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Maresca Chelsea
, 2 Gennaio 2026

Segnali dalla 19° giornata di Premier League


Tra Maresca via dal Chelsea e lo scontro diretto Arsenal-Aston Villa.

La 19° giornata di Premier League portava con sé almeno un paio di stranezze. Non era infatti, come sarebbe prassi in un normale campionato a 20 squadre, l'ultima del girone d'andata, che si disputerà invece nel weekend, bensì la prima di quello di ritorno. In più, per i soliti scherzi del calendario inglese, risultava in programma a cavallo tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026.

Almeno fino all'Epifania continuerà l'abbuffata di partite. Si gioca ogni due giorni, e per le nostre Feste non potevamo chiedere regalo migliore.

Arsenal-Aston Villa: Statement

Arsenal e Aston Villa si erano affrontate tre settimane fa, al Villa Park. Un gol allo scadere di Emiliano Buendia aveva regalato ai Villans un successo, il 7° consecutivo tra Premier League ed Europa League, che li aveva ufficialmente iscritti alla corsa per il titolo. La striscia di vittorie dei ragazzi di Emery è poi arrivata a quota 11, dopo il successo a Stamford Bridge. Ci ha pensato però proprio l'Arsenal, nella sera del 30 gennaio a Emirates, a mettere bruscamente fine a questa serie da record. I Gunners si sono imposti 4-1, dominando il secondo tempo, grazie ai gol Gabriel, Zubimendi, Trossard - per distacco MVP - e Gabriel Jesus.

Il successo ricaccia l'Aston Villa a 6 punti di distanza e manda un segnale fortissimo a tutto il campionato. Mai come quest'anno i londinesi sembrano attrezzati, mentalmente e tecnicamente, per tornare ad alzare quel trofeo che manca da 22 anni. E dire che le premesse non erano incoraggianti: contro la squadra più in forma d'Europa, senza Calafiori e Rice e con Gabriel e Timber al rientro, Arteta aveva tutto da perdere. Nel 2024/25, a metà gennaio, un pareggio ad Emirates proprio contro i Villans fece definitivamente perdere le tracce del Liverpool, che scappò indisturbato verso il 20° titolo. E invece è andata alla grande.

Arteta ha scelto Hincapié e non Lewis-Kelly da terzino sinistro per sostituire Calafiori. E davanti ha confermato scelte consolidate, meno banali di quanto si possa pensare: se Ødegaard è sano, Eze si siede. Senza Rice, la scelta per l'altro interno di centrocampo è ricaduta su Merino: per ora, la coabitazione Ødegaard-Eze è da considerare un esperimento fallito. E poi il centravanti, che continua ad essere Gyökeres, nonostante qualcuno non mostri entusiasmo sfrenato. Con Merino che scalpita - e che segna spesso quando gioca in quel ruolo -, Havertz e Gabriel Jesus tornati a disposizione, Arteta sceglie quello che la maggior parte di noi terrebbe come ultima opzione. Per ora però, come spesso accade, ha ragione lui.

L'Aston Villa non ha mai dato l'impressione di poter essere competitivo una volta rientrato dagli spogliatoi. Alla seconda trasferta londinese in 72 ore, i Villans sono apparsi stanchi e con poche idee. Dopo l'impresa a Stamford Bridge, Emery ha optato per alcune modifiche, anche forzate. Senza Cash e Kamara infortunati, con McGinn e Maatsen a riposo, il basco ha messo Tielemans in mezzo, con Buendia davanti e Sancho a destra. L'esterno inglese si è dimostrato per l'ennesima volta non adatto al livello, né per attitudine né per qualità tecniche. Da una sua palla persa è nato il secondo gol, e in generale il suo atteggiamento ha costretto i suoi a giocare quasi con un uomo in meno.

Che la rosa a disposizione di Emery sia estremamente lacunosa lo sapevamo già da fine agosto, ed è anche per questo che quello che la sua squadra ha fatto fin qui appare davvero miracoloso, sia in Premier League che in Europa League. Gennaio è finalmente arrivato però, e questo gruppo meriterebbe un po' di aiuto per poter continuare a competere su tutti i fronti.

Chelsea-Bournemouth: a proposito di rose corte, e di Maresca

Con il 2-2 nel match di martedì col Bournemouth, il Chelsea ha chiuso il 2025 mettendo insieme la miseria di 6 punti nelle ultime 7 giornate di Premier League. L’anno solare dei Blues si é concluso sulla falsa riga di quello che era successo nel 2024. All'inizio dello scorso dicembre infatti, la forma a freccia in su della squadra di Maresca aveva fatto pensare a tanti che potesse essere proprio il Chelsea, a sorpresa, l'avversario del Liverpool per il titolo. Poi, nelle ultime tre partite dell'anno, le sconfitte contro Ipswich e Fulham e il pareggio a Goodison Park con l'Everton avevano ridimensionato le ambizioni.

Nel 2025, a fine novembre, è successa la stessa cosa. Dopo la vittoria a Burnley, gli uomini di Maresca viaggiavano spediti: complici le difficoltà di Liverpool e Manchester City, sembravano la squadra più attrezzata per duellare coi Gunners. La situazione attuale é però totalmente differente.

Poche ore dopo il pareggio con le Cherries, sono cominciate a circolare voci che vedevano Maresca lontano dal club. Nella mattina del primo dell'anno, poi, é arrivata la conferma. Solo poche settimane fa, dopo quel fatale pomeriggio a Turf Moor, il tecnico italiano era stato premiato come manager del mese di novembre. Ora è un uomo senza lavoro. Come ha scritto The Athletic, “tutto troppo assurdo, anche per un club pazzo come il Chelsea”.

Il feeling con l’ambiente e coi tifosi, nonostante i recenti successi, non é mai sbocciato. Dopo la vittoria sull’Everton, l’unica di uno sciagurato mese di dicembre, Maresca aveva tuonato: “Le 48 ore precedenti al match sono state le più difficili da quando sono al Chelsea: tante persone qui non ci supportano”. Dopo la seconda sostituzione consecutiva di Cole Palmer, più o meno a metà del secondo tempo col Bournemouth, i supporters gli hanno dedicato a gran voce un poco lusinghiero “You don’t know what you are doing”.

Un’ostilità inspiegabile, dovuta, a quanto pare, a una mal sopportata tendenza ad assistere a partite noiose, di una squadra fatta giocare su ritmi poco da Premier League, meno sulle transizioni e più sui vantaggi posizionali di un palleggio raffinato. I meriti del tecnico ex Leicester sono però alquanto evidenti.

Oltre ai trofei conquistati nel 2024/25 (Conference League e Mondiale per Club), Maresca ha avuto il merito di far crescere nel tempo una rosa zeppa di giovani e giovanissimi. Il Chelsea, nonostante i tanti problemi, é ancora in corsa in 4 competizioni. Non possono poi ricadere sul manager italiano le colpe di sessioni di mercato al limite della follia: dopo l’insensata cessione di Jackson al Bayern Monaco, nel ruolo di centravanti Maresca ha potuto contare con costanza solo su João Pedro, oltretutto non un 9 naturale. Marc Guiu e Liam Delap, le uniche alternative in rosa, si sono dimostrati per ora poco adatti al livello richiesto dal gioco di Maresca, tecnicamente o fisicamente.

In mezzo al campo, oltre a Caicedo/Enzo Fernandez/Reece James, c’è ben poco. Appare poco onesto poter pensare al Chelsea come a una squadra costruita per puntare più in alto di dove si barcamena attualmente. Ci sono squadre che si possono permettere di tenere in panchina 90' gente come Eze, Nørgaard, Martinelli, Stones, Marmoush o Rico Lewis: davvero si pensava che Maresca potesse fare di più di quel che ha fatto?

Il 2 dicembre, i Blues erano capaci di prestazioni simili.

Che noia questo Capodanno

Nelle quattro partite in programma l'1 gennaio, solo due sono stati i gol realizzati - Crystal Palace-Fulham 1-1, reti di Mateta e Cairney. Per il resto noia, molto freddo e qualche mugugno. Dimenticabile il pareggio senza reti tra Brentford e Tottenham, in lizza per essere fin qui la partita dove sono successe meno cose dell’intera stagione. Al Gtech, in una trasferta per fortuna chilometricamente non sfidante, dal settore ospiti si é sentito il coro “Boring, boring Tottenham” rivolto alla propria squadra. Un’analisi tanto semplice quanto difficilmente confutabile, che segna la prima vera contestazione nei confronti della gestione tecnica di Thomas Frank.

Anche ad Anfield si sono vissute serate più emozionanti. Lo 0-0 contro il Leeds frena la corsa del Liverpool, che arrivava al match in striscia aperta di 4 vittorie consecutive. Il pareggio impedisce ai Reds di rosicchiare qualche punto in classifica a Chelsea e Aston Villa. Senza Isak e Salah, con MacAllister a riposo, Slot si é affidato ancora una volta al duo Wirtz-Ekitike, che formava il tridente insieme a Frimpong. Il tedesco ha però deluso ancora, fornendo una prestazione decisamente sottotono, tanto da essere richiamato in panchina al 65'. A nulla sono serviti gli ingressi di Gakpo e Chiesa nell'arrembaggio finale, anzi: sono stati gli ospiti, in un paio di occasioni, a sfiorare l'impresa.

Continua invece l'imbattibilità stagionale del Sunderland allo Stadium of Light. Dopo aver fermato l'Arsenal a inizio novembre, i Black Cats sono usciti indenni anche dalla sfida al Manchester City, fermato sullo 0-0 grazie alla solita prestazione intensa e orgogliosa. Passo indietro invece per gli uomini di Guardiola, che dopo 8 vittorie consecutive speravano di conquistare altri 3 punti per rimanere in scia all'Arsenal. Il City è apparso però stanco, a tratti quasi svogliato.

La brutta notte nel nord-est d'Inghilterra potrebbe costare caro per le ambizioni di Pep, che pensava di poter sfruttare meglio un calendario natalizio tutto sommato agevole. Le uniche note positive sono arrivate dai rientri di Doku e, soprattutto, Rodri: recuperi fondamentali nelle prossime settimane, nei tanti impegni in programma tra Premier League, FA Cup e Champions League.

Gennaio significa mercato di riparazione, anche per un transatlantico come il Manchester City. Il pagamento della clausola da £75 mln per strappare Antoine Semenyo al Bournemouth e portarlo a Etihad pare questione di ore: per Marmoush c'è la fila - sarebbe strano il contrario -, idem per Bobb o Savinho, ma qualcuno là davanti dovrà numericamente far posto al ghanese.

Anche il reparto difensivo potrebbe registrare alcune partenze. Guardiola da un paio di mesi a questa parte sembra essersi dimenticato di buona parte della sua rosa: Ait-Nouri, Rico Lewis, Khusanov, in Premier League, trovano pochissimi minuti. Allo Stadium of Light si è rivisto dopo parecchio tempo Aké, che sembra però quello con più mercato. Come avvoltoi, sparsi in giro per la Premier League sono in molti che attendono le decisioni del club di Manchester. Un esubero in uscita dal City potrebbe cambiare la stagione di tante altre squadre del campionato. E allora bentornato, benedetto gennaio. Vediamo che sorprese regalerà nel 2026, oltre alle dimissioni di Maresca mentre stavamo digerendo il cenone.

  • Milano. Iscritto all’albo dei Match Analyst LongoMatch. Diplomato al Liceo Scientifico, nonostante l’orale della maturità sostenuto il giorno dopo la finale di Berlino. Laureato in Scienze Politiche. Malato di calcio. Al primo appuntamento ho portato la mia ragazza a vedere il derby della Mole, quello dell’eurogol di Bruno Peres. Stiamo ancora insieme.

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