuti, l'andamento del match appare segnato: Ravaglia è costretto da subito agli straordinari, e compie diverse parate importanti, mantenendo questo trend per tutta la durata del match, nonostante il passivo sembri dire diversamente. Ma il predominio dell'Inter è palese in ogni zona del campo, il Bologna prova a giocare uomo su uomo, ma la squadra appare sfilacciata e non mantiene mai le distanze con gli avversari. Dopo lo sfogo iniziale dell'Inter, i rossoblù provano a rimettersi in carreggiata e a portare ordine alla propria manovra, ma Castro, seppur con la solita generosità, riesce a tenere pochissimi palloni per un'eventuale ripartenza dei suoi, e sia Cambiaghi che Rowe sono impalpabili e non creano mai grattacapi alla sempre attenta difesa nerazzurra.
L'ottima partita di Zielinski non è più una sorpresa: il polacco, dopo essere quasi sembrato un corpo estraneo nella scorsa stagione, è tornato ai livelli a cui aveva abituato il pubblico del campionato nostrano, disegnando calcio, dettando ritmi, sacrificandosi in fase difensiva e abbassandosi da libero aggiunto quando c'è da sostituire Calhanoglu in fase di impostazione. Il gol che sblocca il match, su assist di Lautaro, è un capolavoro che suggella l'ennesima prestazione convincente, e permette all'Inter di portare la partita sui binari che predilige, e sui quali i minuti passeranno con lo stesso leitmotiv fino al fischio finale.
Ad inizio ripresa Italiano prova a scombinare le carte in tavola, inserendo Pobega e Vitik, ma le cose non cambiano. Lautaro trova il gol dopo pochissimi minuti su azione d'angolo, e Thuram mette il sigillo finale, prima che Castro segni la rete che fissa il risultato su quello definitivo. Ma il risultato appare anche stretto per quello che l'Inter ha mostrato nel corso della gara, e se non lo è, lo si deve alle parate di Ravaglia e a un po' di imprecisione sotto porta, perché le amnesie della difesa rossoblù lasciano praterie alle offensive nerazzurre, e lo strapotere interista - quasi superiore a quello mostrato in alcune fasi della passata stagione - è così evidente da permettere a Chivu di far esordire, nel finale, il giovane Matteo Lavelli, classe 2006.
Sono solo due i punti nelle ultime cinque di campionato per il Bologna, incapace di vincere in serie A da fine novembre e, sebbene ci sia una partita da recuperare, il treno per l'Europa - sempre più affollato e con un Como che non sembra volere mollare un centimetro - è ora più distante del solito. Vanno ritrovati entusiasmo e compattezza, e può essere solo una fortuna tornare in campo nel turno infrasettimanale per dimenticare subito la brutta prestazione offerta stasera. L'Inter, dal canto suo, risponde in maniera decisa e più che convincente alle vittorie delle dirette contendenti per il titolo, tornando al primo posto e mettendosi sul treno che pare allontanarsi - almeno per ora -da Juventus e Roma, iniziando così il mese più denso della stagione come meglio non avrebbe potuto.
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