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Atalanta Roma 1-0
, , , 3 Gennaio 2026

Atalanta-Roma 1-0, Considerazioni Sparse


L'Atalanta sconfigge 1-0 la Roma con una prestazione dinamica e attenta.

Una delle migliori versioni dell'Atalanta di Palladino supera di misura la Roma di Gasperini, con i capitolini che si ritrovano a perdere l'ennesimo big match. Alla New Balance Arena va in scena una partita molto brutta, che mette in mostra i pregi dell'Atalanta e i difetti dei giallorossi. I padroni di casa, soprattutto nel primo tempo e nelle ultimissime battute, si sono mangiati il campo, attaccando con tanti uomini e mettendo in scena una prestazione molto gasperiniana - cosa che sono riusciti solo parzialmente a fare gli uomini del tecnico di Grugliasco, apparsi oggi abbastanza fuori fase. Nella Roma è pesata l'assenza di Wesley dal 1', che ha costretto i giallorossi a giocare con due quinti molto difensivi (Celik e Rensch) e un atteggiamento forse troppo remissivo; Palladino si è presentato con Zalewski trequartista e Bernasconi, forse il migliore dei suoi, sulla fascia sinistra.

Pronti via e la prima grande occasione è della Roma: Ederson sbaglia un appoggio facile e mette in porta Dybala, ma l'argentino non calcia preferendo servire Ferguson che viene murato due volte. Nei più classici dei gol sbagliato-gol subito è la Roma a subire il vantaggio atalantino con una dinamica insolita: Svilar esce male su corner, si dimentica il pallone che carambola addosso a Scalvini e la Dea è avanti. Da quel momento, come successo già contro Milan e Juventus, i giallorossi si disuniscono e vanno completamente in bambola. Prima Zalewski si divora il 2-0, poi lo realizza Scamacca al termine di un'azione in cui lo stesso attaccante romano risulta aver fatto una giocata in fuorigioco attivo secondo un intervento molto artificioso del VAR. Gol annullato e i restanti 20' del primo tempo passano tra interruzioni, proteste e cartellini, in una partita spezzettata all'inverosimile ma in cui la Roma, complice le prestazioni gravemente insufficienti di Dybala e dei quinti, sembra in bambola degli avversari.

Nella ripresa la spinta dei padroni di casa si attenua: i neroazzurri si sono limitati a una fase difensiva estremamente efficace nel contenere una Roma che, come in tutte le altre sconfitte stagionali (e sono già 9), va in difficoltà quando l'avversario si abbassa e bisogna trovare la giocata tra le linee. A parte una girata di Ferguson su corner, la Roma non ha mai costretto Carnesecchi all'intervento, pagando la serata stortissima di Koné e uno stato di forma di Dybala lontano dagli standard che si è abituati associare a un giocatore allenato da Gian Piero Gasperini. L'Atalanta è si appoggiata egregiamente su Scamacca e ha vinto tutti i duelli, con le prestazioni di Djimsiti e De Ketelaere sugli scudi. La partita si è avviata verso la fine senza particolari occasioni per i giallorossi seguendo un copione già visto: per la nona volta in 10 partite, i romanisti si sono dimostrati incapaci di rimontare lo svantaggio iniziale.

La Roma continua a manifestare gli stessi problemi che la attanagliano da inizio stagione: difficoltà nel creare occasioni, poca lucidità nelle poche che vengono create e preoccupanti momenti di sbandamento quando va in svantaggio, come visto nella mezz'ora successiva al gol di Scalvini. La sensazione, nonostante la brutta prestazione di Ferguson, è che una punta forte possa risolvere solo parte dei problemi della struttura di Gasperini: quando gli avversari si abbassano, la palla fatica molto ad arrivare nell'area avversaria e la qualità continua ad essere poca anche in mezzo al campo.

Se gli uomini di Gasperini, come detto, perdono l'ennesimo big match, l'Atalanta invece coglie il suo primo successo stagionale in un scontro diretto: pur restando molto lontana dal 4° posto (8 punti da Roma e Juventus) dimostra di non aver perso del tutto le qualità che l'avevano resa a tratti ingiocabile sotto la guida proprio di Gasperini. I neroazzurri hanno dominato il campo nella prima frazione, nella seconda hanno controllato il ritmo della partita senza concedere quasi nulla. Resta qualche dubbio sulla tenuta mentale dei singoli - vedasi la prestazione da rollercoaster di Ederson, inaugurata con lo sciagurato appoggio per Dybala, proseguita con una ventina di minuti zoppicando, conclusa con un rush finale di alto livello dopo che sembrava dover esser sostituito -, ma il lavoro di Palladino sembra abbia ingranato molto bene.

  • Valerio Fontana è nato nel 1998 a Roma, divoratore di partite di Calcio e di Tennis, fa lo stesso con i relativi articoli.

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