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Fiorentina Cremonese 1-0 Kean
, 4 Gennaio 2026

Fiorentina-Cremonese 1-0, Considerazioni Sparse


La Fiorentina apre l'anno tornando alla vittoria: decide Kean al fotofinish.

Dopo un 2025 drammatico e chiuso con il ko a tinte fosche in quel di Parma, la Fiorentina inizia il 2026 con una vittoria pesante contro la Cremonese, arrivata quasi quando nessuno se l'aspettava più visto l'andazzo dei tempi recenti. Nel quadro di una partita coraggiosa e propositiva, i viola trovano i sospiratissimi tre punti nel pieno del recupero, con una zampata rocambolesca risolta dal subentrato Kean (al primo squillo decisivo in stagione), in un momento dove frustrazione e disperazione sembravano prendere il sopravvento nella testa di giocatori e tifosi. I 90 e più minuti di prova difensiva dei lombardi di Nicola, per i quali alla fine il punto era qualcosa di più che positivo, parevano ormai giunti a compimento; invece a gioire rabbiosamente sono Vanoli e la sua squadra, che pur in maniera caotica trovano il giusto premio a una prestazione finalmente degna di questo nome. E, finalmente, si scollano dall'ultimo posto in solitario in fondo alla classifica, agganciando Pisa e (momentaneamente) Verona.

Vanoli insiste nel provare a rendere la Fiorentina una squadra aggressiva, basandola sul rinnovato 4-3-3/4-2-3-1, con Fagioli in cabina di regia, Ndour sempre a fare da mezzala ibrida e Gudmundsson che parte largo a sinistra. E pur nella tensione generale, qualcosa si vede. I viola nel primo tempo producono in avanti (tra le altre, traversa di un ancora ottimo Parisi) e schiacciano la Cremonese nella propria metà campo, con gli uomini di Nicola che si ritrovano in grande difficoltà nell'uscire dal proprio blocco basso. Inoperoso De Gea nei primi 45', mentre dal lato opposto Audero si ritrova più che sollecitato, pur non venendo chiamato a interventi straordinari. Difatti, e questo per tutto l'arco della gara, alla Fiorentina pare mancare solo la stoccata finale, quasi più per sfortuna e per reattività dei difensori della Cremonese che per carenza di scelte di esecuzione negli ultimi 16 metri.

Soprattutto nella prima frazione si vedono le difficoltà della Cremonese, squadra poco propensa al controllo del pallone e facilmente predisposta ad abbassare il proprio baricentro in caso di mala parata. Nicola al 28' richiama in panchina il già ammonito Bondo, asfissiato e innervosito dalla pressione che Fagioli gli porta in marcatura a uomo: un piccolo segnale anche di quanto è diverso e più coraggioso l'approccio dei padroni di casa. I tentativi di uscita diretta dei grigiorossi (forse nella prima metà di gara frustrati anche dal vento), a cercare Vardy e un sacrificatissimo Bonazzoli, sono ben gestiti dalla coppia Pongracic-Comuzzo (quest'ultimo ringalluzzito dalla difesa a 4), apparsi sicuri e privi di ansie nel gestire quegli ampi spazi alle spalle in genere terreno di caccia prediletto dell'inglese. Nonostante una momentanea rialzata di testa nella prima metà di ripresa, l'unico vero pericolo gli ospiti finiscono per crearlo da piazzato all'83', quando Sanabria sfiora su una punizione tagliata che per poco non sorprende De Gea.

La presenza di Piccoli dal primo minuto al posto di Kean (rimasto a casa con un permesso della società per gran parte del ritiro gigliato a cavallo di Capodanno) cambia in maniera vistosa il modo con cui la Fiorentina va a sviluppare davanti. Tanto lavoro da esca, a fissare i centrali della Cremonese, tanti duelli spalle alla porta, tanta corsa senza palla. L'attitudine al sacrificio e a dialogare con i compagni di Piccoli aiuta la manovra offensiva della squadra di Vanoli, dove finalmente si riesce a lavorare anche sull'ampiezza e sulle combinazioni nell'ultimo terzo grazie alla quantità di Parisi e ai ritrovati isolamenti laterali di Gudmundsson. Quella di Piccoli è una prova quantitativa, che ha il pregio di sostenere una squadra faticosamente alla ricerca di soluzioni diverse dopo mesi e mesi di sterilità offensiva, e il difetto di esser troppo carente in termini di finalizzazione: quasi beffardo per il centravanti bergamasco che, dopo una partita passata a scontrarsi con Baschirotto (con tanto di rigore revocato tanto per aumentarne la frustrazione), alla fine la palla buona a porta vuota finisca sui piedi di Kean.

Al di là del futuro impatto del - divisivo - nuovo acquisto Manor Solomon (ingresso molto compassato, ma è suo il cross dal quale in qualche modo esce fuori il gol di Kean), Vanoli sembra aver finalmente trovato degli equilibri tattici più solidi e soprattutto in grado di far esprimere al meglio le individualità più importanti. Oltre alla rassicurante prova della coppia difensiva, cattedratica la prestazione di Fagioli tanto nelle vesti di cabina di regia avanzata quanto per ritmo in non possesso (10 palloni recuperati, 9/9 duelli a terra vinti), mentre sembra davvero scomparsa l'apatia di un Gudmundsson a cui è mancato sì l'ultimo guizzo, ma è sempre stato dentro la partita. Nonostante il risultato forse qualche perplessità possono aver destato i cambi del mister, specialmente per i momenti in cui sono stati richiamati fuori certi giocatori. Ma su questo va detto che per una volta la fortuna ha girato a favore della Fiorentina (con il gol che tra le altre arriva proprio dalla panchina): il credito dei viola in questo senso è ancora pesante da riscuotere, e uscire dal Franchi senza i tre punti dopo questa prestazione sarebbe stato ingiustamente mortificante.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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